“Al cortile”: un progetto di Milena Albertoni

di Noemi Stucchi

Siamo in corso di via Porta Romana 122 all’interno dell’elegante Palazzo Binda. L’imponente edificio che sorgeva in prossimità del convento di San Giacomo dei Pellegrini, lega la sua storia a Ambrogio Binda e al caseggiato che costruì per ospitare la sua Fabbrica di bottoni e telerie. Il fabbricato che rappresenta quella Milano operosa della metà Ottocento viene trasformato, da edificio industriale qual era, in abitazioni ad uso civile. Ma i muri sono intrisi della storia del passato.

Il Giardino visibile dal portone d’ingresso conduce lo sguardo all’interno di un meraviglioso cortile. Varcando la soglia, oggi si accede a una delle realtà più interessanti dell’artigianato milanese che, non a caso, prende il nome di Al cortile. Si tratta di una piccola boutique dall’atmosfera accogliente dedita alla produzione del bel fatto a mano. Collane, orecchini, borse, vestiti, cinture, costumi, mascherine e accessori di ogni tipo invadono lo spazio di colori con tante idee, una diversa dall’altra.
Abbiamo incontrato Milena Albertoni, l’ideatrice delle attività e dei progetti che qui vengono realizzati e le abbiamo chiesto di raccontarci di più riguardo questo luogo magico …

Com’è nata l’idea di “Al cortile” e quando prende forma? Perché oggi è importante pensare a un ritorno del fatto a mano?

L’idea è nata dalla mia passione per perle, perline, ciondoli, pietre colorate e per la voglia di creare qualcosa di unico e sempre speciale. Insomma, non è solo il fatto a mano ma l’unicità a rendere speciale ogni oggetto.
Circa due anni fa, visto che oramai in casa non ci stavo più a furia di far collane,  ho pensato di far rinascere quello che era il laboratorio di articoli da regalo di mia madre, che appunto si chiamava Al cortile e ho ridato vita a quel luogo che è sempre stato molto speciale, rendendolo un posto dove potersi trovare, oltre che a lavorare, anche a fare quattro chiacchiere, a ridere e a passare del tempo come se si fosse a casa, un posto familiare dove ci si sente subito a proprio agio.

 

Create anche prodotti ad hoc in base all’esigenza del cliente? Venire di persona a Al cortile è un’esperienza unica, ma visto il momento particolare che stiamo attraversando, fate anche un servizio di spedizione dei vostri prodotti? A proposito, abbiamo notato che fate anche delle bellissime mascherine …

Qui da noi ogni creazione è unica e personalizzabile, non a caso i nostri hashtag sono #unadiversadallaltra e #coloreefantasia. Mi sembra che questi due concetti raccontino alla perfezione tutto ciò che Al cortile si può trovare.
Durante il lockdown abbiamo iniziato a spedire, anche se non abbiamo un sito, ma utilizzando Instagram: ogni nuova creazione viene pubblicata così che chi è interessata possa scegliere e chiedere eventuali modifiche per essere sicura che quando riceverà il nostro pacchetto sarà pienamente soddisfatta di ciò che ha scelto.
Ovviamente abbiamo pensato anche di colorare il nostro spazio con mascherine di diversi materiali, fantasie e forme…

 

Ci hai raccontato che ogni oggetto ha una storia da raccontare. Quanto conta l’unicità delle cose?

Ogni oggetto nasce da un particolare che mi colpisce, che attrae la mia attenzione (e che magari fino a poco prima non avevo proprio preso in considerazione). Un colore o una forma appunto mi danno lo spunto per ogni mia nuova creazione.
Mi piace poi che ogni nuova idea possa avere tanti modi per essere indossata, che si possa trasformare a secondo del nostro umore, del nostro look, dell’occasione.
Niente è mai statico qui Al cortile, è un continuo divenire e trasformarsi!

Oltre alle tue creazioni, “Al cortile” si apre come laboratorio artigianale a collaborazioni creative. Da chi vengono realizzati questi prodotti e come prendono forma questi progetti? Mi vengono in mente le ceramiche di Allix Dupuy d’Angeac, le borse di Un Ape e gli orecchini di Belladonna Earwear.

Al cortile è un laboratorio dove condividiamo le nostre passioni e ognuna di noi, con differenti materiali e tecniche, dà una forma alle idee…tutte sempre coloratissime e uniche!
E poi ogni tanto ospitiamo altre amiche che portano al cortile le loro creazioni.
Per esempio, ora abbiamo i costumi fatti su misura da Daniela Gazzoli e, prima di lei, le mitiche borse di Maura Coscia. Stiamo sempre parlando, ovviamente, di persone che hanno una particolare attenzione all’unicità e personalizzazione del prodotto.

 

Una delle attività centrali di Al cortile è il mercatino vintage. Ridare una nuova vita ad abiti dismessi in un’ottica di riciclo e anti spreco, si lega a un profondo senso ecologico. Non solo, ciò riporta al valore delle cose, all’unicità di un capo che può essere indossato nuovamente per entrare a far parte della vita di un’altra persona.
In linea con il pensiero di Al cortile, cosa vuol dire dare di nuovo un valore alle cose? 

Dare un nuovo valore alle cose è il perno su cui gira l’energia di Al cortile. Il riciclo è sempre un elemento importante nelle nostre creazioni, niente va sprecato. Per esempio, della vecchia lana, ricordo della nonna di una amica, Al cortile è diventata un bellissimo plaid che ora la mia amica può tenere sul divano per le fredde sere davanti alla tv!
Così succede anche con un abito, magari anche tanto amato, che non si usa più e che può trovare una nuova casa per tornare a sentirsi utile ed apprezzato.
Se poi in questo passaggio, da un armadio all’altro, si riesce anche a fare del bene donando una piccola offerta, allora il riciclo diventa anche virtuoso.

 

Al cortile ha da sempre dimostrato il suo impegno nel sostegno sociale. Ci puoi raccontare della raccolta fondi con Blive?

Per diversi anni sono stata volontaria Blive. Sono stati anni per me bellissimi, anche perché li ho visti crescere e spiccare il volo. Quando poi ho capito che il mio aiuto sul campo era meno indispensabile, sono passata alla raccolta fondi organizzando mercatini solidali e anche tenendo per tutto l’anno una selezione di abiti, borse, scarpe e accessori vari,sempre di seconda mano, il cui ricavato viene donato a varie Onlus, tra cui Blive, per realizzare i loro progetti.

Il centro Benedetta D’Intino nasce a Milano nel 1992 dal progetto di Cristina Mondadori, medico cardiologo e psicoterapeuta infantile, per stare dalla parte dei bambini e aprire le porte a chi non può parlare e ha bisogno di aiuto psicologico per trovare serenità. Nel sostegno della Onlus, a febbraio di quest’anno si è tenuto un mercatino solidale. Con l’invito collettivo a portare i propri vestiti usati, il ricavato dalla vendita è servito a sostenere i percorsi clinici dei bambini con grave disabilità comunicativa e psicologica seguiti dal centro. Com’è stata la partecipazione del “pubblico”? Ci saranno altre iniziative in futuro?

Oltre a Blive, il centro Benedetta D’Intino è un’altra onlus che sosteniamo con grande orgoglio. L’ultimo evento, subito prima del lockdown, è stato una raccolta fondi a loro dedicata. Il mercatino solidale con i suoi 4 giorni di apertura è stato un successo, come del resto per fortuna anche i precedenti andati a favore di Blive e di Make a Wish. Al momento la nostra parte di “vintage”, sempre presente Al cortile, sta ancora raccogliendo per i loro progetti e speriamo che in autunno sarà di nuovo possibile organizzare eventi, anche perché tutte noi abbiamo lavorato veramente bene con il team delle loro volontarie e come al solito ci siamo anche molto divertite!

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