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Film La terra dei figli, Leon De La Vallée

La terra dei figli

12 Luglio 2021
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di Davide Foti

Diretto da Claudio Cupellini, La terra dei figli è un film di genere drammatico uscito nelle sale l’1 luglio 2021 distribuito da 01 Distribution. Il film è tratto dall’omonimo racconto illustrato del 2016 firmato da Gipi. Vede inoltre un ottimo cast, a partire dal protagonista Leon De La Vallée (rapper nella vita e alla sua prima apparizione da attore), Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Fabrizio Ferracane e tanti altri.

Dopo sei anni passati lontani dal grande schermo, l’ultimo film fu Alaska nel 2015, e al termine dell’esperienza di Gomorra – la serie, Claudio Cupellini torna al cinema con una storia ambientata in un contesto post apocalittico: il mondo è collassato per motivi che il regista non vuole svelare; la Terra e l’umanità, per come le conosciamo adesso, hanno smesso di esistere.
Tra i pochi rimasti sulla terra vi è il protagonista quattordicenne e il padre interpretato da Paolo Pierobon. I due vivono su una palafitta in riva ad un lago e lottano per sopravvivere in un mondo pieno di pericoli.

Il protagonista non conosce nemmeno il suo nome, è sempre stato chiamato “Figlio”; non conosce amore, tenerezza, emozioni, non trova nessuna consolazione e non conosce nulla di ciò che il mondo era prima. Quando viene a mancare il padre, il ragazzo si ritrova tra le mani un diario che l’uomo scriveva tutte le sere. Lui però non è in grado di capire ciò che c’è scritto, quindi decide di partire e andare alla ricerca di qualcuno che possa leggere al posto suo.

L’intero film è un collage di ottimi reparti: oltre alla regia, infatti, la fotografia di Gergely Poharnok riesce a far entrare lo spettatore in un’atmosfera opprimente, cupa e soffocante, aiutato da un notevole lavoro svolto dallo scenografo Daniele Fabretti e dal costumista Mariano Tufano.
Allo stesso tempo chi guarda è immerso in una realtà in cui i rumori diventano protagonisti del racconto: i passi nell’erba, lo scorrere dell’acqua del delta del Po, sono catturati dall’audio in presa diretta di Angelo Bonanni.

Il viaggio del protagonista, oltre che fisico è un viaggio interiore, una metafora di crescita e consapevolezza; il diario del padre è l’elemento che spinge il ragazzo a scoprire se stesso e una memoria negata. Proprio in quei ricordi si vive l’emozione del film. La memoria permette di tenere vivo il passato di ciò che l’uomo è stato. Diventa un viaggio alla scoperta del padre e di un passato nemmeno lontanamente immaginato, in grado di aprire lo sguardo sul futuro in cui l’unica speranza di sopravvivenza, ancora una volta, è l’amore.

 

Credits: ©01Distribution

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