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Picasso e l’altra metà del cielo

21 Gennaio 2020
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di Eleonora Attolico

Con Jacqueline Roque guardando una diapositiva. Foto di Edward Quinn, Villa La Californie, Cannes (1956)

A Firenze, a Palazzo Medici Riccardi, fino al 1 marzo, vale la pena visitare la mostra di fotografie di Edward Quinn (1920-1997).
Maestro dell’obiettivo di origine irlandese, immortalò Pablo Picasso (1881-1973) dagli anni Cinquanta in poi. Sono scatti che attraversano un ventennio e che rispecchiano il magnetismo dell’artista spagnolo. Trasmettono un senso di libertà. Picasso non solo pittore ma anche collezionista e designer.

Osservando queste immagini si scoprono mille sfaccettature sulla personalità del fondatore del Cubismo. Raccoglieva cappelli da tutto il mondo: peruviani, da torero, li fabbricava di cartone ma possedeva anche svariati fez e berretti con i pompon. Amava indossarli ogni volta che incontrava un visitatore per la prima volta. Emergono altre curiosità. Disegnava gioielli per le sue donne: amiche, mogli e figlie. In alcune foto si notano dei ciondoli modernissimi, a disco. Inoltre faceva realizzare bluse e vestiti (stampati con i motivi dei suoi quadri).

Perché Picasso, stabilitosi in Costa Azzurra già negli anni Quaranta, scelse proprio Edward Quinn come fotografo prediletto? Innanzitutto perché non era il primo venuto. Si era fatto una reputazione come uno dei migliori della zona.
Coglieva le star del cinema e l’alta società a Cannes come a Montecarlo. Lavorava per Paris Match e per Life. Il suo successo? Non si metteva in posizione di inferiorità rispetto al soggetto. Senza fare il ruffiano riusciva ad ottenere il meglio da chiunque.

Da sinistra Jacqueline Roque, Pablo Picasso, Henri-Georges Clouzot con la moglie Vera. Foto di Edward Quinn, Festival di Cannes, (1956)

I suoi scatti hanno una caratteristica: non sono rubati ma, al tempo stesso, non danno l’idea di essere in posa. Sono spontanei e originali come si capisce dal libro in vendita al bookstore del museo fiorentino. Costa 25 euro e ne vale il prezzo. Si intitola: “Riviera Cocktail, Côte d’Azur Jet Set of the 50’s” (teNeues ed).  Si tratta di un bel volume per farsi una idea della carriera di Quinn. Gli amici lo chiamavano Ted. Tra i soggetti preferiti Grace Kelly, Cary Grant, Silvana Mangano, Gary Cooper, Alfred Hitchcock, Audrey Hepburn, Marlon Brando, Brigitte Bardot e Luchino Visconti.

Davanti alla scultura di Dora Maar. Foto di Edward Quinn, Cannes,(1957)

Picasso era anch’egli una celebrità e strinse un legame di amicizia con questo gentiluomo irlandese. Diventò uno dei pochi fotografi ammessi nei suoi atelier. Il primo scatto risale al 1953. “ Lui il ne me dérange pas” ( Non mi disturba, lui) spiegò in una intervista. Da un punto di visto storico-artistico la mostra è preziosa perché si notano varie opere: dipinti, disegni, ceramiche e uno splendido busto di Dora Maar (fotografa amata e detestata con cui ebbe una relazione nella seconda metà degli anni Trenta).

Il curatore della mostra fiorentina si chiama Wolgang Frei ed è il nipote di Edward Quinn. Racconta :”Anche se Ted era un caro amico, non era quasi mai possibile fissare un appuntamento. Spesso Picasso dava l’ordine di non essere disturbato. Quasi tutte le visite erano impreviste e improvvisate”.
Un problema? “No” dice ancora Frei “Questo era in linea con il modo di lavorare di Quinn. I suoi scatti non avevano bisogno di lunghi preparativi tecnici. Non usava il treppiede e non illuminava artificialmente gli ambienti. Si rifiutava di far posare Picasso”.

 

La visita a Palazzo Medici Riccardi è una esperienza interessante perché molte foto sono inedite. Le troverete in due formati diversi (40 x50 cm) e (30 X 40 cm). Provengono dall’Archivio Quinn di Zurigo. Viene fuori un Picasso, simpatico, estroso, amante della vita. Eccolo con la capra Esmeralda regalatagli dall’ultima moglie Jacqueline Roque. Sorridente mentre insegna disegno ai figli Paul e Paloma. Spesso a tavola con gli amici. Tra questi Lucia Bosé, con il marito torero, Luis Miguel Dominguin. Il rapporto con le donne era burrascoso, un misto di attenzioni e sfuriate. Quattro figli (Paulo, Maya, Claude e Paloma) avuti da tre donne diverse ( Paulo con Olga Kholklova, Maya con Marie Thérèse Walter, Claude e Paloma da Françoise Gilot). Il manifesto della mostra lo ritrae in un affettuoso abbraccio proprio con la bionda figlia Maya.

Colazione al ristorante Nounou con la figlia Maya in Costa Azzurra. Foto di Edward Quinn (1954).

Non manca il lato glamour del Maestro spagnolo. Per esempio negli scatti che lo ritraggono, in smoking, al Festival di Cannes. L’occasione è la prima del film-documentario “ Le Mystère Picasso” diretto da Henri-George Clouzot nel 1956. La pellicola vinse vinse il Premio Speciale della Giuria e fu realizzato con la collaborazione di Claude Renoir. Picasso, inoltre, era attento alla moda pur vestendosi sempre con casacche colorate e pantaloni ampi. Spesso restava a torso nudo, ogni tanto in canottiera. Talvolta rigata. Spezzoni di vita: Con il sarto italiano Michele Sapone mentre gli sistema una blusa. Con la piccola Paloma mentre le confeziona uno chignon di cannucce. Con Jacqueline in un momento di tenerezza. Foto su foto. Picasso visto da vicino.

 

 

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