Perugia

di Marco Sessa

La mia prima volta a Perugia è stato poco prima dell’inizio della Pandemia da Covid-19. E’ stato il mio ultimo viaggio prima del lock down e ad oggi mi chiedo chissà quando si potrà tornare a viaggiare liberamente.

Perugia è proprio nel centro dell’Italia e lo si capisce arrivando in aereo: ti trovi su una meridiana che sorvola la costola appenninica ed è come se tu fossi in sella allo Stivale.  Dagli oblò infatti vedi a destra il mare tirreno e a sinistra l’adriatico esattamente alla stessa distanza.

Perugia è una città etrusca prima e medievale poi, con i tratti classici che ritroviamo in molti luoghi del centro Italia. Arroccata sulle montagne, con le sue porte (Rocca Paolina fra tutte) e mura medievali che ci rendono i nostri borghi invidiati in tutto il Mondo. Ma Perugia ha delle peculiarità rispetto a molti altri luoghi che la rendono estremamente unica ed affascinante.

Innanzitutto, la cosa che mi ha colpito principalmente è la sua struttura urbanistica: cinque rioni che dall’acropoli si aprono come le dita di una mano, congiunti e connessi tra loro attraverso saliscendi, strade, stradine, vicoli, scalinate e tracciati sotterranei. Perugia quindi mantiene molto della struttura fortificata del suo passato. Mentre l’attraversi ti senti in qualche modo di vivere all’interno di una fortezza con i suoi cunicoli e bastioni che si dipanano nella pancia della montagna. Un’esperienza davvero unica nel suo genere.

Di opposto rispetto alla sua storia Perugia è una città abitata da molti giovani. Seppure non sia facile raggiungerla, è un centro universitario internazionale di primissima importanza. Grazie alle sue Università (di 700 anni), alla storica Accademia delle belle arti, al Conservatorio musicale, alla Università per gli stranieri e grazie alla sua dimensione territoriale non troppo grande, incontri ad ogni angolo giovani studenti provenienti da tutte le parti del Mondo. Un miscuglio di lingue e di etnie che ti aspetteresti di trovare solo nelle metropoli. Devo dire che tristemente appena ho percepito tutto ciò ho fatto subito la similitudine con l’Aquila ed in particolare mi è venuto in mente la casa dello studente devastata dal terremoto del 2009 che, nel crollare per il sisma, si è trascinata nelle sue viscere diversi studenti. Una tragedia che non si deve più ripetere. A parte questo credo che potere studiare in un contesto splendido e storico come quello offerto dal capoluogo Umbro, sia un privilegio inestimabile.

Ma sapete che Perugia ha una metropolitana? Già, nel cuore della montagna, nella Rocca Paolina, puoi passeggiare ‘arrampicandoti’ grazie ad un servizio di scale mobili, efficientissime che ti permettono di passare dalla zona residenziale al centro storico attraversando nel frattempo mostre, negozi e tanto altro. Una soluzione strategica per visitarla che ti permette con grande conforto di spostarti a piedi senza usare nemmeno i mezzi pubblici. Così puoi raggiungere facilmente le attrazioni turistiche in pochi minuti, a tale proposito sottolineo il Palazzo dei Priori luogo di mostre di ogni genere. Naturalmente il Duomo di Perugia, la cattedrale Gotica di San Lorenzo, che sovrasta Piazza IV novembre.
Purtroppo quando sono andato io era chiusa ma so che ospita affreschi e dipinti di epoca rinascimentale come per esempio il reliquiario del Santo Anello, considerato tra i capolavori dell’arte orafa del Rinascimento che è conservato nella omonima cappella, chiamata anche di San Giuseppe, per la quale Pietro Vannucci detto il Perugino dipinse il famoso Sposalizio della Vergine (1501-1504), oggi al Musée desBeaux-Arts di Caen (In sua sostituzione oggi è un’opera di Gian Battista Wicar del 1825).
Al centro della piazza si trova la Fontana Maggiore, realizzata in marmo, con bassorilievi che raffigurano i segni zodiacali e scene della Bibbia. E poi il Palazzo dei Priori, di epoca medievale, sede di un’importante raccolta di opere dell’arte umbra a partire dal XIII secolo.
E mentre visiti questi luoghi vieni accompagnato da opere del Perugino, Pinturicchio e Raffaello, dalla contemporaneità di Burri e Beuys, oppure se si capita a Luglio, sei avvolto dalle note dell’Umbria Jazz, che si tiene nei principali teatri cittadini come il Teatro Morlacchi, al settecentesco Teatro del Pavone, oltre che nei piccoli teatri sperimentali e perfino nelle piazzette all’aperto. Infine, come ogni luogo che si rispetti in Italia non si può certo dimenticare la gastronomia o dalle ‘strade del vino’. Solo per questo ricordo solo che Perugia è una della capitali italiane del cioccolato.

Insomma, visitare Perugia è una esperienza sensoriale unica. Quei luoghi incantati di cui la nostra martoriata Italia è piena ma che ognuno dei quali porta con sé un vissuto che li rende unici e che ti permette di tornare a casa arricchito di Storia e italianità.

 

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