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The Father – Nulla è come sembra

18 Giugno 2021
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di Marta Dore

Chi vive – o ha vissuto – la tragedia di una madre o un padre che perdono progressivamente memoria e lucidità si pone tante domande ogni giorno. Che cosa vede intorno a sé? Che cosa prova? Avrà paura in mezzo a tutti questi estranei (che siamo diventati noi)? Dove nascondeva prima questa rabbia che scoppia improvvisa? È la stessa persona che mi metteva a nanna con una fiaba, che mi ha insegnato con pazienza ad allacciarmi le stringhe? La stessa con cui ho litigato tanto quando avevo 16 anni e scalpitavo? Questa vecchia spettinata e sperduta è davvero la mia mamma sempre così ben vestita e controllata? E questo vecchio accigliato è ancora il nonno amorevole dei miei figli, che ora nemmeno riconosce più? E io chi sono quando mi guarda senza luce negli occhi?

The Father – Nulla è come sembra risponde in parte a queste domande. Racconta di Anthony, un ex ingegnere ottantenne affetto da demenza senile, e di sua figlia Anne, una donna ormai matura che lo assiste con amore e sgomento. Il regista, Florian Zeller, fa però una scelta drammaturgicamente coraggiosa. Ci fa entrare, cioè, nella testa del protagonista e ci fa vivere con lui i sintomi di questa crudele malattia: smarrimento, confusione, sbalzi d’umore, deformazione della realtà. Le incongruenze che spiazzano Anthony spiazzano anche noi spettatori, anche se presto diventa chiara la scelta registica e non possiamo che immedesimarci. Anche noi come Antony cerchiamo di dare un senso a questo puzzle impazzito in cui ci imbattiamo; ma non ci riusciamo quasi mai, se non alla fine del film e solo in parte. Perché né il tempo, né lo spazio seguono le leggi della fisica e la realtà diventa per tutti – per Antony come per noi – sempre più angosciante. Perfino i personaggi che incontriamo a volte non sono quelli che dovrebbero essere e lo smarrimento aumenta man mano che il film procede. Si tratta di una scelta registica coraggiosa perché difficilissima da realizzare senza cadere nel grottesco, nell’horror magari o peggio nel ridicolo. Invece, grazie anche a una sceneggiatura da Oscar e a un montaggio perfetti, tutto si tiene, come si dice, e il film restituisce perfettamente lo smarrimento che prova Antony e che provano le persone che soffrono dello stesso orribile male – nostra madre, nostro padre, forse.

Non solo: mentre ci cala nel punto di vista di chi soffre di Alzheimer o di demenza senile, Zeller, che prima di farne un film aveva portato la stessa storia a teatro (e chissà come era riuscito a cavarsela lì senza gli artifici permessi dall’arte cinematografica), riesce a farci sentire anche il dolore, lo sgomento, la fatica, i sensi di colpa che vive Anne, così come succede a chiunque si trovi a dover decidere del destino di una persona amata, ma colpita da questa malattia.

The Father – Nulla è come sembra è dunque un lavoro straordinario per la bravura del regista, ma anche per la qualità dell’interpretazioni dei due attori principali: Anthony Hopkins, che ha vinto l’Oscar per questo ruolo e non poteva essere che così, e Olivia Colman, struggente, una delle migliori attrici inglesi, capace di interpretare al meglio ruoli diversissimi tra loro (indimenticabile la sua regina Anna nel film La Favorita).

Che dire di Anthony Hopkins in questo film? Il suo viso, i suoi occhi e tutto il suo corpo sono a servizio di un ruolo complesso: con lui attraversiamo emozioni fortissime e diverse, dalla malinconia allo smarrimento, dalla furia all’allegria. Senza mai esagerare, ma senza mai perdere intensità. La sua interpretazione merita davvero di essere vista al cinema, ora che si può finalmente tornare davanti al grande schermo. Niente distrazioni per immergersi davvero nel dramma di un uomo che, perdendo la memoria, sta perdendo se stesso e la propria identità.

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