A casa tutti bene

26 Marzo 2018
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di Marta Dore

La famiglia, croce e delizia di ognuno di noi. Più croce che delizia, a dire la verità. Almeno a dare retta a un lungo elenco di registi di ogni tempo, a cominciare da Ingmar Bergman fino a – fatte le dovute proporzioni – Gabriele Muccino, che con il suo ultimo film dal sarcastico titolo A casa tutti bene dà il colpo di grazia all’ idillica immagine promossa dall’ improbabile Mario Adinolfi della famiglia (rigorosamente etero) come luogo di ogni dolcezza.

STEFANO ACCORSI, CAROLINA CRESCENTINI, ELENA CUCCI, PIERFRANCESCO FAVINO, CLAUDIA GERINI, MASSIMO GHINI, SABRINA IMPACCIATORE, IVANO MARESCOTTI, GIULIA MICHELINI, SANDRA MILO, GIAMPAOLO MORELLI, STEFANIA SANDRELLI, VALERIA SOLARINO, GIANMARCO TOGNAZZI

La vicenda si apre nel migliore dei modi. Per festeggiare le loro nozze d’oro, Pietro e Alba radunano sull’isola dove si sono ritirati a vivere i loro tre figli Carlo, Sara e Paolo con i rispettivi consorti, ex consorti, figli di primo e secondo letto, più cugini, cugine e nipoti vari. La giornata trascorre serena e allegra, anche se qualche tensione si intuisce dietro a tanti sorrisi e formali cortesie. La moglie e l’ex moglie di Carlo non si sopportano; Paolo, l’artistoide, si muove un po’ sperso nella vita facendo danni qua e là e per l’occasione flirta con la cugina che è lì senza marito; uno zio ha l’Alzheimer e la giovane moglie lo gestisce con comprensibile fatica e dolore; Sara mette in scena un matrimonio perfetto che perfetto non è; il cugino Riccardo, pecora nera del gruppo, più che a omaggiare un lungo amore è arrivato sull’isola con la fidanzata incinta per chiedere un aiuto economico, e la sua intenzione è evidente da subito.

Tutto resterebbe entro i limiti di un’ipocrita convenienza se non arrivasse una mareggiata che blocca il servizio traghetti e impedisce la partenza del parentado, costringendo tutti a una convivenza più lunga del previsto. A questo punto la situazione precipita, i conflitti esplodono, i flirt si consumano fino in fondo e in modo inopportuno, la pecora nera della famiglia viene rimessa al suo posto, i tradimenti di coppia emergono e riemergono inesorabili. Nessuno partirà da quell’isola così come ci era arrivato.

Muccino ha girato un film corale, con un cast che riunisce il fior fiore degli attori italiani di ieri e di oggi: da Stefania Sandrelli, sempre dolcissima, al perennemente ansimante Stefano Accorsi, da un convincente Pierfrancesco Savino alla brava Claudia Gerini, commovente nel suo ruolo di moglie tormentata di un uomo con Alzheimer precoce. Gianmarco Tognazzi è una fantastica ‘pecora nera’, il classico sbandato tamarro ma bonaccione, artefice del suo malo destino, e la sua fidanzata coatta è interpretata con intensità da Giulia Michelini. Ci sono poi Valeria Solarino, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore e tanti altri. Che dire? Il regista romano, da L’ultimo bacio in poi, si diletta nel rappresentare con disillusione le crepe delle relazioni d’amore. E qui la sua disillusione investe la famiglia tutta, i rapporti tra amanti, fratelli e sorelle, genitori e figli. Il film si guarda volentieri, qualche volta si sorride, qualche volta si lacrima anche un po’ se parte ahinoi l’immedesimazione, ma non è esente da banalità e tutto sommato quello che succede ce lo si aspetta fin dall’inizio. Resta esemplare e lapidaria la frase che pronuncia il patriarca Pietro (Ivano Marescotti) quando finalmente se ne sono andati tutti: “Io sono cresciuto orfano, a me la famiglia mi sta sul cazzo!”.

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