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Fear Street, una scena della trilogia di Netflix

Fear street – di streghe, campanilismi e high school

Di Francesca Bianchessi

No, qui non parliamo di licei ma proprio di High School, perché se c’è una cosa che R.L. Stine sa fare è restituirci uno spaccato dell’America.
Le sue ambientazioni, per chi non ha mai vissuto né visto gli USA, sono estremamente vivide e richiamano immediatamente all’idea che abbiamo del paese d’oltreoceano.

Fear Street

FEAR STREET PART 2: 1978 – (L-R) EMILY RUDD as CINDY and SADIE SINK as ZIGGY. Cr: Netflix © 2021

Un po’ stereotipato? Forse, ma parlando dell’autore dei classici horror per ragazzi, non possiamo esser certi che sia stato proprio Stine a rendere canonici alcuni tratti distintivi del genere. Questo perché la sua serie “Piccoli Brividi” ha portato alla lettura milioni di ragazzi in tutto il mondo.
E noi proprio da qui partiamo oggi, perché da un’altra delle sue serie horror, che in originale conta 36 titoli di cui solo 12 sono approdati in Italia, sono stati tratti tre film: “Fear street – 1994”, “Fear street 1978” e “Fear street 1666”.

locandina della trilogia Fear Street genere horror

locandina della trilogia Fear Street

Inutile però cercare i libri relativi a questa trilogia particolare perché il regista ha preso spunto dall’idea che sta alla base dei libri cioè, tanti personaggi che si muovono sulle strade della paura. Ciò significa che, durante la trilogia, vedrete che tutti i protagonisti sono i cosiddetti “altri”, quelli fuori dal comune che non seguono il percorso stabilito e si muovono, appunto, sulle “Vie della paura”.

La storia parte dal 1994: una maledizione colpisce la cittadina di Shadyside (che vuol dire qualcosa come “Lato ombreggiato”) povera e problematica: è la casa degli ultimi. La vicina cittadina di Sunnyvale (“Valle soleggiata”) è l’emblema dell’America bene, grandi e ricche case bianche, gente benvestita, prati tagliati di fresco.
In questo sfondo si muovono i protagonisti che si trovano immischiati in una lunga serie di efferati omicidi. Ovviamente, altrimenti che horror sarebbe? C’è la maledizione di una strega che porta la città di Shadyside ad essere un buco nero per quelli che vi abitano, portando ciclicamente una persona normale alla pazzia e facendole commettere questi omicidi.

Fear Street Netflix

FEAR STREET PART 1: 1994 – (L-R) JULIA REHWALD as KATE, FRED HECHINGER as SIMON and KIANA MADEIRA as DEENA . Cr: Netflix © 2021

Ecco un altro tema che torna spesso nei libri di Stine: la ciclicità. Vi ricordate di Chucky ne “La bambola assassina”? La sensazione di inevitabilità è la stessa perché nulla cambia a Shadyside e mentre si dipana il mistero a ritroso negli anni, i rimandi ai classici non solo del genere horror, ma anche al cinema classico dei ragazzi si sprecano. I primi amori, i bulli, i primi contatti con il mondo adulto, tutto parla prepotentemente del mondo degli adolescenti.

FEAR STREET PART 1: 1994 – (Pictured) BENJAMIN FLORES JR. as JOSH. Cr: Netflix © 2021

La costruzione stessa della trilogia è qualcosa cui siamo già abituati. È una trilogia, ne abbiamo viste molte nel cinema recente, anche se i veri apripista delle trilogie (o serie) sono stati i libri per ragazzi, pensate ad Harry Potter o alla serie di Hunger games. Fear street inoltre, sembra un prodotto a cavallo tra serie tv e cinema, essendo composta da tre episodi molto lunghi, quasi due ore a film, ma le date d’uscita sono molto ravvicinate.
L’uso delle luci lo troviamo recentemente nei “Guardiani della galassia” e in “Stranger things” ed è necessaria a riportarci nella giusta atmosfera, anche l’uso della musica è funzionale a portarci indietro nel tempo negli anni ’70 e ’90. Per non parlare dei salti temporali avanti e indietro nel tempo che ormai troviamo anche nel caffè.

Fear Street Part 2: 1978 – (L-R) TED SUTHERLAND as NICK and SADIE SINK as ZIGGY. Cr: Netflix © 2021

Insomma queste “Fear street” non ci parlano di nulla di nuovo, ma sono un ottimo approccio al genere horror per ragazzi. Non sono horror che rimangono sottopelle come “Shining” e non battono sulla testa come la pioggia di “Suspiria”, c’è tanto sangue, tanti spaventi e BU! ma non tanta paura. E ve lo dice una cui i BU! fanno un sacco di paura. Fear Street si rivolge ad un pubblico di adolescenti e teenager; diciamo che la trilogia può essere ottima per saggiare l‘acqua e vedere se è fredda, prima di tuffarci.

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