News
LE MOSTRE IN AGENDA: Gennaio-Marzo 2020 (gennaio 21, 2020 11:09 pm)
Giulia Lazzaron alla Libreria Bocca (gennaio 21, 2020 1:30 pm)
Atti Osceni, la regina contro Oscar Wilde (gennaio 21, 2020 10:13 am)
Picasso e l’altra metà del cielo (gennaio 21, 2020 10:13 am)
Un Giorno Di Pioggia A New York (gennaio 21, 2020 10:12 am)
Via Monserrato a Roma: un’isola felice (gennaio 21, 2020 10:12 am)
Topografia di un azzardo (gennaio 21, 2020 10:12 am)

La videoarte di Ricardo Carioba da FuturDome

4 Novembre 2019
329 Views
di Noemi Stucchi

C’è tempo fino al 23 novembre per visitare la retrospettiva di Ricardo Carioba Non Linear Spatial Normalizations in quel di FuturDome in via Paisiello 6. Il progetto, a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria, presenta per la prima volta in Europa la ricerca dell’artista brasiliano: una serie di disegni e lavori fotografici accompagnano quindici installazioni audiovisive distribuite sui tre piani della palazzina centrale, in oltre 1.500 metri quadri di spazio espositivo. Il seminterrato è occupato da un nuovo lavoro site-specific, Bilateral (2019), realizzato appositamente per FuturDome. Tutta la mostra viene concepita come un’unica installazione, come lo sviluppo di un flusso in cui a fare da protagonista è la dimensione spaziale, attraversabile e immersiva: l’opera prende forma dall’interazione tra suono e luce.

Il titolo della mostra si riferisce alla tecnica di “Normalizzazione Spaziale” tratta dal neuroimaging funzionale: arte e scienze neurali si incontrano in quel parametro di funzionamento dell’attività encefalica che vede l’attivazione di differenti aree cerebrali in base alla sollecitazione di diversi stimoli. Si attua invece la “ripiegatura non lineare” a posteriori sulla scansione cerebrale come post-processing dell’immagine per compensare le alterazioni dovute ai micromovimenti che dipendono dalla normale attività biologica (respirazione e circolazione sanguigna).

Ricardo Carioba, Non Linear Spatial Normalizations, Futurdome, Milan. Ph. Cosimo Filippini, 2019

Tra le installazioni che abitano gli appartamenti di FuturDome, la prima che può essere citata per ordine cronologico è Perspectiva sobre o fundo negro (2010), video di un reticolo in movimento che richiama alla tridimensionalità rompendo con l’idea di un punto di fuga unico e centrale dello sguardo; Horizonte Negro (2013), in cui la linea nera dell’orizzonte si estende su tre pareti sfumando ai bordi, nell’impossibilità di un incontro tra due emisferi ipotetici come cielo e terra. Con Lapso (2014), attraverso due specchi paralleli e la riflessione ripetuta, linee di luce elettrica orizzontali sembrano moltiplicarsi all’infinito espandendo i limiti di uno spazio fisico verso una realtà adimensionata. Nel contrasto cromatico di due stanze attigue, Sem tìtulo (2014) gioca sul bilanciamento dell’occhio dal passaggio dalla luce rossa a quella verde, nell’espansione e contrazione dello spazio percepito. Nervo (2017) è una striscia a led nell’angolo di una stanza buia: una fenditura nel muro in cui la luce bianca intermittente sembra assume la plasticità di un materiale scultoreo.  Al primo piano l‘intera parete è illuminata da Fato oculto (2018) mentre all’ultimo l’ambiente intriso di luce blu di Declinio orgânico (2018) diventa lo scenario per una doppia proiezione, una di fronte all’altra, di cerchi concentrici pulsanti. Nei disegni come Diàfano (2019), Sibilo Grave e Cartas (2019), centrale è l’aspetto della scomposizione e ricomposizione della luce in microelementi ottenuti attraverso un effetto macro.

L’interesse per il contrasto si ritrova nel lavoro di Carioba nell’aspetto simmetrico e asimmetrico, tra sinistra e destra, finito e infinito, digitale e naturale, decostruzione e ricomposizione. Il passaggio dalle stanze buie a quelle totalmente illuminate è immediato e l’occhio riesce a percepire questi contrasti come ritmi visivi, movimenti destabilizzanti. La luce bianca che arriva dall’esterno passa dalle finestre attraverso dei filtri colorati: il fascio di luce si scompone nei suoi elementi e diventa reale, tangibile, quasi un oggetto palpabile. In altri casi la luce proviene da un proiettore e ricrea forme geometriche che si muovono in corrispondenza e in continuità del suono. Come uno spartito, le frequenze impregnano ogni cosa; gli elementi danzano secondo un ordine preciso ricreando una narrazione di armonie e contrasti. Il tempo, come quello di una partitura musicale, rispecchia un ritmo interiore, biologico, legato allo scorrere dei fluidi.

Attraverso l’immaterialità e l’artificialità di un ambiente digitale, Carioba scompone luce e suono in microelementi lasciando loro la possibilità di infinite interazioni. Lo spazio è vuoto, ma allo stesso tempo carico di stimoli sensoriali. Dritto come un pugno, arriva alla percezione dello spettatore che vi si immerge: nella costruzione di possibili rapporti, non c’è nessuna previsione per un finale che rimane aperto e soggettivo, prodotto di volta in volta dall’unicità del caso.

Ricardo Carioba, classe 1976, è un artista brasiliano (São Paulo). È laureato in arte al FAAP. Tra le personali possono essere annoverate quelle al MIS ‑ SP (2010), Galleria 32, Londra (Inghilterra, 2008), Oi Futuro, Rio de Janeiro (2007) e Paço das Artes, San Paolo (2003). Ha esposto in mostre collettive come: Estratégias para perceber a arte (2009) al Museu de Arte Moderna de São Paulo Atenção; Arte pela Amazônia (2008) al Padiglione biennale di San Paolo; Comunismo da forma (2007) alla Galeria Vermelho di São Paulo e ARCO (2003) a Madrid. Le sue opere sono presenti nella collezione MAM ‑ SP.
L’arte di Carioba si fonde con l’interesse per la scienza: la ripresa di un linguaggio minimale, logico e matematico consente di analizzare i rapporti tra ritmi e frequenze testando i limiti e le potenzialità degli stimoli della percezione. In un processo di decomposizione e ricomposizione, la sua ricerca sfocia nell’attenzione per l’immenso e il microscopico, nell’infinito così come nell’infinitesimale.

 

RICARDO CARIOBA. Non Linear Spatial Normalizations

Un progetto a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria
dal 10 ottobre al 23 novembre 2019

FuturDome
via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano
Orari: da mercoledì a sabato, dalle 16:00 alle 19:30
Ingresso libero

Lascia un commento