di Marta Dore
Frank si sente solo. È da più di un secolo che vaga per l’Europa e poi in America suscitando orrore in tutti gli altri esseri umani. È affranto e angosciato e vuole disperatamente una donna da amare, e che lo ami. Frank, nato da un cadavere – da più cadaveri per la verità – non può che cercare il suo alter ego femminile tra i morti. Arriva a Chicago negli anni Trenta, dove vive e lavora la scienziata Cornelia Euphronious, capace di resuscitare animali morti. Si rivolge a lei per creare una compagna per lui. La scienziata, commossa dalla profonda tristezza di quell’uomo mostruoso, accetta. I due riportano in vita Ida, una giovane donna morta per un incidente durante una lite furiosa con un violento mafioso. Sarà lei la sposa. Anzi, La Sposa!

THE BRIDE! Copyright: © 2026 Warner Bros. Entertainment Inc. All rights reserved. Courtesy of Warner Bros. Pictures. Jessie Buckley as The Bride and Christian Bale as Frank in Warner Bros. Pictures THE BRIDE! A Warner Bros. Pictures release.
Il nuovo film di Maggie Gyllenhaal, il secondo dopo La figlia oscura, racconta una storia tratta dal film La Moglie di Frankenstein girato nel 1935 da James Whale. Ma se là, la moglie appariva solo per pochi minuti, qui Penelope (così la chiama Frank) si prende la scena. Tantissimo. È lei la protagonista del film, interpretata con furore da Jessie Buckley, la star del momento, già annunciata prossima Premio Oscar come migliore attrice protagonista per la sua interpretazione in Hamnet.

THE BRIDE! Copyright: © 2025 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved. Photo Credit: Photo courtesy of Warner Bros. Pictures. Chrisitan Bale as Frank and Jessie Buckley as The Bride in Warner Bros. Pictures THE BRIDE!
Ida-Penelope veicola un messaggio forte e chiaro, manifesto del femminismo #MeToo: una donna può e deve essere libera, deve poter dire no (‘preferirei di no’) e venire ascoltata, e non deve per forza essere gentile e a modo, ma sexy; piuttosto può essere liberamente sguaiata, oppositiva, perfino violenta, anche se poi se ne dispera.

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La Sposa! non è un film del tutto riuscito, ma merita attenzione e rispetto. Gyllenhaal dimostra una mano sicura nella costruzione visiva: la fotografia è lussureggiante, i costumi sontuosi, la regia capace di evocare atmosfere che oscillano tra il gotico anni Trenta e qualcosa di più contemporaneo, quasi sperimentale. C’è evidente cura artigianale in ogni inquadratura, un piacere nel fare cinema che si percepisce.

THE BRIDE! Copyright: © 2026 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved Photo Credit: Photo by Niko Tavernise. Jessie Buckley and Director Maggie Gyllenhaal on the set of Warner Bros. Pictures THE BRIDE! A Warner Bros. Pictures release.
È anche un film coraggioso nei suoi riferimenti e nelle sue citazioni. La radice, come dice la stessa regista, è James Whale con il carico espressionista del suo lavoro. Ma Gyllenhaal non dimentica Mel Brooks: ci sono momenti in cui La Sposa! strizza l’occhio esplicitamente a Frankenstein Junior (1974), con una leggerezza improvvisa, quasi una risata liberatoria, che spezza la tensione gotica e ricorda che questi mostri hanno sempre avuto qualcosa di grottesco e tenero insieme e che il grottesco può essere uno strumento sovversivo tanto quanto il dramma. Si avverte l’eco anche di Povere Creature! di Yorgos Lanthimos, con la sua protagonista femminile che si riappropria del corpo e del desiderio in un mondo costruito dagli uomini per gli uomini; e anche di Mary Shelley, naturalmente, con la sua domanda originaria su chi sia davvero il mostro.

THE BRIDE! Copyright: © 2025 Warner Bros. Entertainment Inc Photo Credit: Courtesy of Warner Bros. Pictures Jessie Buckley as The Bride in Warner Bros. Pictures “THE BRIDE!” a Warner Bros. Pictures release.
Il cast è di lusso. Christian Bale è Frank, spaventevole e malinconico, capace di trasformare una creatura ripugnante in qualcosa di sorprendentemente umano e dolcissimo. Annette Bening è la Dr. Euphronious, la scienziata che accetta di giocare a fare Dio per compassione, e lo fa con l’autorevolezza discreta che lei sa mettere in campo. Penélope Cruz e Peter Sarsgaard sono i detective che inseguono i due ‘mostri’, e che incarnano un secondo filone narrativo che resta un po’ lì appiccicato non si sa bene perché. È come se Gyllenhaal avesse sentito il bisogno di un’architettura narrativa più convenzionale per bilanciare la radicalità del personaggio di Penelope, ma il risultato è un noir posticcio che rallenta ciò che invece funziona.

THE BRIDE! Copyright: © 2026 Warner Bros. Entertainment Inc. All rights reserved. Photo Credit: Niko Tavernise. Penélope Cruz on the set of Warner Bros. Pictures THE BRIDE! A Warner Bros. Pictures release.
E poi c’è Jake Gyllenhaal – fratello della regista – nei panni di Ronnie Reed, una sorta di Fred Astaire, l’idolo di Frank: perché Frank, creato nel buio di un laboratorio, ha un’ossessione luminosa per i musical dell’epoca, per quella leggerezza danzante che lui non potrà mai incarnare, anche se, come in Frankenstein Junior, ci prova e ne gode. Gyllenhaal-Astaire è il suo sogno, finché non lo deluderà, come fanno sempre gli eroi quando li si incontra davvero.

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Quello che funziona, e funziona bene, è Jessie Buckley: incontenibile e magnetica, costruisce Penelope come una creatura che non ha ancora imparato le regole e non ha alcuna intenzione di impararle.
La Sposa! è, alla fine, un manifesto femminista travestito da film di genere. Il messaggio è semplice, diretto, quasi programmatico: una donna ha il diritto di essere incompleta, scomoda, indomabile. Di occupare spazio con il corpo e con la voce, anche quando quel corpo è ricucito e quella voce non sa ancora come funziona il mondo.

Film Name: THE BRIDE! Copyright: © 2025 Warner Bros. Ent. All Rights Reserved Photo Credit: Niko Tavernise . Jessie Buckley, Christian Bale and director Maggie Gyllenhaal on the set of Warner Bros. Pictures THE BRIDE!
Non sempre il manifesto e il film riescono a parlare la stessa lingua. Ma quando ci riescono – e ci riescono spesso – è un cinema che brucia.








