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Idarica Gazzoni e il mondo di ARJUMAND

13 Febbraio 2017
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www.arjumandsworld.com

base part webLa musa ispiratrice del mondo esotico e favolesco di Idarica Gazzoni è la principessa indiana Arjumand, per la quale venne costruito il Taj Mahal. E proprio dall’India, da Agra, parte l’idea decorativa delle stampe tessili e delle carte da parati. E poi, seguendo il viaggio di Arjumand verso i paesi dell’ Asia, così anche la decorazione scopre i popoli del mondo, dagli antichi abiti persiani, ai broccati creati per la corte russa, all’indaco blu delle stoffe giapponesi, ai quadrati e alle righe, fiori e riccioli degli abiti popolari cinesi. E poi il mondo arabo, con la sua decorazione geometrica e ripetuta, i Balcani, la Grecia, e la Turchia con i suoi ricami etnici.

Così il mondo di Idarica permette di viaggiare facendo il giro del mondo, in visioni oniriche intrise d’oriente, di fiori e di geometrie.

Ha cominciato dipingendo il suo mondo sui muri, per vent’anni, per poi passare ai disegni su carta, creando raffinate carte da parati, e poi stampe su stoffe e tessuti. Idarica dipinge ancora i muri, e progetta interni, riempiendo le stanze di quel mondo visionario in cui viaggia Arjumand. Dipinge sui muri, accosta le sue carte da parati a stoffe ‘su misura’, veste gli ambienti più diversi di atmosfera.

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Hai studiato decorazione a Bruxelles? Ci racconti questo tuo percorso di studi?
Al tempo era l’unica scuola di decorazione dove si acquisiva l’arte e la tecnica dei finti marmi, dei finti legni, delle filettature e le basi del trompe l’oeil. Insegnavano un mestiere ‘verticale’, era una vera e propria scuola per pittori. Assieme a Carolina Marconi e Alfonso Orombelli sperimentai i primi lavori ispirati alle decorazioni italiane, e iniziammo a provare di tutto, foglie, fiori, paesaggi e animali.

Il colpo di fulmine per Arjumand quando è avvenuto?
Quando mi separai, perche era la mia musa ispiratrice. Era una principessa indiana della dinastia Mughal, una grande donna, ebbe 14 figli, seguiva il marito nel campo di battaglia, lui la ascoltava sempre, si consultava con lei, la adorava.
Morì prematuramente di parto e in suo ricordo venne costruito il Taj Mahal, al tempo fu celebrata da poeti e artisti.

pale blu&white amb web

La decorazione su parete è molto fisica, faticosa a volte. Com’è stato passare alle stampe? Come progetti i tuoi tessuti? Li disegni ancora a mano?

Tutti i disegni nascono con l’idea pittorica di essere rappresentati su muro. Quindi verticalmente. Tuttora i miei disegni nascono come pitture e non in digitale.

Con i tuoi bellissimi decori, le tue carte da parati, i tuoi tessuti, lavori non solo in Italia ma anche all’estero?
Si, soprattutto con gli stati uniti.

Descrivici una tua collezione tipo di tessuti.
Innanzi tutto devono comunicare fra loro, anche se diversi esteticamente, devono comunicare anche etimologicamente, è importante che raccontino una storia.

Oltre alle abitazioni hai decorato splendidamente dei ristoranti, racconta a Notonlymagazine questa esperienza.
Il Liza a Beirut è stato per me un luogo molto divertente in cui lavorare, un edificio adibito a ristorante non è un ambiente frequentato perennemente come una casa dove vivi, ed è simpatico accentuare ed esasperarlo con fantasia. Il Liza è stato reinterpretato assieme a Maria Ousseimi con grande attenzione all’edificio antico, rispettando lo stile e il suo periodo storico, non mi piace stravolgere!
Prima regola: il rispetto dell’ edificio, è necessaria una comunicazione fra esterno,  interno e la sua epoca.

Oltre all’India e diciamo un po’ in tutto il mondo quali sono le tue fonti d’ispirazione?
Sono varie e atemporali, sono molto semplicemente quello che mi piace, sempre pensando ad Arjumand che vede e ritrova con la sua cultura e il suo rispetto un filo conduttore storico-culturale comune viaggiando attraverso l’Asia. Era una donna persiana, visse ad Agra in India e quello che lei conosceva era un universo che poteva unire la Persia e l’India alla Russia imperiale, oppure la via della seta a Venezia, in Italia.
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Preferisci l’arte antica o l’arte contemporanea?
Quella antica, perché è molto più complessa a mio parere e tocca in maniera tangibile le arti, intese come mestiere.

Nella musica classica o nella musica leggera trovi dell’ispirazione al tuo lavoro, magari pensando a universi che ti fanno sognare?

Onestamente mi è sempre piaciuto Bach e Mozart, soprattutto l’ultimo per il suo essere cosi ludico. E poi perché mi rimandano all’Austria del loro tempo, che era un luogo molto importante nello scenario storico. Adoro moltissimo le musiche etniche e balcaniche.

Chi è il tuo cliente/la tua cliente tipo?
il mio cliente tipo è sicuramente un coetaneo o anche più grande, mi sento più di rappresentare questa fascia, e sono sicuramente delle persone che viaggiano, che hanno curiosità per il mondo, aperte e curiose. Ed è ogni volta una sorpresa trovarle!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Continuare così, semplicemente …fare poco godendomi le giornate!

 

 

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