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Diario Musicale: Il pipistrello e Orfeo ed Euridice

di Carlo Schiavoni

Die Fledermaus – Il Pipistrello- di Johann Strauss ha avuto la sua prima assoluta alla Scala venerdì 19 gennaio 2018. Se si pensa che Il gioiello di Johann Strauss vide la luce, per la gioia dell’umanità, nel 1874 al Theater an der Wien, si può ben immaginare quale difficile rapporto abbia il nostro massimo teatro con il genere dell’operetta. A conferma di ciò, diremo subito che non si è tuttavia trattato di un battesimo felice. Ciò non per demeriti dell’esecuzione musicale: a dirigere la deliziosa operetta è invitato un autentico talento di scuola tedesca, Cornelius Meister, che conduce l’orchestra scaligera ad una prova, nel complesso, buona sin dalla difficilissima ouverture. Nella omogenea compagnia di canto spiccano la Rosalinde di Eva Mei, il dr. Falke di Markus Werba e l’ Alfred di suadente timbro latino di Giorgio Berrugi. L’allestimento di Cornelius Obonya abbandona ogni accenno di ambientazione viennese per portarci in una località montana in cui si incontra il jet set dei giorni nostri. Per sottolineare tutto ciò, il regista crea volutamente, nei recitativi, “una confusione linguistica”, che finisce per disorientare il pubblico. E così al termine dello spettacolo, il pubblico si esibisce in una fulminea corsa al cappotto quale non vedevamo da tempo immemore. Che la Scala non porti fortuna all’operetta?

Atto primo. Il regista Cornelius Obonya ambiente l’operetta in una cornice montana e…mondana (crediti fotografici: Teatro alla Scala)

Die Fledermaus-Il pipistrello” di Johann Strauss; Teatro alla Scala dal 19 gennaio 2018 al giorno 11 febbraio 2018, Direttore: Cornelius Meister; Regia di: Cornelius Obonya e Carolin Pienkos; scene e costumi di: Heike Scheele; personaggi e interpreti principali; Gabriel von Eisenstein: Peter Sonn; Rosalinde: Eva Mei; Dr.Falke: Markus Werba; Adele: Daniela Fally; Alfred: Giorgio Berrugi; Frosch: Paolo Rossi.

Del pari una novità assoluta per il palcoscenico scaligero, si è rivelata “Orphée et Euridice” (1774) di Christoph Willibald Gluck. La versione francese di “Orfeo ed Euridice” (1762), che giunge per la prima volta sul palcoscenico scaligero, è opera affatto diversa dall’originale italiano. La differenza più evidente è la tessitura di Orfeo: nella versione italiana la parte di Orfeo fu scritta per contraltista (castrato), in quella francese, la parte è trascritta per tenore acuto. Gluck inoltre modificò l’orchestrazione e l’organico; aggiunse balletti assenti nell’originale italiano.  Il presente allestimento proviene dalla Royal Opera House, Convent Garden. Gli autori dello spettacolo, John Fulljames ed il coreografo Hofesh Schechter, concepiscono uno spettacolo essenziale, in cui regia e coreografia si fondono in un tutt’uno inscindibile, ove la suggestione delle luci svolge un ruolo essenziale.L’orchestra non si trova più nel “golfo mistico”, ma è in mezzo al palcoscenico, in cui viene ricreata una piccola buca grazie all’impiego di una piattaforma mobile. Nonostante l’utilizzo di pannelli in legno, volti a preservare l’acustica, lo spostamento dell’orchestra si rivela, dal punto di vista musicale, il punto debole del pur prestigioso allestimento. Compromette il riverbero del suono, dimostrando, una volta di più, quanto sia problematica l’acustica del nostro massimo teatro quando  non se ne conoscono i segreti.  Ed è un peccato stante l’ispirata direzione del Maestro Michele Mariotti e la ragguardevole prova dell’orchestra in cui brillano, per tecnica e virtuosismo, i legni. Autentico trionfatore della serata è Juan Diego Florez, un Orfeo dalla voce brunita, capace  di affrontare con sfrontata e trascinante sicurezza le difficoltà belcantistiche di  “ L’espoir renait dans mon ame”. Accanto a lui, Christiane Karg è una squisita Euridice mentre Fatma Said, diplomata all’accademia del Teatro, brilla nel ruolo di Amore. Non è difficile prevedere per lei una luminosa carriera. Buona stagione a tutti.

“Orphée et Euridice” di Christoph Wllibald Gluck; Teatro alla Scala dal 24 febbraio al 17 marzo 2018; direttore: Michele Mariotti; regia di: Hofesh Schechter e John Fulljames; personaggi e interpreti: Orfeo: Juan Diego Florez; Euridice: Christiane Karg; Amore: Fatma Said; corpo di ballo: Hofesh Schechter Company.

 

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