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Ettore Neri

Ettore Neri: L’inchiesta di San Lorenzo

27 Settembre 2026
80 Views
di Noemi Stucchi

Ettore Neri porta il lettore nella sua Seravezza, tra carabinieri, tordelli, falò sul fiume e una comunità dove tutti sembrano sapere tutto di tutti.

Per Not Only Magazine abbiamo già incontrato il genere del poliziesco italiano attraverso personaggi come Rocco Schiavone e intervistato Christian Ginepro, interprete dell’Agente D’Intino e abbiamo recensito “La donna della mansarda” di Davide Longo.

Cambiamo adesso paesaggio: lasciamo alle spalle l’estate e ci spostiamo in Toscana entrando nel mondo del giallo.
All’Hotel Franceschi di Forte dei Marmi è stato presentato il nuovo libro di Ettore Neri, “I dubbi di Alvise Scutaro. Una nuova indagine di Nicodemo Gatti”, pubblicato nel 2026 da Giovane Holden Edizioni.
Un’occasione per conoscere più da vicino l’autore e per rileggere il primo episodio della saga: “L’inchiesta di San Lorenzo” pubblicato da SEM nel 2023.

Iniziamo in sequenza con “L’inchiesta di San Lorenzo”, per poi proseguire con la recensione del secondo romanzo, “I dubbi di Alvise Scutaro”.

Profondamente legato al territorio, l’autore è stato sindaco di Seravezza dal 2006 al 2016 e con “L’inchiesta di San Lorenzo” entra per la prima volta nel genere del noir scegliendo un luogo che conosce molto bene. Il racconto ci porta alle pendici delle Apuane, in una Versilia lontana dalle cartoline più conosciute di Forte dei Marmi. Prima ancora che l’indagine prenda forma, è proprio l’ambientazione a conquistare un ruolo da protagonista.

La Fiera di San Lorenzo si svolge tradizionalmente il 9 e il 10 agosto. Le strade del centro si riempiono di bancarelle, artigianato e prodotti tipici, mentre la sera, dopo la processione, arriva la “focata”, il tradizionale falò acceso nel greto del fiume. Naturalmente ci sono i “tordelli”, protagonisti della tradizionale “stordellata sul fiume”. Si passa così dal fuoco al “foco”, dai tortelli ai “tordelli”. È proprio questa atmosfera a fare da sfondo al romanzo.

L’inchiesta di San Lorenzo comincia con un incendio nel bosco. Il 6 agosto, poco prima della Festa, tra i resti carbonizzati viene trovato il corpo del professor Ermete Rosi. Incidente o omicidio?

A cercare una risposta è Nicodemo Gatti, trentacinquenne Maresciallo dei Carabinieri, da poco arrivato alla stazione di Seravezza. Al fianco di Nicodemo Gatti ci sono Alvise Scutaro e il brigadiere Romoli. Gatti è un investigatore intuitivo, con una vita privata tutt’altro che semplice. Il trasferimento a Seravezza assomiglia molto a una punizione: dalla città di Firenze alla provincia, arriva in un luogo dove apparentemente non succede mai nulla.

Mercoledì 8 agosto iniziano le indagini e il romanzo prende la forma di un vero e proprio calendario investigativo. Gli interrogatori si susseguono e il tempo viene scandito dalle date, mentre Gatti ascolta una dopo l’altra le persone che potrebbero sapere qualcosa.

Una serie di nomi, volti e voci ricostruiscono l’identità di Ermete Rosi. La vittima era un professore, un uomo di cultura, una figura conosciuta da tutti e apparentemente senza nemici.

Ed è qui che il romanzo di Ettore Neri trova una sua caratteristica particolare.

L’indagine procede soprattutto attraverso le parole. Non ci sono grandi scene da laboratorio, né una successione di prove scientifiche che permettano di ricostruire immediatamente il delitto. L’identificazione della vittima è uno dei pochi elementi oggettivi da cui partire. Per il resto, Gatti deve ascoltare e parlare con le persone.

Il risultato è quasi un giallo che incontra le voci di paese, in un’indagine che si trasforma lentamente in una radiografia della comunità. Ognuno possiede un piccolo pezzo della storia e, mettendo insieme le conversazioni, Gatti prova a ricostruire il quadro. In una provincia in cui tutti conoscono tutti, la reputazione può contare quanto una prova e una voce, ripetuta abbastanza volte, rischia di trasformarsi in una verità.
I personaggi che Gatti incontra sono quindi importanti tanto quanto l’omicidio da risolvere.

Leggere “L’inchiesta di San Lorenzo” alla fine dell’estate significa anche ritrovare, attraverso le pagine, una stagione precisa: le sere calde, le feste di paese, le tavolate, le sagre, il rumore dell’acqua, le montagne dietro casa e quel senso particolare di agosto che sembra sospendere il tempo.

Poi, però, le indagini restano sospese e non portano una soluzione nell’immediato. Ettore Neri fa una scelta interessante: non ha fretta di risolvere il caso.
Ferragosto passa e la verità arriverà soltanto dopo un anno.

Lo svolgersi del racconto si allontana dalla corsa contro il tempo. Qui lo scorrere dei mesi diventa parte dell’indagine. Anche quando non succede nulla, qualcosa continua a maturare nelle persone, nei loro rapporti e nelle cose non dette.

Alla fine la soluzione arriva e non è la prova schiacciante a risolvere il caso. È il filo che si costruisce attraverso le parole, i rapporti, le contraddizioni e tutto quello che le persone hanno raccontato nel corso dell’indagine.

“L’inchiesta di San Lorenzo” è un poliziesco senza l’ossessione della tecnologia investigativa, che preferisce mettere al centro l’ascolto di una comunità.

Ettore Neri

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