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NON SOLO CANZONETTE – EPISODIO 7

20 aprile 2017
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di Danilo Longano

Il vento leggero muove le fronde, le foglie cadono come pioggia.
L’erba si muove, come fosse un unico essere.
La terra viva scalcia, suda, si nutre e cresce.
Suoni delicati riecheggiano in quello che sembra essere un giardino zen. Un atmosfera monastica. Dopo cinque anni, i Deproducers tornano con un nuovo disco ad omaggiare i più longevi esseri viventi. Botanica è disco pensato e prodotto assieme al Professor Stefano Mancuso, esperto di neurobiologia vegetale.

Il disco alterna musica e parole. Non è la prima volta che ho che fare con i Deproducers. Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia, ragazzi con cui ho avuto il piacere di collaborare qualche anno addietro come assistente di studio per qualche giorno durante la creazione e le prove per lo scorso disco, Planetarium.
Loro dicono di fare musica per divulgazioni scientifiche. Io più li ascolto e più credo che ci sia molta più poesia in quello che fanno. Questo disco sembra descrivere le emozioni che possono provare le piante, sembra un cammino lungo un sentiero boscoso, sembra quasi di sentire il suono dei fiori che sbocciano, dei prati che respirano.

botanica-deproducers-coverTanta perizia nell’utilizzo di strumenti analogici e digitali, che si uniscono delicatamente a comporre strutture larghe, esplosioni di luce e suono, silenzi e profondi passi scuri.
E’ un disco di memorie ancestrali, di luoghi e cose dimenticate. Un viaggio di undici tracce accompagnate da narrazioni didascaliche e pungenti. E’ difficile tenere il passo con la track list, perchè il disco scorre come un fiume, una sensazione di rilassatezza mi avvolge all’ascolto. Ci si sente immersi nelle sonorità che spaziano tra psichedelia anni settanta, elettronica e pop sperimentale.
La narrazione è importante, ci ricorda quanto le piante ricoprano un ruolo fondamentale per la nostra sopravvivenza e quanto poco sappiamo di loro, della loro struttura singolare, del loro modo di vivere. Si, è un disco che parla della vita, del rispetto per la vita, della nascita del rifiorire di esseri organici e pensanti.
A livello sonoro il disco è davvero di mio gusto. Conosco i quattro produttori, so quanto bene riescano in quello che fanno, ma so che sono circondati da collaboratori davvero validi. Il mix è equilibrato e ampio, le dinamiche sono vive e trattate con rispetto, estremizzate in alcuni momenti. Nulla sembra fuori posto, ma non mancano i colpi di scena, le distorsioni armoniche, momenti veloci e pressanti che fanno venire voglia di alzare il volume, di andarci a correre.
Bravi Deproducers, la mia positiva esperienza personale con loro è ben condensata in questo nuovo lavoro. Non è solo opera divulgativa, lasciatevi coinvolgere, fate una passeggiata nei boschi mentre lo ascoltate. Lasciate che siano i profumi, colori e suoni delle piante a far parte della vostra vita. Ricordiamoci in fondo quanto non possiamo fare a meno di loro e quanto sia bello viverci insieme.
Dal mio canto vi assicuro che lavorare con loro è stato un vero onore, sicuramente non solo per il curriculum, anzi. Persone così appassionate e creative mi hanno permesso di essere ciò che sono e ciò che sarò.
Per ogni informazione sul disco e le date dello spettacolo vi rimando alla loro pagina facebook e il loro sito.
www.deproducers.com
www.facebook.com/deproducers/

MAMA’S ANTHEM
Questo mese vorrei dedicare un piccolo spazio a un’amica, che coraggiosamente dopo tanti anni di sacrificio è uscita con il suo primo lavoro. Manuela di Gennaro, con la sua band Mama’s Anthem.
Il disco si intitola Extended.

mamas-anthemHo vissuto da vicino alcune fasi realizzative. Disco ben suonato e ben prodotto. Il mix è pulito (forse troppo per i miei gusti), le canzoni sono di estrazione soul, vestite di musica black e reggae. Il disco vanta collaborazioni preziose, cantanti e musicisti invidiabili. Seguite Mama’s Anthem per saperne di più, ne vale la pena.
Il disco è stato prodotto interamente dalla band con grande sforzo, soprattutto del buon Daniele Scozzaro che ha lavorato in veste di fonico in fase di recording oltre che di batterista. La band e gli ospiti sentite da soli come suonano e cantano e Manuela, la cantante e autrice dei brani ha grinta da vendere, oltre che un cuore enorme.
Un disco che ci ricorda quanto sia importante suonare strumenti veri, suonare insieme. Il mondo musicale odierno e piuttosto veloce, troppo veloce. Si producono dischi in catena di montaggio, ci si dimentica quanto la musica sia un momento collettivo di condivisione e di scambio. Di parole non dette.
Come al solito è difficile parlare del lavoro di qualcuno che ci è vicino, ma quando si tratta di buona musica, scommetto che i messaggi importanti arrivano lo stesso.
Al prossimo episodio!

 

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