Vittorio Gassman

Sono Gassman! Vittorio re della commedia

di Noemi Stucchi

“Gassman, Vittorio Gassman, con una enne sola”.

Scritto e diretto da Fabrizio Corallo e presentato da Adriano De Micheli e Massimo Vigliar, il film documentario “Sono Gassman! Vittorio re della commedia” si presenta come una ripresa di alcuni spezzoni tra i film più celebri, filmati di Teche Rai (Cinecittà Luce e Mediaset) con interviste d’archivio intervallate dalle opinioni di chi l’ha conosciuto da vicino. Un montaggio a regola d’arte con le musiche di Armando Trovajoli.

«Sarebbe stato impossibile raccontare in dettaglio tutto quello che un artista indimenticabile come Vittorio Gassman ha lasciato sulla sua scia lungo quasi 60 anni e la miniera di sapere e di luccicante energia di cui è stato “portatore sano”.» (Note di regia F. Corallo)

In un grande racconto corale, le parole degli amici si susseguono ripercorrendo una storia di onorata carriera che va dal 1943 al 2000. In mezzo: un centinaio di film, la Commedia all’italiana, la grande stagione del cinema del Dopoguerra. Tra immagine pubblica e vita privata, ad emergere è un ritratto collettivo del Colonnello della Commedia italiana (insieme ad Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni).

Sono Gassman! Vittorio re della commedia

Sono Gassman! Vittorio re della commedia. Photo credits: Ni.Co. S.r.l.s.

Dagli esordi all’Accademia d’Arte Drammatica che nasceva proprio in quegli anni insieme alle amicizie come quella con il regista Luciano Salce, si passa all’amore per le donne (Nora Ricci, Shelley Winters, Juliette Mayniel, Diletta D’Andrea) e alle vicende affettive di una famiglia allargata. A parlarci del suo ruolo paterno sono i figli:  Alessandro, Paola, Vittoria, Jacopo e Emanuele Salce.

Si parte dall’amore per il Teatro e dall’esordio dei primi film drammatici (definiti dallo stesso attore “dimenticabili”) alla svolta cinematografica alla fine degli anni ’50 con la chiamata di Monicelli. A consacrare Vittorio Gassman alla commedia è “I soliti ignoti“, il film candidato agli Oscar con la sceneggiatura di Suso Cecchi D’Amico.

É la prima volta che Vittorio Gassman interpreta un ruolo popolare rivelando quelle caratteristiche che da allora lo avrebbero da sempre contraddistinto: divertente e cinico, con quell’intelligente e ironica spavalderia capace di conquistare il favore della platea.

Un’altra grande commedia di Monicelli come “La Grande Guerra” lo vede protagonista con Alberto Sordi in un film tragicomico premiato Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.

Dello stesso regista, come non citare “L’armata Brancaleone” e la stima con Paolo Villaggio in una commedia dalla cifra aulica in cui il latinismo si mischia con l’aura cialtrona dei nostri eroi. Il racconto di Alessandro Gassman si fa qui divertente, quando rivela come da piccolo ha sempre creduto di essere figlio del vero  Brancaleone, un avventuriero munito di scudo e scimitarra.

Poi la rivoluzione della tv e il varietà con “Il Mattatore” e l‘omonimo cinema di Dino Risi, un’apripista per un sodalizio con il regista durato trent’anni.  Capolavori come “I mostri” e “Il sorpasso” sono dei veri e propri film di rottura. Emblema della commedia all’italiana, quest’ultimo gioca sulla contrapposizione dei toni comici e tragici e sul carattere dei due personaggi con un Gassman  dall’aria scanzonata al più timido Jean-Louis Trintignant.

Il sorpasso Vittorio Gassman

“Il sorpasso”, Vittorio Gassman e Jean-Louis Trintignant. Photo credits: Ni.Co. S.r.l.s.

Cavalcando l’euforia degli anni ’60, con la sua energia Vittorio Gassman porta sotto ai riflettori una comicità aggressiva e quell’arroganza perfetta per interpretare il mito italiano della bella giornata e delle grandi conquiste. Ma la spavalderia sfoggiata sul palcoscenico spesso serve a nascondere le proprie fragilità e il proprio lato timido e sensibile. Ed ecco che il tempo rivela un altro lato di Vittorio Gassman più maturo e introverso, umano nelle sue vulnerabilità.

«Il tentativo è stato quello di mostrare non solo un vitalissimo ed esplosivo “mattatore” sulle scene e nella vita ma anche un uomo mite, timido, toccato da una grazia speciale (…)» (Note di regia)

Come non citare poi Ettore Scola e un film come “La famiglia” in quel racconto che si staglia lungo decenni per portare in scena la famiglia borghese. Un film degli anni maturi in cui Gassman mostra un lato interiore di sé.

Ed ecco l’avvicendarsi di aneddoti come l’ideazione del Teatro dell’Aventino per le esibizioni tra amici e la vicenda  dell’epitaffio testamentario a dimostrazione di come spesso la carriera e la vita privata tendano a diventare un tutt’uno.

Alla testimonianza dei tre maestri della commedia come Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola, si susseguirsi diversi contributi tra i quali la voce di Carlo Verdone, Paolo Virzì, Paola Cortellesi, Diego Abatantuono, Francesca D’Aloja, Stefania Sandrelli, Gigi Proietti, Giancarlo Giannini, Ricky Tognazzi e Renzo Arbore.

Sono Gassman! Vittorio re della commedia. Trailer del film. Credits: Ni.Co. S.r.l.s.

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