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Il Colibrì

Il Colibrì

di Silvia Celesti

Il colibrì

Dopo la presentazione alla Festa del Cinema di Roma è uscito nelle sale Il colibrì. Il film è l’ adattamento del romanzo di Sandro Veronesi, vincitore del Premio Strega 2020. Diretto da Francesca Archibugi e scritto da Archibugi insieme a Francesco Piccolo e Laura Paolucci.

Favino il Colibrì

Credits: @01 Distribution

Il colibrì è una metafora

È una storia che gronda dolore ed è quella del protagonista Marco Carrera e delle persone a lui vicine che seguiamo nelle diverse epoche della vita grazie ad accostamenti e alternanze continue, passando dagli anni settanta al 2030.
Carrera è soprannominato il colibrì fin da piccolo da sua mamma perché esile e con riferimento alla capacità di quest’uccello di mantenersi in una sorta di staticità mobile, muovendo all’impazzata le ali per restare fermo in un punto. E questa è la metafora che accompagna Carrera lungo la sua travagliatissima vita.

Pierfrancesco Favino

I suoi sono i tentativi abili e disperati di resistere ai colpi che subisce e quanto più è sviluppata in lui l’inclinazione ad evitare ogni tipo di cambiamento, ostile alle mutazioni, tanto più la realtà che lo circonda si stravolge.
La sua è una figura che porta in scena un uomo mite, gentile, con tratti di una mascolinità raramente raccontata, come ha dichiarato il protagonista (Pierfrancesco Favino), che ha rivestito volentieri i panni di questo personaggio, distante dalle sue altre interpretazioni.

Il Colibrì

Credits: @01 Distribution

Le donne protagoniste

Intorno a lui una girandola di donne, tra cui la mamma (Laura Morante), la moglie Marina (Kasia Smutniak), l’amore della vita Luisa Lattes (Berenice Bejo) di cui Carrera si innamora durante un’estate della sua adolescenza e che non smetterà mai di amare, sebbene il loro rapporto resti forte e da modello per entrambi proprio perché mai compiuto, la figlia (Benedetta Porcaroli) e poi ancora la figura della sorella e della nipote.

Nanni Moretti

Un viaggio che è un’odissea di traumi e riprese, che tocca temi tra i quali il gioco d’azzardo e l’eutanasia e che, più che un vero racconto corale, si sviluppa a partire dalla figura di questo personaggio centrale e di ciò che succede intorno a lui. Nel cast anche Nanni Moretti nei panni dello psichiatra di Marina, la moglie di Carrera, che lo aiuterà a capire come far fronte agli impatti della sua esistenza.
La storia è ambientata tra Roma, Parigi, Firenze e la costa toscana tra interni e esterni che portano in scena ritratti di spaccati fortemente borghesi.

Il Colibrì

Credits: @01 Distribution

Adattamento

La regista si è detta fin da subito interessata a quest’adattamento essendo il romanzo di Veronesi nelle sue corde personali, oltre che un’opera da lei apprezzata per lo stile. Questa scelta è nata quasi spontaneamente in una reciproca corrispondenza, lo stesso autore aveva pensato a lei per un possibile adattamento, anche per la sua capacità di ritrarre la borghesia con un tono benevolo e non giudicante.
Nell’adattamento si è mantenuta la struttura frammentata del romanzo, in un susseguirsi di piani temporali differenti con un ritmo denso e incalzante. Non sempre questo risulta gradevole per lo spettatore ma certamente funzionale al racconto perché, come dichiara lo stesso autore del romanzo, una dose così massiccia di dolore può essere resa sopportabile solo da un’alternanza, dalla sospensione, in un dipanarsi lento e contrastante di emozioni opposte.

Il Colibrì

Credits: @01 Distribution

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