Qualcosa di nuovo

di Noemi Stucchi

Per i fan del cinema italiano, su Netflix abbiamo riscoperto “Qualcosa di nuovo”, commedia del 2016 diretta da Cristina Comencini con Paola Cortellesi e Micaela Ramazzotti. È una produzione Cattleya con Rai Cinema e tra gli altri attori e le attrici del cast c’è Eleonora Danco e Eduardo Valdarnini.

Tre buone ragioni per vederlo: recitato alla perfezione, divertente e cinico al punto giusto.

Tratto dall’opera teatrale “La scena” di Cristina Comencini e con una sceneggiatura riadattata da Giulia Calenda e Paola Cortellesi, la storia mette in piedi uno strano trio: due migliori amiche e un toy boy.

Foto di Claudio Iannone / © Cattleya 2015 © 01Distribution

Ma partiamo dall’inizio. Lucia (la Cortellesi) è una cantante jazz e dopo la brutta rottura con l’ex marito e l’uscita di quest’ultimo dalla band è diventata diffidente con il genere maschile. Micaela Ramazzotti è Maria, sempre alla ricerca dell’uomo giusto si butta a capofitto in ogni relazione occasionale. Due migliori amiche diametralmente opposte: la prima è razionale e esigente, fredda e descritta dall’amica come “spadona” mentre l’altra si definisce “positiva e vibrante”, ma viene vista dall’amica come “un po’ mignotta”. O tutti o nessuno, chi troppo e chi niente: seppur in maniera differente, entrambe prendono le distanze da quell’amore che nella vita le ha deluse.

Improvvisamente, un incontro di Maria riuscirà ad invertire le carte in tavola. Sembra che Maria abbia rimorchiato quello giusto dopo una serata di baldoria in discoteca e una notte di fuoco.
Al risveglio conosciamo Luca, bello e giovane, forse fin troppo. Proprio quella mattina piomba in casa anche Lucia, ed ecco che il gioco dell’equivoco è fatto.
Si sa, “la sera leoni, la mattina…”

Luca piace a entrambe, ma nessuna delle due vuole ammetterlo all’altra, tanto meno a se stesse. Sì, perché Luca ha 19 anni ed è all’ultimo anno di liceo, ma nel suo essere ancora un “bambino” riesce a guardare le due donne per ciò che sono realmente.

Foto di Claudio Iannone / © Cattleya 2015 © 01Distribution

Con un gioco di scambio di identità, le due amiche riusciranno a intraprendere una relazione diversamente da com’è di loro consueto. Maria cercherà di impostare una relazione intellettuale mentre Lucia troverà in Luca un pretesto per lasciarsi andare. Una nelle vesti dell’altra, a parlare è il linguaggio del corpo.

Una delle due protagoniste dice: “Sto vivendo una nuova fase delle mia vita” e “Ci vuole tempo per scoprire la propria voce”. I ruoli si invertono e tutto ciò che una pensa dell’altra verrà messo in discussione.

La commedia mette in scena una relazione diversa dall’idea di coppia tradizionale; in fondo niente di diverso dalla classica ripresa del trio amoroso con tanto di scambio di identità e di ruoli. Quello che il film non dice ma lascia intendere è giocato sulla sostanziale differenza di età tra i partner. Un tabù che si libera da ogni pregiudizio per guardare e guardarsi con occhi nuovi.

Foto di Claudio Iannone / © Cattleya 2015 © 01Distribution

Sì, perché sotto la superficie divertente e tra una risata e l’altra la commedia tocca temi importanti: parla di un’amicizia sincera, fatta di solidarietà e niente peli sulla lingua. È una storia d’amore nelle sue delusioni, di quando crolla il castello ma si riesce lo stesso ad andare avanti riscoprendo un proprio lato di sé che non si conosceva prima.  Parla di due donne “mature” che hanno visto crollare il loro castello di carte e che si riaprono alla vita nelle sue incertezze. È la storia di un ragazzo molto diverso dalle sue coetanee, immaturo ma comprensivo. Le due amiche raccontano a Luca ciò che non conoscevano di se stesse e, per la prima volta, scoprono che si sono cucite addosso un tipo di vita che inizia ad essere stretta.

Nel finale, stiamo pur certi che ad essere messo in scena è “qualcosa di nuovo”.

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