Le molteplici sfumature di Benedetta Tagliabue

22 Gennaio 2018
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di Vittoria F. M. Dubini

Benedetta Tagliabue, una delle progettiste italiane più rilevanti nel panorama architettonico mondiale, è definita una estrella dell’architettura o archistar, alludendo alla notorietà e magnificenza dei suoi innovativi progetti, sebbene il suo splendore vada ben oltre il significato metaforico dell’appellativo. Parallelamente alla realizzazione dei capolavori architettonici e di design da lei ideati, ha ricostruito la sua vita, una vita caratterizzata da grandi ambizioni, propositi e meritati successi che hanno contribuito a colmare il vuoto lasciato dall’improvvisa scomparsa di Enric Miralles (1955-2000), suo marito, mentore e partner professionale. Mantenendo viva l’eredità creativa ed intellettuale del grande architetto catalano, considerato l’enfant terrible spagnolo per la sua straordinaria inventiva, ne ha proseguito brillantemente l’opera, continuando la ricerca sperimentale iniziata dal loro sodalizio artistico. Benedetta Tagliabue è una progettista e donna contemporanea nella quale dialogano le diverse tradizioni a lei intrinseche, i linguaggi si sfumano, le conoscenze si intrecciano in una continua e perseverante indagine empirica e progettuale volta al futuro, all’innovazione e alla sperimentazione architettonica. Personaggio versatile, dalle molteplici sfumature, ha portato colore nell’architettura sorta dalla collaborazione professionale con Enric, ed è proprio con il colore che si tende ad identificarla in quanto ha saputo ridare un tono alla sua vita, anche quando sembrava essersi profondamente sbiadita.

Benedetta Tagliabue, EMBT, Barcellona, foto di Vittoria F. M. Dubini

Benedetta Tagliabue, nata a Milano nel 1963, laureata all’Istituto di Architettura di Venezia IUAV, è direttrice del prestigiosissimo studio internazionale di architettura Miralles Tagliabue EMBT e della Fondazione Enric Miralles, volta a promuovere l’architettura sperimentale nello spirito del marito. Nel 2004 ha ricevuto la laurea ad honorem dalla Facoltà di Lettere e Scienze Sociali dell’Università Napier di Edimburgo e nel 2013 il premio “RIBA Jencks Award”. È stata Visiting Professor presso l’Università di Harvard, la Columbia University e la Scuola Superiore di Architettura ETSAB di Barcellona; tiene regolarmente lezioni e seminari ed è stata membro di diverse giurie internazionali.

Dome Lamp, EMBT, Barcellona, foto di Vittoria F. M. Dubini

Fondato nel 1994 insieme a Enric Miralles, lo studio EMBT, con sede a Barcellona e dal 2010 anche a Shanghai, è specializzato nella progettazione architettonica di spazi pubblici, nel recupero di edifici esistenti, nel design industriale e di interni, negli allestimenti e installazioni. Fra i molteplici progetti firmati EMBT ammirati e premiati a livello internazionale, il lavoro di Benedetta viene principalmente associato al Parlamento di Edimburgo, al Diagonal Mar Park e al Mercato di Santa Caterina di Barcellona e al Campus Universitario di Vigo, grandi capolavori iniziati con Enric e portati a termine brillantemente dai professionisti dello studio sotto la guida dell’energica e sorridente progettista italiana. A partire dall’improvvisa scomparsa del promettente architetto catalano, l’impegno di Benedetta è quello di garantire continuità all’opera da loro consacrata e alla ricerca di un’architettura nella quale prevale una forte attenzione al contesto, sperimentando forme e materiali, dando rilevanza all’uso del colore. A questo proposito, il progetto che lei stessa considera esemplare è quello del Mercato di Santa Caterina, un lavoro di recupero e rinnovo di uno spazio urbano, di un quartiere decadente segnato da un periodo storico oscuro, con l’intento appassionato di rivitalizzarne l’ambiente e l’atmosfera circostante pensata come un luogo da vivere in collettività e armonia. A partire da un uso intelligente delle risorse, rilevando e valorizzando gli elementi preesistenti, la coloratissima architettura del mercato ha prestato una forte e sensibile attenzione al suo contesto adeguandosi e dialogando con la società, interpretando le esigenze dell’individuo contemporaneo. È forse proprio questa l’idea di sostenibilità che l’architettura di Benedetta intende suscitare. Curiosamente, il progetto del mercato barcellonese è stato sviluppato in parallelo a quello della casa di Miralles e Tagliabue, a solo pochi metri di distanza, anch’esso sorto da un piano di recupero di un ambiente degradato dal quale i due architetti hanno saputo riportarne alla luce le meraviglie preesistenti, confluendo nell’edificazione di una delle case più esclusive di Barcellona e con lo stesso criterio hanno rinnovato la sede dello studio EMBT. La vitalità e la determinazione di Benedetta hanno animato lo studio a portare avanti la ricerca architettonica arricchendola e trasformandola, facendo fronte all’irrequietezza contemporanea e quindi affrontando nuove esigenze e ulteriori progetti. Fra i molti emerge l’innovativo Padiglione Spagnolo, rivestito interamente di pannelli in vimini, realizzato per l’Expo di Shanghai 2010 e vincitore del prestigioso premio RIBA come “Miglior edificio internazionale del 2011”.

EMBT, Barcellona, foto di Vittoria F. M. Dubini

Oltre ad essere architetto di fama mondiale, “la Bene”, così comunemente chiamata dagli amici più intimi, dai dipendenti dello studio, dai colleghi architetti, alludendo al rapporto informale e amichevole che vi intrattiene, è mamma di Caterina e Domenec, entrambi creativamente in giro per il mondo, per studio e interesse. Quella vivacità e curiosità trasmesse dalla sua poetica architettonica e dai suoi capolavori di design rispecchiano il suo essere e porsi solare e colorata che traspare anche dal suo modo di vestire, rigorosamente caratterizzato da accostamenti di tessuti colorati, stoffe fantasiose e ricercate. Così, si aggira per le strade del centro storico di Barcellona in bicicletta, accompagnata dal suo adorato Labrador, talvolta da un pappagallo poggiato sulla spalla che la seguono nelle sue attività quotidiane. Benedetta sorridente ed energica, rappresenta l’immagine ambiziosa della donna contemporanea, indipendente, flessibile, sempre in movimento e costantemente in viaggio, ruolo femminile che difende ed esalta. Apprezzatissima dalla sua città adottiva, Barcellona, è straordinariamente impegnata nella promozione, organizzazione, divulgazione di attività socioculturali, eventi, workshop, allestimenti, manifestazioni, conferenze che danno spazio alla creatività e contribuiscono alla formazione del pubblico di giovani emergenti. A questo proposito, fra gli innumerevoli impegni vincolati allo studio, i continui viaggi, approfondimenti accademici, collaborazioni internazionali, Benedetta ha molto a cuore le attività della Fondazione Enric Miralles, alle quali partecipa attivamente con grande entusiasmo e dedizione, mantenendo uno stretto contatto con i giovani utenti.

Benedetta Tagliabue, Fundació Enric Miralles, Barcellona, foto di Vittoria F. M. Dubini

Benedetta Tagliabue è una donna entusiasta il cui sorriso ha incantato chiunque abbia avuto il piacere di conoscerla o anche solo di incontrarla; devota agli insegnamenti della tradizione buddista, ponderati e applicati alla propria esistenza, ne ha fatto tesoro traendone la determinazione creativa professionale e la serenità personale. “La Bene” è un personaggio singolare, dalle molteplici tonalità, risorse e sfumature, una bene-dizione per l’architettura, in quanto ha saputo affermarsi brillantemente, dimostrando la stoffa del grande architetto estrella e di una grande personalità femminile, illuminando e colorando la sua realtà e quella circostante, quando la luce e i colori sembravano essere svaniti.

MIRALLES TAGLIABUE EMBT

Barcellona
Passatge de la Pau 10 bis pral.
Barcellona 08002, Spagna
info@mirallestagliabue.com
www.mirallestagliabue.com


Informazioni da:
EMBT, Fundació Enric Miralles.
Molinari, Luca, Miralles-Tagliabue il valore della continuità, «area», 12 settembre 2014.
Prestinenza Puglisi, Luigi, L’architettura poetica di Benedetta Tagliabue, una delle grandi donne architetto italiane, «GreenBuildingMagazine», 18 luglio 2014; Architetti d’Italia, Benedetta Tagliabue, l’indipendente, «Artribune», 9 maggio 2017.

 

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