100×100 Achille. Una mostra “alla Castiglioni”

26 Marzo 2018
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di Erika Lacava

Installation view della mostra “100×100 Achille”, ph. Emanuele Zamponi | Courtesy: Fondazione Achille Castiglioni

 Un titolo che sembra il formato di una carta, “100×100 Achille”. 100 designer chiamati dalla Fondazione Achille Castiglioni per un progetto espositivo particolare. Obiettivo: festeggiare insieme i 100 anni del designer Achille Castiglioni.

A selezionare gli invitati sono state chiamate, accanto alla figlia Giovanna, ideatrice del progetto, Chiara Alessi, della nota casa di design, e Domitilla Dardi, design curator del MAXXI di Roma e curatrice delle passate edizioni della sezione “Object” del Miart, che ha iniziato il suo percorso di avvicinamento al mondo del design proprio grazie a un incarico di scrittura su Achille Castiglioni per la collana Universale di Architettura di Zevi.

Nato a Milano nel 1918 e qui scomparso nel 2002, Achille Castiglioni è stato un creativo sui generis, adulto con lo sguardo da bambino che si lasciava liberamente ispirare dalla quotidianità per la creazione di oggetti dallo stile semplice e innovativo. Professore presso il Politecnico di Torino e di Milano, Castiglioni è stato tra i fondatori, nel 1956, dell’ADI, l’Associazione per il Disegno Industriale.

Moltissime le aziende che hanno prodotto i suoi oggetti: Kartell, Flos, Alessi, Olivetti, Zanotta, Knoll, Poltrone Frau… E molti di questi sono costituiti da assemblaggi di oggetti di uso quotidiano traslati su un altro piano funzionale. Famosissima è “Arco”, la prima lampada a sospensione che non pende dal soffitto ma che si può spostare comodamente dove serve. Progettata per la Flos nel 1962 insieme al fratello Pier Giacomo Castiglioni, la lampada è costituita da una base in marmo bianco di Carrara che regge un riflettore regolabile in altezza e trae ispirazione direttamente dai lampioni da strada.

Tra gli altri oggetti disegnati da Castiglioni si ricordano l’innovativa lampada “Toio”, realizzata con un faro d’automobile, un trasformatore e un trafilato in metallo simile a quello di una canna da pesca, gli sgabelli “Sella” e “Mezzadro”, derivati rispettivamente da una sella da bicicletta e da un sedile di trattore agricolo, i calici “Paro”, bicchieri a coppia dalle capienze diverse, la libreria “Joy” a ripiani rotanti, la poltrona “Sanluca” divisa in tre componenti separate per essere maggiormente ergonomica…

Molte di queste ed altre geniali progettazioni si basano sul riutilizzo di oggetti già esistenti in una modalità che unisce il ready made di duchampiana memoria all’estrema eleganza e funzionalità. Achille Castigloni nei suoi tanti anni di carriera, che gli sono valsi 8 Compassi d’oro, si è sempre mosso al confine tra design e arte, tanto da essere uno dei pochi designer a cui è stato concesso l’onore di essere ospitato nelle collezioni permanenti, oltre che della Triennale di Milano, anche del MoMA di New York.

L’omaggio che la Fondazione Achille Castiglioni e le curatrici Alessi e Dardi rendono al grande Maestro del Design è una mostra che richiama a sé grandi nomi del panorama italiano e internazionale ma non per esporre i prodotti di cui sono autori ma degli oggetti rigorosamente anonimi, in un elogio del quotidiano e del funzionale. Una mostra che valorizza l’oggetto in sé e per sé al di là di ogni firma o marchio di fabbrica, in una mostra che è un’inversione di tendenza in un campo autoriale dove tutto vuole essere firmato per rivendicare l’originalità esclusiva del prodotto. Una mostra che si configura in perfetto “stile Castiglioni”.

Tra i principali designer invitati a scegliere oggetti anonimi troviamo nomi ormai storicizzati quali l’eclettico Ugo La Pietra, a cui si deve come contributo il dissuasore da strada, Nanda Vigo, presente con una grattugia, il pluripremiato Compasso d’oro Enzo Mari, che omaggia Castiglioni di un coltellino multiuso, e Alessandro Mendini, l’autore della celeberrima poltrona Proust, che porta ad Achille un cappello da pastore “Bergamino”. Tra gli invitati ci sono anche nomi più recenti nella Storia del Design come Philippe Starck, ideatore per Alessi dello spremiagrumi a forma di ragno e della sedia “Victoria Ghost”, Kuno Prey, designer della sveglia “Tino” per Danese, o Max Lamb, con i suoi tipici oggetti in marmo e granito, che presentano rispettivamente una graffetta, un raccoglibriciole e un oggetto anonimo multiuso.

Insieme a questi piccoli cadeau personali, i designer hanno firmato biglietti di saluto per Achille Castiglioni, esposti anch’essi in una teca dedicata. Ed è qui che cogliamo l’anima più personale ed emotiva della mostra, tra i ricordi degli studenti tinti di ringraziamento e gli auguri affettuosi, dando al Maestro del “tu”, per i suoi 100 anni, come se fosse ancora presente, a testimonianza di quanto il “modello Castiglioni” sia entrato nel pensare quotidiano come un momento imprescindibile della Storia del Design.

“100×100 Achille” è una mostra che desta simpatia nei più giovani e che costituisce invece, per gli addetti ai lavori, un momento di studio e analisi, in cui si passa, di utilità in utilità, dai festoni di carta al peso da 1 kg, dallo strumento per raccogliere i fichi d’india al tagliere. Una mostra che conferma il lato ludico e leggero del Maestro Castiglioni e che vuole richiamare, più che l’aria polverosa di un museo, quella fresca e brillante dei colorifici o delle ferramenta.

Il progetto di allestimento firmato dallo Studio Calvi-Brambilla rende ancora più viva questa sensazione per la scelta di ospitare gli oggetti in teche aperte realizzate con armadi da campeggio nella duplice modalità orizzontale e verticale. Una scelta che ben si presta al carattere itinerante con cui è pensata la mostra e uno stile non convenzionale, fresco e leggero che richiama quello della collezione personale di Castiglioni: più di mille oggetti anonimi raccolti nell’arco del tempo e divisi per tipologia, dalle forbici agli occhiali, che sono tutt’oggi esposti nel suo studio di Piazza Castello 27 a Milano, dove Achille ha iniziato a lavorare nel lontano 1944 insieme ai fratelli maggiori Livio e Pier Giacomo, coautore di tanti progetti. Lo Studio è oggi visitabile, insieme alla mostra, su appuntamento con una visita guidata che racconta la storia del Maestro.

Biglietti d’auguri per Achille Castiglioni. Installation view della mostra “100×100 Achille”, ph. Emanuele Zamponi | Courtesy: Fondazione Achille Castiglioni

La modalità di visita alla mostra e allo Studio contribuisce a mantenere riservato e raccolto l’ambiente, lasciandogli un’aura privata e domestica, tra l’abbaiare del cane e l’accoglienza genuina di Giovanna, che, con il fratello Carlo, Presidente della Fondazione, ha aperto lo studio alla fruizione pubblica portando avanti dal 2006 numerose iniziative tese a valorizzare la preziosa eredità del padre.

La mostra “100×100 Achille” si inserisce in una serie di eventi che saranno sviluppati nel corso di tutto il 2018. Per maggiori informazioni, www.fondazioneachillecastiglioni.it

100×100 Achille

Orari di apertura (previa prenotazione con visita guidata)

Da martedì a sabato alle 10:00 / 11:00 / 12:00

Il giovedì anche alle 18:30 / 19:30 / 20:30

Fondazione Achille Castiglioni

Piazza Castello, 27 – 20121 Milano

www.fondazioneachillecastiglioni.it | fondazione@achillecastiglioni.it | Tel. + 39 028053606

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