Laudomia Piccolomini: la fotografia come opera d’arte

22 gennaio 2018
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da un’idea di Micaela Solbiati
di Ilaria Mozzambani

Ritratto di Laudomia Piccolomini

 

Laudomia, milanese, e’ stata agente di fotografi di moda per molti anni fino a quando si e’ trasferita a New York e nel 2000 ha creato una collezione di gioielli  unica nel suo genere che porta il suo nome.
Ha sempre avuto una grande passione per la polaroid, le foto quadrate e il colore vivace, saturo. Il suo lavoro con i gioielli la porta a viaggiare molto, vivendo tra New York, Parigi, Milano e Venezia.
Instagram e l’Iphone le hanno fatto tornare la voglia di fotografia, di fotografare, di cogliere l’attimo. Viaggiando immortala piccoli frammenti colorati di vita e di mondo.  Vedendo i suoi scatti su Instagram, molti amici le hanno chiesto di esporre le sue fotografie.
Il gallerista Francesco Zanuso le propone una mostra a dicembre scorso nella sua prestigiosa galleria di Corso di Porta Vigentina 26 a Milano.
Le creazioni di gioielli di Laudomia sono il raffinato risultato della capacità di combinare cromaticamente pietre preziose e semipreziose tormaline, ametiste, acquamarina, topazi, legati da un delicato filo d’oro. Questa notevole capacità cromatica esplode anche nelle sue foto: le sue 50 foto in mostra da Zanuso formato quadrato sono luminose e sfaccettate come pietre, è un’ esplosione di colori brillanti e di luce, destinate sicuramente ad un grande successo di pubblico e di critica.
Le foto di Laudomia sono state ospitate a Venezia nella galleria  Black Box a Palazzo Zen, e dopo  Milano, sono in previsione mostre a Catania, Parma e Ginevra.

I tuoi esordi: parlaci per Notonlymagazine.it del tuo lavoro come agente di fotografi di moda, è stato entusiasmante? Con chi lavoravi principalmente? Come hai  iniziato a fotografare?

Ho cominciato a lavorare come agente di fotografi gestendo il lavoro di Danilo Frontini (sposato a Las Vegas quando avevo 20 anni) per poi creare  la mia agenzia che si chiamava “Lupo”. Tra i tanti fotografi che ho rappresentato ci sono Toni Thorimbert, Maria Vittoria Backhaus, Sergio Caminata e un sacco di fotografi giovani. Lavoravo molto per Condé Nast, Rizzoli e Mondadori, ho lavorato spessissimo con grosse agenzie di pubblicità da JW Thompson a Pirella Goettsche.
Dopo alcuni anni intensi con il lavoro e con la famiglia (sono nate Giulia e Sofia ora 29 e 30 anni) Danilo ed io ci siamo separati e io ho chiuso  la mia agenzia e sono andata a vivere con le bambine per un paio di anni nella campagna Umbra.
Tornata a vivere a Milano ho rincominciato a lavorare per una grossa agenzia di fotografi (rappresentavamo Demarchelier, Chico Bialas, Albert Watson). Nel 98 sono andata a vivere a NY con la mia famiglia Per un paio di anni ho fatto la mamma e la moglie e ho messo al mondo Stella e Olivia (adesso 18 e 16 anni). Poi nel 2000 ho cominciato a creare i miei primi gioielli; sono stata notata da Barneys New York (famoso department store) e ho cominciato a lavorare moltissimo per loro e a costruirmi una rete di clienti in Europa.
Creare gioielli è stato abbastanza facile , anche se non sapevo assolutamente niente di pietre, perché il colore è sempre stata la mia passione e sono una persona abbastanza manuale.

Hai quattro bellissime figlie come riesci a conciliare la famiglia con il tuo brillante lavoro?

Sono riuscita a conciliare lavoro e famiglia con l’aiuto del mio compagno e creando i prototipi dei miei gioielli di notte. Devo anche dire che le mie quattro bambine sono sempre state dei piccoli angeli.

La mostra da Francesco Zanuso racchiude e parla del tuo mondo dove si vedono la natura, le case e molto colore, ci parli più dettagliatamente del “tuo mondo” formato quadrato così mirabilmente reso dietro l’Iphone? Cosa ti ha fatto preferire l’Iphone alla macchina fotografica, forse l’immediatezza dello scatto?

Come dicevo prima , le mie grandi passioni sono il colore e le forme (da ragazza avevo una polaroid sx70 con cui fotografavo con lo stesso punto di vista di oggi), e con l’arrivo di Instagram ho rincominciato a fotografare in formato quadrato (altra mia passione), ho scoperto che l’ iPhone è una macchina fotografica di notevole qualità  e, avendolo sempre in tasca mi sono messa a fotografare tutto quello che mi ispirava, colori e forme.

Venezia, Parigi, Milano. Vivere viaggiando ha cambiato il tuo modo di fotografare?

Nel 2011 ci siamo trasferiti a Parigi e ho cominciato a viaggiare molto per i miei gioielli e un po ‘ per la mia famiglia e a fotografare sempre di più.
La mia ricerca è sempre in direzione del colore e della pienezza dei soggetti e (sono un po`presuntuosa) credo di avere trovato un mio stile personale di fotografare.

Oltre Catania, Parma e Ginevra quali sono i tuoi progetti futuri? Sei cittadina del mondo, abbiamo parlato di estero ma qual è la città che più rappresenta il tuo lavoro come fotografa e dove vorresti essere protagonista con una mostra personale?

Ho alcune mostre in progetto e continuerò a lavorare anche sui miei gioielli . Vorrei passare un po` di tempo a NY che rimane la mia città preferita e dove mi piacerebbe un giorno poter esporre in una grande galleria.

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