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Una donna promettente. Carey Mulligan è Cassie, tratto da una scena del film. Credits: LuckyChap Entertainment

Una donna promettente (Promising Young Woman): tra commedia e revenge movie

di Arianna Di Perna

Una donna promettente (Promising Young Woman), un film del 2021 di Emerald Fennell prodotto dalla LuckyChap Entertainment di Margot Robbie con la partecipazione di Carey Mulligan, (la stessa protagonista di The Dig – La nave sepolta), come produttore esecutivo.
Una squadra al femminile per un tema attuale non ancora completamente sviscerato ed approfondito. Una lezione per gli uomini che tutt’ora non si sentono (o forse non vogliono percepirsi) protagonisti di questa battaglia. Il film ti appassiona e ti tocca nel profondo, mette in luce la freddezza e la lucidità della protagonista (CassieCarey Mulligan) in una sceneggiatura scritta magistralmente con una colonna sonora perfetta. Un connubio di paura e insicurezza insito nella protagonista, che riversa il suo odio e il suo più grande rimpianto verso il genere maschile per liberarsi da una colpa nei confronti dell’amica Nina (non era con lei quando questa veniva stuprata davanti a un gruppo di sciacalli ubriachi e festaioli). Se alle donne abusate e violentate nessuno crede mai, come fare per farsi credere? Per non farsi dire “eri troppo ubriaca!”, “eri troppo svestita”, “se l’è cercata!”. Fingersi ubriaca e fare in modo che lo stupro venga perpetuato continuamente. Loro, i mostri, con la faccia da bravi ragazzi si sentono tranquilli, sicuri, dopo un semplice “tutto bene? Ce la fai?” pensano di poter approfittare di lei. E’ proprio in quel momento che Cassie li spiazza, li sfida: si rivela e alla fine li mette di fronte al fatto compiuto, li umilia e li fa apparire per quello che sono, delle nullità.

locandina “Una donna promettente” con Carey Mulligan. Credits: LuckyChap Entertainment

La sceneggiatura non delude, si capisce bene l’inizio, il corpo e la fine della trama: non si coglie mai la linea sottile tra la dolosa schizofrenia di Cassie e la cruda realtà dei fatti, niente è dato per scontato e non è mai banale. Il suo personaggio è provato dalla vita, dalla realtà dei fatti, si percepisce il suo disagio nei confronti dei ricordi, la sua voglia di andare oltre; ma il desiderio di vendetta viaggia su binari paralleli e alla fine tutto viene portato a termine, pur lasciando un rammarico profondo nello spettatore.
Stilisticamente il film rispecchia bene la falsità della vita umana questo suo nutrirsi di apparenza e ozio: ci sono diversi ossimori, le case perfette arredate come quelle delle bambole, gli abiti colori pastello, indossati da Cassie, tutto però è l’opposto della realtà dove invece prevalgono le bugie, l’ignoranza e l’egoismo dell’uomo. Tutta la velleità del film è messa in scena in un mondo agli antipodi del reale.
La fotografia e la colonna sonora calzano a pennello mettendo in luce la drammaticità del film con una nota di commedia tendente al dark appartenente al sottogenere del revenge movie. Emerald Fennel ha svolto un ottimo lavoro ottenendo l’Oscar per la migliore sceneggiatura e cinque nomination nelle categorie miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio e miglior attrice protagonista.

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