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Diario musicale: Madama Butterfly

13 Febbraio 2017
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di Carlo Schiavoni

Nel suo percorso di riscoperta dei capolavori di Puccini, il maestro Riccardo Chailly ha scelto, per l’inaugurazione della presente stagione scaligera, “Madama Butterfly” nella prima versione del 17 febbraio 1904. In quella data Butterfly andò incontro a un clamoroso insuccesso. Tornò in scena alcuni mesi dopo a Brescia, invero con poche modifiche, ma con la suddivisione in tre atti,  così come il pubblico si è abituato a conoscerla.

Di estrema modernità appare oggi la versione originale: il protagonista maschile Pinkerton si abbandona a frasi, quasi razziste, che si fanno beffe delle usanze giapponesi. Il secondo atto corre inesorabile e incalzante verso la tragedia finale. Pinkerton non mostra alcun rimorso verso Butterfly. Le sue ultime parole a Sharpless sono “ Addio. Mi passerà”.

“Addio fiorito asil” fu scritto solo successivamente da Puccini per mostrare il pentimento di  Pinkerton.

Un altro momento di “Madama Butterfly”: siamo al termine del primo atto durante “ Viene la sera”. A destra, i protagonisti: Maria Josè Siri e Bryan Himel. (crediti fotografici: Teatro alla Scala)

Un altro momento di “Madama Butterfly”: siamo al termine del primo atto durante “ Viene la sera”. A destra, i protagonisti: Maria Josè Siri e Bryan Himel. (crediti fotografici: Teatro alla Scala)

Altrettanto tesa e nervosa, è la direzione del Maestro Chailly, che nulla concede al sentimentalismo in cui si rischia di cadere nell’affrontare un’opera quale “ Madama Butterfly”. Chailly conduce altresì l’orchestra della Scala ad una prova altissima. Halvis Hermanis sceglie un allestimento fatto di rimandi al teatro kabuki e a un Giappone di fantasia. L’impressione è che egli tuttavia rimanga estraneo alla visione di Riccardo Chailly. Josè Maria Siri è una protagonista trepida e vibrante. Al suo fianco Bryan Himel coglie appieno il personaggio di Pinkerton, tuttavia la sua linea di canto si pone al di fuori dei canoni della scuola italiana. Carlos Alvarez da quel lussuoso baritono che è, restituisce un Sharpless nobile e di invidiabile presenza scenica. Un grande teatro, quale la Scala vuole essere, non può non presentare cantanti di primo piano anche per i ruoli, così detti, di contorno. Così Annalisa Stroppa è una Suzuki perfetta; loderemo Carlo Bosi e Nicole Brandolino nei panni di Goro e Kate Pinkerton.

P.S.: Per il prossimo 7 dicembre si annuncia “Andrea Chenier” di Umberto Giordano con la divina Anna Netrebko e gentile consorte, Jussif Eyvazof, per la regia di Mario Martone e la scenografia di Margherita Palli. La bacchetta sarà quella del direttore musicale, Riccardo Chailly.

Intanto, buona stagione a tutti.

Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, Teatro alla Scala di Milano dal 7 dicembre 2016 al giorno 8 gennaio 2017. Direttore d’orchestra: Riccardo Chailly; regia di: Alvis Hermanis; scene di: Alvis Hermanis e Leila Fteita; costumi di: Kristine Jurjane. Interpreti principali: Madama Butterfly-Maria Josè Siri; F.B. Pinkerton-Bryan Himel; Sharpless-Carlos Alvarez; Suzuki- Annalisa Stroppa; Kate Pinkerton-Nicole Brandolino; Goro-Carlo Bosi.

Una scena d’assieme dell’allestimento di “Madama Butterfly”, che ha inaugurato la stagione 2016-17 della Scala. Al centro, in primo piano, si riconoscono i protagonisti: Maria Josè Siri- Butterfly e Bryan Himel-Pinkerton, a destra Carlos Alvarez – Sharpless. (crediti fotografici: Teatro alla Scala)

Una scena d’assieme dell’allestimento di “Madama Butterfly”, che ha inaugurato la stagione 2016-17 della Scala. Al centro, in primo piano, si riconoscono i protagonisti: Maria Josè Siri- Butterfly e Bryan Himel-Pinkerton, a destra Carlos Alvarez – Sharpless. (crediti fotografici: Teatro alla Scala)

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