News
Noemi Stucchi (novembre 8, 2019 9:09 am)
GIBOT: la boutique che non ti aspetti (novembre 5, 2019 6:52 am)
Intervista al soprano Barbara Massaro (novembre 4, 2019 10:27 am)
Martin Eden (novembre 4, 2019 10:27 am)
Intervista ad Andrea Zucchi (novembre 4, 2019 10:24 am)
Cerdini e Quenardel: Gelato e Champagne (novembre 4, 2019 10:23 am)
FuturDome (novembre 4, 2019 10:20 am)

Girotondo.com

13 Febbraio 2017
732 Views
di Federica Piergiacomi

Nel cuore di Milano, proprio vicino al Teatro Alla Scala, c’è un piccolo gioiellino liberty che ospita un teatro piccolo piccolo, il Filodrammatici. Qui i direttori artistici del teatro nonché regista e attore hanno rimesso in scena Girotondo.com, uno spettacolo molto particolare tratto dal quasi omonimo testo di Artur Schtnizler, Girotondo.

Il testo originale è una danza vera e propria di maschere che si rincorrono, si cercano, si perdono e si ritrovano fino a chiudere un cerchio. Le ipocrisie dei personaggi non vengono mai smascherate e la falsità la fa da padrona crescendo esponenzialmente ogni minuto di più.

Questo Bruno Fornasari riesce a metterlo in scena davvero bene, lo spettacolo quasi un’ora e mezza senza intervallo ha un bel ritmo incalzante e i due attori Tommaso Amadio e Alice Francesca Redini sono davvero molto bravi a non perdere un colpo ed a riuscire a passare da un personaggio all’altro cambiando totalmente il loro registro.

Oltre alla struttura ciclica a rimanere invariata nel riadattamento contemporaneo di Fornasari è il concetto dell’impossibilità di amare autenticamente, l’amore diventa una merce di scambio, un’esperienza che tiene con sé solo quella parte del gioco dimentica della pura innocenza del vero sentimento e le emozioni sembrano diventare un tabù.

girotondo.com

girotondo.com

Schnitzler scrive questo testo nel 1897, proibito dalla censura tedesca riesce ad andare in scena solo nel 1920, dove finisce sotto processo per pornografia. Un testo che vive il suo respiro in modo molto sofferto, non un testo semplice, neppure oggi che siamo abituati ad immagini e concetti più osè ma nonostante la riattualizzazione che ne fa il regista del Filodrammatici, lo spettacolo rimane molto fedele al testo anche nel presentarci il sesso e i relativi rapporti sessuali con una visione prettamente da maschio eterossessuale, forse alla fine dell’Ottocento questo poteva essere consono come punto di vista ma, adesso, nel 2017, forse le cose sono cambiate, le donne non sono meno giocose degli uomini sotto questo punto di vista e forse, a volte, nemmeno meno povere di sentimenti. Credo che manchi un punto nella costruzione dei personaggi femminili, sembrano essere presentati ancora come oggetto dell’uomo ma ormai non ‘è ragione di presentarle ancora in questo modo.

La commedia nonostante tutto è capace di mantenersi leggera, una commedia pop in pieno stile “made in Italy”, i toni sono simpatici e si ride volentieri, con quella capacità che ha a volte il riso di rimanerti amaro in bocca e di cui ti accorgi solo dopo quando, mentre torni a casa, ripensi allo spettacolo.

La scena di Erika Caretta allarga molto l’angusto spazio del palcoscenico del teatro, e le luci aiutano a passare con facilità e agilità da un quadro all’altro creando atmosfere sempre nuove con davvero pochi e semplici elementi.

Il rischio alto, con uno spettacolo di questo genere, di finire nello stereotipo viene superato brillantemente per quasi tutto lo spettacolo, forse solo in una scena quando entra in gioco lo studente liceale, il personaggio risulta un po’ troppo caricaturale ma nel complesso scivola tutto molto facilmente e dinamicamente.

girotondo.com

girotondo.com

 

Lascia un commento