Tenet

15 Marzo 2021
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di Noemi Stucchi

È proprio il caso di dirlo: Tenet è un bomba. Una bomba già esplosa ma ancora da detonare. Un paradosso? Non per un manipolatore dell’effetto tempo come Christopher Nolan

È facile dialogare con il futuro, ma se dovessimo avere risposta?
Prepariamoci a viaggi nel tempo, valigie di plutonio misterioso, pallottole “invertite”, guru in contatto con il futuro, scienziati e agenti segreti. Nell’undicesimo film di Christopher Nolan c’è tutto questo.

Christopher Nolan, Man of Steel European Film Premiere, Leicester Square London UK, 12 June 2013, (Photo by Richard Goldschmidt) CC BY 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by/3.0>, via Wikimedia Commons

Annunciato dalla Warner Bros. Entertainment Italia per l’agosto 2020, l’uscita di un film come Tenet ha un certo impatto sul mercato cinematografico. Proprio in un periodo come questo arriva un filmone firmato Christopher Nolan, regista di film cult come Batman, Dunkirk, Inception e Interstellar. Per non parlare del fatto che la colonna sonora è di Ludwig Göransson, lo stesso autore delle musiche di The Mandalorian.

Tanto atteso dalla critica e dal pubblico, Tenet è un’insolita spy story che vede al centro  il duo capitanato dal protagonista (John David Washington) e l’aiutante Neil, interpretato da un Robert Pattinson più maturo rispetto a come ce lo ricordiamo nella saga di Harry Potter e Twilight.

Di Martin Kraft – Opera propria, CC BY-SA 4.0, <https://creativecommons.org/licenses/by/4.0>, via Wikimedia Commons

Il protagonista è un agente della CIA che inizia a lavorare in incognito per Tenet, un’organizzazione segreta che cerca di sventare quello che accadrà di lì a poco decretando la fine del pianeta.
Come lo sa? A parlare è il futuro.

Sin dalle prime scene si vedono i proiettili già sparati rientrare nelle pistole e alcuni agenti muoversi al contrario. Non passa molto tempo dall’inizio del film per avere la spiegazione di ciò che stiamo vedendo. In veste di ricercatrice, la scienziata interpretata da Clémence Poésy spiega che qualcuno nel futuro è riuscito ad invertire l’entropia, la legge fisica di causa-effetto che governa l’Universo.
Con un’inversione del flusso temporale, nel presente arrivano anche alcuni oggetti dal futuro “caricati” con questa nuova scoperta tecnologica: sono resti di un’imminente catastrofe già avvenuta, ma che potrebbe essere fermata. Come?

In tutto questo c’è il cattivone di turno che dialoga con il futuro e che userà questo mistero per interesse personale. Andrei Sator (Kenneth Branagh) è russo, ricco, violento, con una moglie bellissima interpretata da Elizabeth Debicki nel ruolo di Kat. La tiene in pugno, ma stiamo pur certi che sarà lei a fargliela pagare con l’aiuto del nostro protagonista.

Elizabeth Debicki . Eva Rinaldi, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Cercare di spiegare la trama del film secondo una successione logico-temporale sarebbe un’impresa cervellotica, se non impossibile perché al centro di tutto c’è quella che viene chiamata la “manovra a tenaglia temporale”. Tutto il film viene giocato nella ripresa di una strategia bellica già nota in epoca medievale reinterpretata dalla visionarietà di Christopher Nolan. La tattica militare suddivide la squadra in due gruppi; la prima procede frontalmente, la seconda circonda il nemico attaccandolo in maniera laterale. Lo stesso accade nel film: mentre un plotone procede in senso lineare, l’altro gruppo è già stato “invertito” nel futuro e torna a combattere sullo stesso campo in modo da anticipare, avvertire e modificare gli eventi in corso d’opera. Anche più di una volta, anche con più squadre d’azione.

Ad essere ripresa dall’antico è anche il nome dell’organizzazione. Si tratta del “quadrato del Sator” ed è una frase latina ricorrente nel Medioevo: “Sator Arepo Tenet Opera Rotas”.
Ad oggi l’iscrizione non ha un chiaro significato ma serviva  a definire un palindromo complesso. Infatti le parole si incastrano come in un puzzle e possono essere lette non solo da destra a sinistra, ma anche da sotto a sopra e viceversa.
Non è quindi un caso che il cattivo si chiami “Sator”, che un altro personaggio riporti il nome di “Thomas Arepo” e che l’inizio del film sia ambientato all’Opera…

Più che per essere capito alla prima visione, Tenet gioca sull’effetto adrenalinico delle scene d’azione. L’impatto visivo delle immagini punta ad intrattenere al di là della comprensione di ogni singola scena.

Alla fine, ragionando con calma, tutto torna. Siamo in un loop temporale e i personaggi agiscono nel passato e nel futuro per far sì che gli eventi abbiano il loro corso.

Come spesso dice Neil nel film, non bisogna farsi troppe domande: “è andata com’è andata”.
Per capire alcune scene?  Basta riguardarle, anche al contrario.

2 Commenti

  1. Bella sinossi!
    Tenet è stato l’ultimo film che ho visto al cinema e alcuni dettagli delle inversioni temporali mi hanno lasciato un po’ interdetta.
    Ma ora che so anche quale citazione si cela dietro alcuni elementi del film farò in modo di rivederlo, magari troverò le risposte che mi mancano!

    • Noemi Stucchi

      Grazie Giulia per il tuo commento! Condivido a pieno, anche io ho avuto la stessa impressione. La prima volta mi sono lasciata trasportare dall’effetto coinvolgente e adrenalinico (per chi ama il genere, Christopher Nolan è una garanzia), poi ho rivisto le singole scene per ricomporre il puzzle.
      Credo che il film si presti a due livelli di lettura: una prima visione “emotiva” e una seconda lettura “analitica”. Nel film, anche Robert Pattinson consiglia di non farsi troppe domande dicendo: “è andata com’è andata”.
      La trama è costruita a tavolino con meticolosa precisione, alla fine tutto torna. Senza fare spoiler, ma la scena dell’inseguimento in macchina per il recupero della valigetta merita senz’altro di essere rivista. Restiamo a disposizione per districare ogni dubbio.
      Buona seconda visione!

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