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Un Giorno Di Pioggia A New York

21 Gennaio 2020
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di Marta Dore

Un’improvvisa brezza leggera in una giornata afosa. Anzi no: una melodia vivace che ti cattura di sorpresa sovrastando il caos di una grande metropoli. O ancora: una pioggerella allegra, che ti fa venire voglia di saltare nelle pozzanghere come quando eri bambina e che finalmente pulisce l’aria pesante che respiri da settimane. L’ultimo film di Woody Allen ha l’effetto di un balsamo per l’umore: esci dal cinema e ne vorresti ancora. Offre un’ora e mezza di sorrisi, battute intelligenti, atmosfere malinconiche in cui crogiolarsi in giornate uggiose, offre bellezza di visi, di ambienti, di scorci cittadini, di vestiti.

Troviamo qui un Woody Allen al suo meglio: leggero, comico, arguto, che ama i suoi personaggi mentre li mette in scena, ne ama la giovinezza e anche i difetti, specie se legati a umanissime fragilità della psiche.  Un giorno di pioggia a New York è una commedia deliziosa e fresca, nonostante gli 84 anni del suo regista e nonostante la pioggia, o forse anche grazie a quella.

I protagonisti del film sono due ragazzi ventenni, Gatsby (Timothée Chalamet) e Ashleigh (Elle Fanning). Gatsby, newyorkese di famiglia molto benestante da cui lui desidera stare alla larga, cultura raffinata, ama Gershwin e Chet Baker, le atmosfere malinconiche, i vestiti rétro e soprattutto ama disperatamente New York, che trova irresistibile in particolare quando piove. Ama anche giocare a poker e la sua passione è ripagata da frequenti vincite di grandi somme di denaro cui lui non dà la minima importanza. Ashleigh viene da una famiglia di banchieri altrettanto benestanti, ma è nata e cresciuta in Arizona: è decisamente più naif e provinciale del suo fidanzato, allegra, semplice, amante del cinema contemporaneo, con l’ambizione di diventare giornalista. Studiano alla stessa università di provincia immersa in un ambiente bucolico e l’occasione di andare a New York entusiasma tanto Ashleigh, emozionata per l’incarico di intervistare il suo regista preferito, quanto Gatsby, che non vede l’ora di mostrare alla ragazza la sua adorata città. Si prospetta quindi un weekend romantico che lui pianifica in ogni dettaglio, ma poi niente va come deve andare. Lei conosce una serie di personaggi – il regista, un produttore in crisi matrimoniale, un attore latin lover – che la attireranno nei loro giochi seduttivi tenendola lontana da lui. Gatsby invece incontrerà una vecchia amica che si rivelerà molto più interessante di quel che aveva sempre creduto e soprattutto si scontrerà con una verità che i suoi genitori gli avevano sempre nascosto.

Timothée Chalamet, nuova stella del grande schermo che tutti i registi desiderano nei loro film, è una sorta di Woody Allen giovane, ma tormentato in modo molto più dolce e meno nevrotico del cineasta di Manhattan: bravissimo, tenero, elegante, malinconico, convincente, meraviglioso. Elle Fanning incarna Ashleigh con grazia, talento e intelligenza: sono queste tre doti insieme che le permettono di apparire così sciocca e insieme irresistibile. Il cast vede anche la presenza di Jude Law, Liev Schreiber, Selena Gomez, Diego Luna: la crème di Hollywood, come sempre nei film di Woody Allen, che ci regala di nuovo, dopo tanto tempo, una commedia romantica godibilissima, confezionata alla perfezione. Una boccata d’ossigeno.

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