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Il signore delle formiche

Il signore delle formiche

di Silvia Celesti

Il signore delle formiche

Parliamo di Il signore delle formiche. Un film di Gianni Amelio persentato alla Biennale Cinema di Venezia. Tra il cast: Elio Germano, Luigi Lo Cascio e Leonardo Maltese, che debutta con il ruolo di Ettore.

Aldo Braibanti e il processo

Castell’Arquato, anni ’60. La storia è quella di un processo che fece scalpore da subito e che i meno giovani ricorderanno: quello ad Aldo Braibanti, noto filosofo, intellettuale, attivo sul piano della sperimentazione artistica, nonché mirmecologo (studioso delle formiche) che nel suo paese di nascita, in provincia di Piacenza, raccolse un gruppo di giovani in un circolo culturale.

Il signore delle formiche

Credits: @01 Distribution. Foto di Claudio Iannone

Il professore fu accusato dell’allora vigente reato di plagio, secondo il codice Rocco, per aver soggiogato il giovane Ettore di ventitré anni che, affascinato dalla carica intellettuale del professore, si avvicina sempre più a lui, figura in netto conflitto con l’ambiente e l’educazione da cui Ettore proviene, fino ad avere una storia.

Il signore delle formiche

Credits: @01 Distribution. Foto di Claudio Iannone

L’omosessualità negli anni ’60

La storia si svolge nel corso degli anni ’60 (il processo si conclude nel 1968 con una condanna a nove anni di reclusione); Amelio ci riporta indietro in un’Italia che si affaccia alle contestazioni giovanili, alla messa in discussione di tutto ciò che fino ad allora veniva considerato verità inattaccabile, al fermento intellettuale e culturale e ai conflitti che ciò scaturisce nella società dell’epoca. Ci racconta cosa volesse dire essere omosessuali negli anni ’60, le sofferenze, il clima di caccia alle streghe, l’emarginazione quando non persecuzione, le tensioni politiche.

Se a Braibanti toccò la reclusione, Ettore, per volere della famiglia, fu sottoposto a diversi elettroshock fino alla sua compromissione psichica.

Il signore delle formiche

Credits: @01 Distribution. Foto di Claudio Iannone

La storia di Amelio

Nell’opera di Amelio le ricostruzioni vanno oltre ogni appiattimento e schieramento netto, con punte di critica che non risparmiano nessuno, come un certo bigottismo del partito comunista.

La sua è una storia sentita, toccante e intensa che va a pizzicare corde mai del tutto risolte.

Il signore delle formiche

Credits: @01 Distribution. Foto di Claudio Iannone

Magistrali le interpretazioni di Elio Germano, che interpreta un giornalista dell’Unità, uno dei pochi – oltre ad un gruppo di intellettuali tra cui Pasolini, Moravia, Eco e Bellocchio e al partito radicale – ad interessarsi seriamente al caso in un’opinione pubblica distratta o volutamente disinteressata, che lascia che certe vicende prendano il loro corso senza troppo disturbare e quella di Luigi Lo Cascio (Aldo Braibanti).

 

Il film, presentato al Festival di Venezia e acclamato con dodici minuti di applauso, ci parla di un passato oscurantista, di termini e reati anacronistici (ora parlare di plagio fa venire in mente l’appropriazione di un’opera) di tempi andati e delle ombre che gettano sul nostro presente, di quello che di quel passato resta nei giorni nostri, a partire da un’accettazione che è ancora sofferenza e mai scontata.

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