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The Undoing – Le verità non dette

di Noemi Stucchi

The Undoing – Le verità non dette è un thriller psicologico ad alta tensione che diventa sempre più umano proprio nel momento in cui si raggiunge l’apice dell’assurdo.

Insieme a Bridgerton (Ne abbiamo parlato qui), The Undoing – Le verità non dette è sicuramente una tra le serie tv del momento. Tratta dal romanzo Una famiglia felice di Jean Hanff Korelitz, la serie è stata ideata da David E. Kelley con la regia di Susanne Bier per HBO.
The Undoing è disponibile in streaming su Sky Atlantic e Now Tv. Perché tutti ne parlano? Solo tre nomi: Nicole Kidman, Hugh Grant e Matilda De Angelis.

Matilda De Angelis, Courtesy: profilo Instagram

L’avevamo vista come compagna del protagonista in L’ incredibile storia dell’Isola delle Rose con accento romagnolo, in The Undoing parla perfettamente inglese. Ecco una nuova versione di Matilda de Angelis nel ruolo di Elena Alves. La vediamo così, con un neonato in braccio, allattando seduta intorno ad un tavolo da tè in compagnia delle donne dell’alta borghesia newyorkese.
In piedi, nuda davanti a Nicole Kidman, è una donna  sicura di sé ma allo stesso tempo fragile. Si sente fuori luogo e giudicata, vorrebbe sentirsi accettata da quel club delle mamme che mandano i propri figli alla Reardon School, la scuola con una retta di 50 mila dollari all’anno. Una donna misteriosa, di cui si sa poco se non un dato certo: nasconde qualcosa ed è profondamente triste.

Nicole Kidman, di Eva Rinaldi, CC BY-SA 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>, via Wikimedia Commons

Lei, Nicole Kidman, è Grace, una “strizzacervelli” che analizza e sputa in faccia la realtà ai suoi clienti anche quando non vorrebbero sentirla. Rispettabile ed educata secondo l’uso e il buon costume, la vediamo ritratta come in un quadro nella sua bella casa nell’Upper East Side a due passi da Central Park oppure con i suoi cappotti eleganti passeggiando per le strade di Manhattan.

Hugh Grant è un oncologo pediatrico che salva le vite dei bambini. Oltre ad essere un uomo in carriera è padre di famiglia con un buon senso dell’umorismo. Lo vediamo presente in smoking al gala di classe per accompagnare la moglie ai ritrovi dell’alta società e interessarsi alle lezioni di violino del figlio.
La famiglia Fraser è ricca, felice e unita. Niente può andare storto.

Poi l’omicidio e il mistero, ed ecco tornare a galla alcune verità nascoste. Ed è la rovina (letteralmente, “The Undoing”).

L’omicidio è a regola di copione ma gli indizi ci sono tutti, sin dalle prime puntate. Eppure stentiamo a crederlo.
Non lasceremo intendere chi sia stato, ma chi è vittima e chi colpevole è difficile a dirsi; mai tutto nero o tutto bianco, anche il carnefice sa amare mentre l’innocente è capace di abominio.

Non solo per Huge Grant, Nicole Kidman e Matilda de Angelis. The Undoing è efficace perché verosimili sono i suoi personaggi. Tutti, nessuno escluso; complessi e profondamenti umani.
A partire dal papà di Grace interpretato da un immenso Donald Sutherland che farebbe di tutto per una figlia, anche a costo di rivelarsi per ciò che è realmente.
Donald McNichol Sutherland è una figura potente; è capace di oscurarsi in viso e tornare immediatamente sui suoi passi, ma basterà per lasciare intravedere il suo lato più spietato dietro alla figura del nonno amorevole.

Donald Sutherland at the ROMY 2011 tv and film awards in Vienna. di Manfred Werner (CC-by-sa 3.0)

Meravigliosa è l’interpretazione di Noah Jupe nei panni di Henry, l’insospettabile figlio della coppia, un bambino intelligente e estremamente educato. Sensibile e riflessivo, è più maturo dell’età che dimostra. Ha un rapporto confidenziale con i genitori e per loro sarebbe disposto a fare qualsiasi cosa, soprattutto per uno dei due…

Dopo le prime due puntate lente e descrittive, la serie prende la  rincorsa con un ritmo che diventa sempre più incalzante. Il sipario è pronto e le ultime due puntate sono da mozzafiato. Ad animare il processo è l’avvocatessa Fitzgerald che tiene in pugno il banco dei testimoni  (un’eccezionale Noma Dumetzweni).
Come viene detto nella serie, i ricchi lo fanno sempre: nascondono la cruda verità pensando di potersela cavare. Quello che vedremo non è la ricerca della giustizia. In fondo lei è pagata per questo: cospargere di fango, una valanga di fango.

Noah Jupe, di John Bauld from Toronto, Canada, CC BY 2.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0>

Al centro di The Undoing – Le verità non dette c’è il punto di vista di Nicole Kidman e lo sguardo degli altri che pesano su di lei. Lei, una donna riservata messa sulla pubblica piazza, perde la lucida visione che contraddistingue vent’anni di onorata carriera.

A determinare il giudizio di chi guarda è lo sguardo degli altri. Tutto il film si gioca qui: il pregiudizio, le regole della società, quello che pensiamo di credere, quello che non vogliamo ammettere.

Forse il punto debole della serie (se proprio dovessimo cercare di trovarne uno) è nella perdita di efficacia dell’ultimo episodio che sceglie di stringere i bulloni con un finale chiuso e risolutivo. A volte rimane più efficace il non detto; invece il finale non fa altro che portare avanti i sospetti del quinto episodio, il più potente della serie.
Il colpo di scena è già preannunciato e cade come un colpo di mannaia per ristabilire il ruolo delle parti. Additato il colpevole, scagionato l’innocente.

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