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Sette giorni a Venezia

Sette giorni a Venezia, il nuovo libro di Gianmaria Donà dalle Rose

di Noemi Stucchi

Una flânerie artistica tra sestieri, bacari e campielli

«Tra le tante peculiarità di Venezia c’è anche la capacità di stregarti prima che tu ci arrivi. Non è una cosa da poco infatti non sono molti i posti che possono permetterselo. Uno che mi viene in mente è senza dubbio New York, che ti investe con la sua energia non appena vedi lo skyline all’orizzonte (…) Ecco, Venezia è un po’ così. Ti abbraccia con la sua fiaba non appena il treno lascia la stazione di Mestre e, dopo essersi lasciato alle spalle le ciminiere, le gru e i caseggiati tristi, si trasforma in un veliero e attraversa la laguna sospeso sull’acqua da un incantesimo» (p.113)

Chi non è mai stato a Venezia? La città sull’acqua è qualcosa di magico tanto da attirare il turismo da ogni parte del mondo.
Eppure c’è una Venezia nascosta, quella che si discosta dalle principali attrazioni e che è a portata delle persone che lì ci vivono.
É qui che Gianmaria Donà dalle Rose ci porta, alla scoperta di una Venezia nascosta e vissuta.
Il libro si chiama Sette giorni a Venezia di Edizioni Settecolori. Alla fine del libro (ma senza spoiler), scopriremo che il racconto si dipana lungo un arco temporale di sette giorni.
Di tappa in tappa, l’escamotage del racconto si sviluppa come un viaggio fisico e mentale: si salpa da Campo Santa Giustina. In compagnia dell’autore, sulla barca ci sono due amici nonché fidi consiglieri: Piergiacomo Petrioli, storico dell’arte e Professore alla Brown University e il giornalista Walter Mariotti, direttore di “Domus” e de “I Meridiani”. Tra le tante cose, al primo il merito di aver disegnato a matita le illustrazioni del libro come introduzione di ogni capitolo; al secondo la revisione critica del progetto.

Non c’è un inizio e non c’è una fine, se non una divisione per proseguimento di aree da tracciare con una matita su una mappa.

«Perchè Venezia è tante cose molto diverse ma di certo non è un luogo. Più probabilmente è uno stato dell’essere. Quell’altrove dove ci si ritrova senza aver avuto motivo di andare» (p.10)

Quello che abbiamo tra le mani non è una storia di narrativa, tantomeno un romanzo. Si tratta di una flâneurie e non ha niente o poco a che fare con quelle guide che capitano per mano quando si va a visitare una città per diletto e svago.
Sette giorni a Venezia è sì una guida, ma raccontata attraverso lo sguardo e l’esperienza personale di chi lo racconta. É così che ai dati e ai fatti storici si mescolano le vite di personaggi illustri che a Venezia hanno vissuto, dedicando vita e opere: da Petrarca a Vivaldi, da Dante a Ruskin, fino a Peggy Guggenheim e tanti altri.

«Adesso però è il momento di metterci in marcia con i piedi e non soltanto con il pensiero» (p. 115) e così dalla ricostruzione storica si arriva alle curiosità e ai consigli pratici: un distillato dell’esperienza della voce narrante che, giunta l’ora di pranzo, consiglia quella trattoria dove si mangia gomito a gomito, oppure dove poter bere uno spritz degustando gustosi paninetti.

Sette giorni a Venezia è un racconto filtrato dallo sguardo conoscitore della voce narrante. Così si racconta l’autore:

«La mia è un’antica famiglia veneziana […] Ha dato i natali a tre dogi, Francesco (1468-1553) settantanovesimo doge […], Leonardo (1536-1612) novantesimo doge della Serenissima, cui ho dedicato il mio libro L’Antipapa Veneziano […]” e, per ultimo “Niccolò (1540-1618) […] e di lui parleremo passeggiando per Murano dove è sepolto.» (p. 10)

Un libro breve diviso in paragrafi geografici, senza un inizio né una fine, che si presta a una lettura a diverse velocità. Si parte da Cannaregio verso la zona Castello per continuare con Dorsoduro, San Polo, Santa Croce, San Marco, Giudecca e San Giorgio, il Lido, Murano, Burano e Torcello.

Nella prima pagina del libro è impressa una parola: solitudini. La voce di Gianmaria Donà dalle Rose accompagna il viaggiatore silenzioso, quello che è alla ricerca di una tranquillità interiore unito a una buona dose di curiosità personale. L’autore si improvvisa Flâneur e il suo racconto non può essere che apprezzato da quei lettori che sono flâneurs a loro volta: un vagare lentamente andando a zonzo per le vie della città. Come una passeggiata, è un libro che può essere degustato di capitolo in capitolo, di camminata in camminata.

«Un angolo che non avevo mai visto in quella luce. Un campiello che mi appariva sconosciuto. Un paesaggio che s’interrompeva sul canale. L’unico modo per osserverà le stesse cose viste mille volte da un’altra prospettiva […]. Sinestesia, la chiamano i poeti. Per me è sempre stata qualcosa di più semplice da fare e al tempo stesso meno facile da dire. Camminare. E ritrovarsi dove non si pensava di essere né di andare […]» (introduzione)

Donà dalle Rose non guida il lettore all’interno della città ma, al contrario, lo invoglia a perdercisi dentro in un vicolo e l’altro. Una storia dimenticata, uno scorcio inusuale; Sette giorni a Venezia è un libro che ci accompagna a fare la spesa e scambiare due chiacchiere con la fruttivendola e il  macellaio in compagnia di Ezra Pound.

Gianmaria Donà dalle RoseGIANMARIA DONÀ DALLE ROSE è veneziano ma cresciuto a Milano. Laurea all’Università Luigi Bocconi, specializzazione alla Yale University, dal 1981 al 1994 ha ricoperto ruoli dirigenziali in Procter&Gamble, McKinsey, Gruppo Rizzoli Corriere della Sera. Dal 1995 ha lavorato in Twentieth Century Fox come Presidente ed Am-ministratore Delegato di Fox Italia e Spagna. Dal giugno 2017 è Presidente di IVF (International Film and Video Federation). Si occupa anche di ricerca sulla storia di Venezia. Il suo primo libro è L’Antipapa veneziano, vita del doge Leonardo Donà (Giunti, 2019). Vive tra Milano, Venezia e Bruxelles.

 

 

Libro disponibile al sito Edizioni Settecolori:

Sette giorni a Venezia – edizione italiana

Seven days in Venice – edizione inglese

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