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“Un brandello di Eden” ad Albissola Marina: Casa Museo Jorn (2a parte)

8 Settembre 2019
413 Views
di Cristina Ruffoni

Intervista a Daniele Panucci, storico dell’arte e curatore del museo
2a parte

(qui la 1a parte dell’intervista)

4) Jorn è sempre stato contrario all’esaltazione dell’individualità dell’artista a favore dell’aspetto sociale. Anche in questo, anticipa il coinvolgimento non passivo dello spettatore al di là delle convenzioni e del genio. La collettività al posto della soggettività? L’arte partecipativa teorizzata e proposta negli ’70 attraverso le installazioni e le performance.

Nell’agorà inscritta tra la casetta adibita ad atelier dell’artista e la cisterna di raccolta d’acqua si erge un caminetto interrotto, costellato di conchiglie, stalattiti, minerali, frammenti di mattonelle floreali e persino un braccio di una bambola, sormontati da una trama figurativa nordica realizzata con una tecnica tipica ligure, il risseu, il caratteristico mosaico in ciottolato che prende vita dall’accostamento di piccoli sassi levigati dai fiumi o dal mare, generalmente bianchi (calcite e quarzi) e neri (generalmente serpentinite), come quelli di Casa Jorn, che sui sagrati delle chiese e nelle ville dei nobili genovesi disegna trame e compone forme sin dal XVII secolo. Uno dei lati del camino non presenta figure, ne astrazioni, ma solo due nomi: “BERTO” e “JORN”. E se del secondo non occorrono presentazioni, per quanto riguarda il primo vi basti sapere che si tratta del factotum di Casa Jorn, amateur professionnel, artista in senso medievale (artifex, artigiano), un operaio albissolese reduce dalla campagna di Russia, determinante più di chiunque altro nella realizzazione del libero progetto artistico del danese. Il bagno esterno, le fasce attorno alla cisterna, le scalinate, le sedute del giardino ed i muretti sono realizzati dalle esperte mani dell’albisolese, così come le installazioni dei pannelli ceramici e delle sculture nelle pareti sono rese possibili dalla sua manualità, ed è per tale motivo che gli viene riconosciuto lo status di co-autore del progetto da Jorn, grazie alle firme sul camino in ciottolato che, come l’autografo del pittore su un dipinto, certificano gli autori della creazione e ne “eternano” i nomi: quello di Berto, il cui nome completo è Umberto Gambetta, accanto a quello del danese; anzi, prima, in un atto di grande amicizia, generosità e rispetto da parte di Jorn.

Jorn Berto nel 1970, Photo credit: Archivio Bartoli, Albisola

Berto, che fu destinatario insieme alla moglie Teresa Saettone, secondo volontà testamentarie, dell’usufrutto vita natural durante della casa con giardino, si premurò di murare in una parete della cucina il bozzetto ceramico tripartito realizzato da Jorn per il Grande Rilievo (1959) per il Liceo Ginnasio Statale di Aarhus, la cui genesi mitica meriterebbe un testo a parte e che segna il passaggio del danese da una manifattura albissolese all’altra, dalla Fabbrica Mazzotti Giuseppe alla neonata Ceramiche San Giorgio, la “fabbrica dei sogni” di Jorn. Preso qui in esempio per la sua natura di opera pubblica, grande commissione statale, fa il paio con il dirimpettaio che abita la parete di fronte: il pannello preparatorio per Il grande mondo (1971) per la Casa della Cultura a Randers. Nel salotto al piano di sopra sono invece collocati – per scelta allestitiva – dei piatti in ceramica realizzati da bambini, fra cui i figli di Jorn, nel 1955, in occasione della Deuxième experience del M.I.B.I., dedicata alla libera decorazione e creazione. Il danese amava far sperimentare l’arte ai bambini, credeva che fosse importante dare libero sfogo alla loro creatività, priva di preconcetti, non professionistica, come afferma nella sua invettiva Contro il funzionalismo.

L’arte genuina possibile solo in età prescolare, l’antiprofessionalismo di Berto, i soggetti antropomorfi del folclore nordico e lo spirito del collettivismo, della condivisione, della chiamata alla sperimentazione: tutto questo si può rintracciare fra le mattonelle rotte e ricomposte della villa di Jorn, ma sono idee che il danese portò avanti e fece proprie sin dall’esperienza nel già citato gruppo CoBrA. I componenti del gruppo infatti non si limitarono ad esporre insieme, in grandi manifestazioni collettive, ma, nell’agosto del 1949, diedero vita ad un esperimento laboratoriale, un cantiere creativo, un’esperienza totale ed immersiva, “il centro della spirale” di tutta la ricerca e produzione dei CoBrA secondo l’amico Dotremont: dieci artisti del gruppo, con le loro mogli e figli a seguito (in totale 19 persone), si trasferirono per un mese in una casa, immersa nei boschi danesi, a Bregneröd, un paese a 25 km da Copenhagen, disegnata e costruita dagli studenti di architettura della Danish Art Academy nell’ambito di un corso pratico (nel 1936) e reso disponibile a Jorn, in virtù della collaborazione del danese con le riviste di architettura, con il fine di poterla decorare.

Durante la permanenza, aggregativa e comunitaria, tutti i partecipanti si dedicarono a decorare collettivamente, e secondo il gusto del gruppo, muri, porte e soffitti, con il prezioso ausilio dei bambini, la cui ingenuità pre-scolare e la libertà espressiva erano considerate doti preziose in termini di spunti espressivi, realizzando una vera e propria sintesi delle arti, una critica all’accademismo e alla mercificazione dell’arte, il superamento della frontiera che tradizionalmente separa arte e vita.

5) Per Jorn la forma ideale non esiste ma è convinto che pittura e scultura siano considerate obsolete, forme del passato, escluse dalle case progettate per la quotidianità. Ma le forme, assicura Jorn, vanno sempre immaginate anche in architettura, come succede nella sua casa-giardino. Fate dei corsi e delle visite specifiche secondo questa tesi?

No, per ora non è mai stato fatto nulla in questa direzione così specifica, anche se può essere uno spunto interessante su cui lavorare. Le attività laboratoriali con i bambini hanno invece affrontato queste tematiche: ricordo perfettamente “La mia casa d’artista”, la creazione del proprio mostro del giardino, esperienze multisensoriali alla ricerca della magia e della particolarità della villa di Jorn. Forme immaginate e proposte di architettura sono state oggetto di due mostre collettive ospitate al museo e rese possibili dalla collaborazione con l’Università degli Studi di Genova – Dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica e con il docente Arch. Davide Servente, membro dell’Associazione Amici di Casa Jorn e sostenitore delle nostre attività:

10 progetti per Casa Jorn. Idee progettuali e soluzioni architettoniche per il MuDA

10/06/2016 – 11/09/2016

Mostra collettiva conclusiva del Laboratorio di Progettazione del Terzo Anno della Laurea Triennale del dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova con il Professore a contratto Arch. Davide Servente e con Arch. Cristina Parodi.

15 progetti per Casa Jorn. Il museo domestico.

18/07/2017 – 10/05/2018

Mostra collettiva conclusiva del Laboratorio di Progettazione “Abitare Albissola” del Terzo Anno della Laurea Triennale del dipartimento di Scienze per l’Architettura della Scuola Politecnica di Genova con il Professore a contratto Arch. Davide Servente e con Arch. Cristina Parodi e Alessio Cesari.

Studio di Jorn negli anni ’50, Photo credit: Archivio Bartoli, Albisola

 

6) Come Associazione no profit siete anche un museo d’arte contemporanea che coinvolge le realtà del territorio di Albisola ma anche quelle del resto d’Italia e all’estero. Quali sono i vostri progetti futuri, oltre al tesseramento come soci e alla vendita di alcune delle opere di Asger Jorn, per sostenere economicamente questo luogo meraviglioso?

Alla luce di tutte le riflessioni che abbiamo fatto insieme in quest’intervista, che non sono che la punta dell’iceberg dell’universo Jorn, la domanda da porsi è cosa fosse realmente Casa Jorn per Asger Jorn. La risposta potrebbe aiutarci nella gestione di questo spazio unico al mondo. Ursula Lehmann-Brockhaus parla della casa-giardino di Albissola come di un “autoritratto” del danese – quasi fosse un’autobiografia incentrata sul suo percorso di ricerca – sul quale è intervenuto modificando quanto già presente, in maniera libera e sperimentale «analogamente alla maniera con cui dipingeva sopra ai quadri acquistati al mercato delle pulci a Parigi, oppure, detto in altre parole, alla maniera con cui li adattava. Conformandosi a ciò egli iniziò quindi ad Albisola a penetrare il mondo mediterraneo con la sua fantasia nordica e a creare, prendendo dall’altro e dal proprio, un luogo di singolare incanto»[7].

Per molti visitatori la villa è proprio questo, un posto semplicemente bello ed affascinante, d’altri tempi, realizzato con una sensibilità straordinaria, con un’attenzione ai dettagli e alla poesia, mettendo insieme reperti e scarti con spirito che potremmo definire ecologista. Io preferisco sottolineare la compresenza di tre nature, che si compenetrano: la casa d’artista, con studio e museo personale in cui esporre le opere portate a termine, in cui vivere con amici e familiari; un’opera d’arte totale, gigantesca scultura ambientale o architettura sui generis portata avanti con dedizione ed improvvisazione come un work in progress al quale sarà sempre possibile aggiungere una pietra, una conchiglia, un fiore; il museo che desidera Jorn per la sua casa-giardino, per conservare e salvaguardare le opere, per promuovere e far conoscere il nome del danese, e posto ideale per giovani artisti che qui possono lavorare ed esporre i loro lavori.

Abbiamo appena soffiate le candeline per i nostri primi cinque anni, dalla riapertura della Casa Museo nel maggio del 2014. In questi anni, ed in particolare nell’ultimo triennio, l’Associazione Amici di Casa Jorn, che per conto del Comune collabora alla gestione del sito museale dal 2015, ha curato e reso possibili una serie di esposizioni di artisti di livello, protagonisti affermati della scena artistica nazionale ed internazionale, intervallati da giovani artisti emergenti, studenti delle accademie artistiche nazionali; una quindicina di esposizioni o performance artistiche sono state ospitate a Casa Jorn tra il 2016 ed il 2018, sempre proponendo contenuti site-specific da parte degli artisti e ingresso gratuito ed apparati o percorsi didattici specifici da parte dell’Associazione. Gli artisti ospitati hanno tentato di intessere un rapporto con Jorn, con la sua arte, con la sua poetica, con le sue idee o con la sua casa-giardino, tentando di approfondire temi quali la natura e il ciclo delle stagioni, le luci e le atmosfere del Nord Europa, la creatività e la sperimentazione, il polimaterismo e la rilettura degli ambienti, cercando di generare opere, performance, environment e situazioni che si attivassero anche e soprattutto in relazione alla presenza degli spettatori all’interno della villa del danese.

Amici di Jorn negli anni ’60, Photo credit: Archivio Bartoli, Albisola

Le due mostre temporanee estive sono esemplificative di questo approccio e della linea di ricerca portata avanti: il tributo al novantenne Ezio Gribaudo – già ricordato per la sua amicizia con Jorn e per la collaborazione all’edizione de Le Jardin d’Albisola – che con i suoi piatti ceramici bianchi fa il suo personale ritorno a Casa Jorn dopo essere stato ospite illustre del danese negli anni ’60 (7 giugno – 8 settembre, a cura di Stella Cattaneo e Daniele Panucci); la personale di Salvatore Arancio, “Like a sort of Pompeii in reverse” (11 luglio – 22 settembre, a cura di Luca Bochicchio), esposizione delle ceramiche realizzate in sessioni di lavoro nel giardino di Jorn e smaltate con i colori cari al danese, quelli delle Ceramiche San Giorgio di Albissola, che inaugura martedì 9 luglio (18.00-21.00) all’interno della Rassegna Estate a Casa Jorn.

I progetti per il futuro sono molti ed ambiziosi; i numeri dei visitatori sono in crescita, così come le collaborazioni con altre associazioni, musei, attività e realtà del territorio e del Nord Italia. Un obiettivo che l’Associazione intende perseguire è quello di rendere concreto il progetto del MuDA, il Museo Diffuso di Albisola – un esteso museo a cielo aperto che abbraccia ed unifica il territorio, dalla collina dei Bruciati, con appunto la Casa Museo di Asger Jorn, al Lungomare degli Artisti con la passeggiata mosaicata, le sculture bronzee di Lucio Fontana (Nature, 1963) e il Monumento ai caduti di tutte le guerre di Leoncillo Leonardi (1957) – facendo ancora più rete con gli altri pezzi del puzzle. E se tra gli obiettivi non vi è e mai vi sarà la vendita di opere di Jorn, di proprietà del Comune e musealizzate, pensiamo invece di implementare i servizi al visitatore, con la creazione di speciali strumenti come la “valigia del visitatore” e le audioguide, continueremo con il tesseramento di soci e sostenitori ed aumenteremo i momenti di incontro e di aggregazione con la comunità albisolese, così come le collaborazioni con le scuole di ogni ordine e grado, per mostrare la casa-giardino a bambini e ragazzi e poterli educare alla bellezza, per fornire loro gli strumenti e gli stimoli per ripensare il proprio mondo con fantasia.

[1] U. Lehmann-Brockhaus, Le opere in ceramica nel giardino e nella casa di Jorn ai Bruciati, in F. Sborgi, L. Bochicchio (A cura di), Ceramica contemporanea all’aperto: studi sulla conservazione e il restauro, Aracne editrice, Roma (2013), p. 147.

 

Daniele Panucci, storico dell’arte, nato a Savona il 29 aprile 1994
Sono uno dei curatori di Casa Museo Jorn. Dal 2016 faccio parte dell’Associazione di volontariato “Amici di Casa Jorn”, che promuove attività di approfondimento, ricezione e valorizzazione del sito, durante tutto l’arco dell’anno, coinvolgendo la comunità locale, nazionale ed internazionale, ponendosi come mediatore culturale tra i diversi soggetti privati e pubblici interessati al mantenimento e allo sviluppo a lungo termine di Casa Jorn. Con questo spirito, l’Associazione organizza workshop, rassegne ed eventi, visite guidate e culturali, mostre ed esposizioni, laboratori, conferenze, residenze e seminari, momenti di incontro conviviali ed aggregativi, come degustazioni, giochi e concerti.

CONTATTI
Casa Museo​ ​Jorn
Via D’Annunzio 6-8 (Bruciati), Albissola Marina (SV)
www.museodiffusoalbisola.it
amicidicasajorn@gmail.com / +39 3331700316
Facebook: Casa Museo Jorn

NOTE:
[7] U. Lehmann-Brockhaus, Le opere in ceramica nel giardino e nella casa di Jorn ai Bruciati, in F. Sborgi, L. Bochicchio (A cura di), Ceramica contemporanea all’aperto: studi sulla conservazione e il restauro, Aracne editrice, Roma (2013), p. 147.

LETTURE CONSIGLIATE PER APPROFONDIMENTO:

  • Baumeister (A cura di), Fraternité Avant Tout. Asger Jorn’s writings on art and architecture, 1938-1958, 010 Publishers, Rotterdam (2011)
  • Bochicchio, P. Valenti, Asger Jorn. Oltre la forma / The Form and Beyond, Genova University Press, Genova (2014).
  • Jorn, Pour la forme, Parigi (1958), ripubblicato dal Museo Jorn di Silkeborg (Danimarca): Concerning Form, Museum Jorn Silkeborg, Silkeborg (2012)
  • Jorn, Le Jardin d’Albisola, Edizioni d’Arte, Fratelli Pozzo Editore, Torino (1974)
  • Lehmann-Brockhaus, Asger Jorn in Italia. Opere in ceramica, bronzo e marmo 1954-1972, Campisano Editore, Roma (2012)
  • Lippolis, La nuova Babilonia. Il progetto architettonico di una civiltà situazionista, Costa & Nolan, Milano (2007)
  • Sborgi, L. Bochicchio (A cura di), Ceramica contemporanea all’aperto: studi sulla conservazione e il restauro, Aracne editrice, Roma (2013).

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