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Margherita Lombardi: giornalista e botanica, fondatrice del sito Italian Botanical Heritage 

da un’idea di Micaela Solbiati
di Ilaria Mozzambani 
Villa Melzi d'Eril a Bellagio

Villa Melzi d’Eril a Bellagio

Laureata in Scienze Agrarie, agronomo e giornalista botanica, collaboratrice storica della rivista Gardenia, autrice di numerosi manuali di giardinaggio, organizzatrice di convegni e conferenze, e ideatrice del blog www.italianbotanicaltrips.com, Margherita Lombardi è anche cofondatrice, insieme a Carlo Maria Maggia, di Italian Botanical Heritage, un progetto creato per far conoscere il patrimonio naturalistico, paesaggistico e botanico italiano, uno dei più ricchi del mondo, e per promuovere lo sviluppo del turismo green in Italia.

Margherita Lombardi foto di Matteo Carassale

Margherita Lombardi foto di Matteo Carassale

Italian Botanical Heritage è un sito internet, punto d’incontro per tutti gli appassionati di piante, giardini e natura, una guida per condurli in luoghi ancora poco conosciuti, giardini storici e contemporanei, boschi, parchi, oasi naturalistiche, fiumi, spiagge, coltivazioni locali, alla scoperta di paesaggi ma anche di tradizioni enogastronomiche, di eccellenze artigiane, di musei botanici.

Le schede presenti sul sito, suddivise per regione, sono ora ricercabili comodamente in funzione della meta desiderata o della zona prescelta, così da informare rapidamente quali sono i luoghi di interesse botanico nelle vicinanze, per poter esplorare il territorio in base alle proprie preferenze. Inoltre, attraverso il blog Italian Botanical Trips, Margherita propone una serie di itinerari fra i vivai e i giardini italiani, ma che uniscono anche altri interessi, quali l’arte, la fotografia, il vino, creati assieme a Rossana Sessa.

Il sito internet è www.italianbotanicalheritage.com ma parliamo prima dell’interessantissimo blog di Margherita Lombardi.
Sulla barra degli strumenti del blog vediamo Home, Parchi & Giardini, Itinerari, Notizie verdi, Colto in giro, Animali in giardino, Dal ballatoio.
Per Margherita Lombardi è fondamentale andar per vivai come il terzo itinerario in Emilia Romagna (Verso il Delta del Po), con visita a Ravenna. Tra i vivai si trovano gli emerocallidi, splendide piante ornamentali, qui la collezione più grande in Italia e tra le maggiori in Europa e un infinità di rose, segue poi un utilissima cartina con i vivai per trovarli più facilmente. Tra quelli proposti: Vivaverde di Monica Cavina per le rose a Imola, Un Giardino tra i campi di Stefano Peroni per gli emerocallidi a Castel Bolognese, una specialità di fiori orientali ed infine l’Azienda agricola Dalmonte Samuele con splendide piante da frutto e ornamentali a Faenza.

Da non perdere il Parco Regionale del Delta Del Po, e da una camelia color barbabietola al delizioso “Dal ballatoio” con la fioritura in Maggio e Giugno e tante altre chicche.

Dal sito si va direttamente al blog cliccando le news con i fantastici itinerari dove oltre ai vivai ci sono i giardini e le cantine.

Nella sezione IBH ci ha colpito lo scritto “Cosa” dove l’Italia è vista come un patrimonio botanico e molto altro tra i più del mondo. Voi dite che sia il nostro paese fu meta di viaggi, si ricorda tra i tanti viaggiatori famosi dell’antichità, tra il ‘700 e ’800 l’inglese Lord Byron.
Nell’800 è la volta di pittori come Claude Monet che raffigurò molti paesaggi e Renoir, e molti altri grandi artisti rimasero incantati dal Lago di Como.
Poi Sir William Hanbury e il celebre giardino botanico di Villa Hanbury , Villa Taranto sulle rive del Lago Maggiore creato dal capitano scozzese Mc Eacharn e tanto altro.
Nel Novecento è stato soprattutto il Lago di Como ad attirare le celebrities.

“L’Italia ha infatti ancora molta da offrire ai viaggiatori curiosi di tutto il mondo”, dice Margherita: dai botanici ai paesaggisti, dagli architetti ai vivaisti ai giardinieri professionisti e non. E noi di notonlymagazine potremmo aggiungere da tutti gli amanti del bello.
IBH per scoprire dai parchi agli orti botanici dai boschi antichi ai torrenti al meglio dei vivai italiani con molto altro. IBH è proprio questo, un luogo d’ incontro per appassionati di piante, giardini e natura un patrimonio botanico immenso da vedere e rivedere.

 

Vivaio Anna Peyron

Vivaio Anna Peyron

Come è nata Margherita questa tua passione per il verde? Fiori, piante, giardini ti affascinavano fin da bambina o no? Gli studi e la laurea in Scienze Agrarie hanno maturato i tuoi interessi anche lavorativi per la botanica, il verde, i fiori, il paesaggio?

Data la maturità, pensavo di iscrivermi all’Accademia di Brera, perché mi è sempre piaciuto disegnare, ma durante il mese di agosto ho sentito prepotente l’impulso di studiare invece la natura e le piante, perché ho vissuto tanto in campagna con i miei nonni e i miei in primavera mi portavano a visitare i grandi giardini storici. Ho scelto Scienze Agrarie e non me ne sono affatto pentita, anzi, la rifarei!. Dopo laureata mi sono dedicata dapprima alla ricerca, poi ho lavorato un paio d’anni presso il mitico Centro Botanico di Angelo Naj Oleari, dove ho imparato molto, sulle piante allora rare e anche a proposito di libri. Ho poi seguito un corso di progettazione dei giardini presso i meravigliosi Kew Gardens di Londra, tenuto da John Brookes, ottimo insegnante, e ho lavorato un poco come paesaggista, iniziando nel frattempo a collaborare con testate prestigiose come Ville e Giardini, Gardenia e Il Giardino Fiorito. La scrittura ha finito per avere il sopravvento, mi veniva bene, mi divertiva visitare e raccontare i giardini realizzati da altri, e penso di comprenderli bene anche grazie al corso di Londra. Inoltre nel frattempo erano nati i miei figli e dunque il mestiere di giornalista botanica è risultato più adatto alla loro presenza. E non ho sbagliato: amo moltissimo il mio lavoro, mi piace troppo scoprire nuove piante, nuovi vivai, artigiani, fioristi, cogliere le nuove tendenze, incontrare tanti personaggi straordinari.

Insieme alla tua storica collaborazione per Gardenia, ai tuoi libri alle tue molteplici occupazioni come e quando è nata l’idea del sito www.italianbotanicalheritage.com e del blog www.italianbotanicaltrips.com?

Il sito nasce con l’obiettivo di proporre dei viaggi e viaggetti alla scoperta del patrimonio botanico italiano, che è ricchissimo ma molto frammentario, per cui era difficile trovare le informazioni necessarie. Ora spero sia più facile, grazie al mio sito!

Carlo ed io abbiamo chiesto di collaborare alla realizzazione delle schede descrittive dei “luoghi”- sono quasi duemila e continueranno ad aumentare, ad alcuni ragazzi universitari; in seguito, quando Carlo si è ritirato dall’impresa, ho altre persone molto valide, come il giovane agronomo Luca Leporati, che compila gran parte delle nuove schede, e Andrea Chisu, di Stilogo, che mi ha aiutato come webmaster per il blog e alcune modifiche necessarie al sito e che spero ora mi seguirà per i social e l’indicizzazione del sito e del blog. Gli itinerari per i vivai proposti da italianbotanicaltrips.com sono nati invece insieme a Rossana Sessa, mia amica e commerciale, perchè con le sempre più numerose mostre di settore, si faceva molta fatica a portare il pubblico nei vivai. Ed è solo andando sul posto che è possibile approfondire il lavoro dei vivaisti e avere il tempo per conoscerli e parlare con loro, imparando tanto sull’utilizzo e la cura delle loro piante.

Parlando ancora delle schede (sito) c’illustri una regione “campione” come la Lombardia dal punto di vista del vostro sito?

La Lombardia è molto ricca di giardini e vivai. Ci sono molte dimore e castelli, giardini storici senza la villa, la dimora, o parchi contemporanei sia privati che pubblici. In natura, ci sono oasi e riserve in cui si possono fare molto passeggiate e osservare la fauna e flora selvatica. Ci sono molti roseti, orti botanici, ecomusei e musei d’arte ambientata, vivai, artigiani fioristi e librerie, cantine, acque dolce balneabili e torrenti, come il Trebbia, delle vere e proprie SPA naturali.

Floricoltura Billo

Floricoltura Billo

Come cambia la visione dal ballatoio dall’estate all’autunno? È più nei profumi, nei colori o negli aromi?

Questa domanda mi piace molto. Sul ballatoio c’è una sopravvivenza di vasi piccoli, è orientato a est – ovest, alternanza di ombra e sole tutto il pomeriggio. Bisogna ovviamente averne molta cura. A ogni stagione ci sono nuovi colori e nuove piante. All’inizio era a tutto rosa e viola, con tante violaciocche e clematidi, ora è virato sui toni del giallo, arancio e rosso, con tocchi di blu. Per un paio d’anni mi sono divertita a piantare, in autunno, tulipani multicolori, seguendo un’abitudine di Ottavio Missoni, il cui giardino visitai per Gardenia. Negli ultimi due anni mi sto appassionando alle piante annuali che si seminano da sole, come i tagete, con risultati: mi diverte che il mio piccolo ballatoio cambi aspetto di anno in anno, un po’ da solo.

In autunno ci sono i rossi e i gialli, le viti del Canadà, i fiori di tagete sbocciati. In autunno-primavera sbocciano crochi, muscari, il rosmarino, violette odorose e le viole del pensiero che prendo già pronte. Poi è la volta del caprifoglio, delle passiflora, dei garofanini rifiorenti, profumatissimi, delle gardenie nell’angolo in ombra, seguiti da dalie e tagete, che fioriscono fino a dicembre. Purtroppo le rose e le ortensie mi vengono male e ci devo rinunciare, anche se ogni tanto ci riprovo.

Parlaci dei media, della tua strepitosa galleria fotografica e delle foto/video dei tuoi collaboratori?

Le foto della galleria sono del bravo fotografo Daniele Cavadini e di alcuni appassionati, quelle del blog invece sono mie. Al momento mi diverto a fotografare i terrazzini in giro per la città e chiedo a chi mi segue di inviarmi le foto, un’iniziativa che ha avuto molto successo.

Questo bellissimo scritto dal titolo “Cosa” sempre nel sito ci ha fatto pensare a una domanda sui bellissimi giardini della Mortella a Forio d’Ischia di Lady e Lord Walton disegnati da Russel Page nel 1956, cosa ne pensi di questo giardino?

Un sogno, un paradiso terrestre: sono una visione, il massimo per l’immaginazione. Il clima mite favorisce la crescita delle piante tropicali, è un giardino contemporaneo tra i più belli d’Italia. Vorrei andarci più spesso, ma è un po’ lontano. Fa pensare a Salgari.

Vivaio Buxus

Vivaio Buxus

Parlando di altri posti più vicini, c’è il Parco Nord a Milano, questa pianura lombarda con i pioppi, a tratti disegnata. A giugno ci sono le lucciole e animali selvatici. A novembre ci sono aceri e querce, diciamo che ci sono cose meravigliose da vedere in tutte le stagioni.

Il tuo prezioso punto di vista di “andar per vivai” dal blog? Come ti è venuta quest’idea vincente?

I vivai sono molto belli, hanno anche spesso deliziosi Bed&Breakfast annessi e giardini dimostrativi, dai quali c’è tanto da imparare. Con le mostre e l’online, si è persa questa cosa di andare su posto a visitare, quindi noi cerchiamo un po’ di farli rivivere, di promuovere l’andar per vivai!

Manifestazioni sul verde e molto altro come Orticola a Milano secondo te dovrebbero essere ripetute in altri mesi dell’anno che non sia Maggio con una diversa fioritura e magari in altre città italiane?

Diciamo che manifestazioni come Orticola a Milano a maggio sono difficili da ripetere durante lo stesso anno perché davvero molto impegnative. In altri mesi ci sono altri eventi, come a febbraio – marzo villa Necchi Campiglio, ad aprile Floralia in Piazza San Marco, poi Flora et Decora, a settembre di nuovo Floralia che è anche mercatino di beneficenza dedicato al verde.

L'Erbaio della Gorra

L’Erbaio della Gorra

Tra tutti i luoghi e gli itinerari presentati sul tuo sito qual è uno che ti ha colpito di più per la sua particolare ricchezza botanica e bellezza naturale, che ci vorresti suggerire?

Sono troppi in realtà, direi tutti! Notevole è il Parco del Monte Baldo, sopra Brescia, con delle bellissime orchidee selvatiche. Poi, in primavera, il meraviglioso il Parco della Burcina, pieno di rododendri e azalee, ma davvero, ogni regione, ogni zona è piena di sorprese.

Il posto più sconosciuto che hai visitato?

Non saprei, in ogni regione ne ho scoperti molti, sconosciuti ai più e magari anche a me, ma non ad altri, quindi…

Da dove partite per i vostri itinerari? Qualcuno ve li consiglia?

Per fare gli itinerari fra vivai, giardini e altro Rossana e io partiamo dalla nostra esperienza personale e dai consigli di chi conosce bene il posto; in futuro ci piacerebbe indicare un referente che possa fare da guida in ogni zona e per ogni itinerario.

Ultimamente, fiction e sceneggiati italiani scelgono luoghi poco conosciuti e ancora quasi incontaminati trasformandoli in mete di viaggio di un turismo quasi nocivo. Come preservare questi luoghi?

E’ una domanda molto interessante, ancor più dopo l’estate di incendi dolosi che hanno distrutto ettari ed ettari di natura, anche nelle riserve naturalistiche e nei parchi e ucciso gli animali selvatici. Una tragedia inammissibile! La si può preservare credo aumentando i controlli e inasprendo le pene, ma anche educando meglio i cittadini, a cominciare dai bambini, al rispetto della Natura e dell’ambiente. Se, attraverso il mio sito e il mio blog, consiglio le peonie selvatiche in Sardegna e in Liguria è chiaro che non devono essere raccolte o calpestate, sono fiori rari e preziosi, ma d’altro canto chi li segue è già un amante della Natura, quindi non credo sia pericoloso, al contrario. Infine c’è anche il caso della fiction, Montalbano in America che ha aumentato un buon turismo, soprattutto perché straniero e colto, in Sicilia.

Villa Perego di Cremnago

Villa Perego di Cremnago

www.italianbotanicaltrips.com
www.facebook.com/italianbotanicalheritage/
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