Enzo Mari alla Galleria Milano. “Falce e martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe”

Enzo Mari
Falce e martello.
Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe

Inaugurazione
martedì 29 settembre 2020 dalle 16:00 alle 21:00

Enzo Mari, Falce e martello, prova della bandiera, 1973. Foto di Aldo Ballo. Courtesy Galleria Milano, Milano.

«Qualsiasi attività rivoluzionaria è soprattutto una attività di comunicazione»
[Enzo Mari]

Di Noemi Stucchi

Il 9 aprile 1973 in via Turati/via Manin veniva inaugurata la nuova sede di Galleria Milano con una mostra personale di Enzo Mari dal titolo Falce e martello. Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe. L’inaugurazione di Carla Pellegrini oggi viene ricordata riproponendo ciò che accadde quasi cinquanta anni fa attraverso la ricostruzione fedele dell’esposizione. È così che, per la seconda volta, Galleria Milano è lieta di estendere l’invito all’inaugurazione della personale di Enzo Mari prevista in data martedì 29 settembre. Una realizzazione nata da un processo di ricerca e dagli studi filologici condotti dalla collaborazione dell’Archivio della Galleria Milano e  dell’Archivio Enzo Mari.

L’opera di Enzo Mari, considerato a livello internazionale uno tra i più influenti teorici del design italiano, si inserisce all’interno di quella riflessione chiave degli anni Settanta che intravede nel fare artistico una possibilità d’azione politica, economica e sociale. Alla progettazione della forma e alla ricerca del significato dell’oggetto prodotto, gli studi teorici di Mari vedono nella struttura stessa del linguaggio artistico uno strumento di utilità sociale.

Il progetto espositivo del 1973 riproponeva le tappe di una ricerca condotta dall’apprendista Giuliana Einaudi a cui era stato affidato il compito di analizzare un simbolo comune e ben noto come falce e martello.

Enzo Mari, Falce e martello, 1972-1973. Serigrafia su carta 69,8 x 59,4 cm. Courtesy Galleria Milano, Milano e l’artista.

La mostra e il processo di ricerca confluirono in una piccola pubblicazione dalle Edizioni O, la casa editrice della Galleria Milano fondata dal marito di Carla, Baldo Pellegrini.
Con il termine “simbolo” Mari identifica un oggetto grafico secondo il quale:

«la forma corrisponde alla funzione, dove funzione è da intendere, fra l’altro, come: riconoscibilità omogenea (cioè senza prevalenza di caratteristiche storico-formali) al fine di ampliare la durata del simbolo sia nel senso temporale che in quello della sua area di utilizzazione; facilità di riproduzione sia nel senso delle tecniche e dimensioni da impiegare che in quello di chi deve servirsi del simbolo».
[Falce e martello, Edizioni O]

Enzo Mari, Falce e martello. Copertina del catalogo della mostra, Edizioni O, Galleria Milano, Milano 1973. Courtesy Galleria Milano, Milano.

La ricerca prende avvio dalla raccolta di emblemi, volantini, graffiti murali, insegne, timbri e manifesti differenti per dimensione, materiale e valore d’uso. Da qui viene creata una composizione litografica di 168 piccoli quadrati in bianco e nero, una catalogazione e messa a confronto di diversi formati della stessa iconografia.

Da specifici oggetti d’uso, falce e martello acquisiscono valore artistico attraverso la scultura lignea e bandiere in lana serigrafate in diversi colori. Oggetto di indagine è il rapporto tra forma e contenuto, sul senso del messaggio e le modalità di come esso può essere trasmesso. Queste riflessioni portano all’elaborazione in studio di un simbolo di qualità esteticamente elevata per dimostrare come il valore formale non possa incidere sul significato veicolato.

Enzo Mari, Falce e martello, 1972-1973. Bandiera in lana serigrafata a due colori
126×122 cm. Courtesy Galleria Milano, Milano e l’artista.

Durante l’inaugurazione del ’73 venne trasmesso il film Comitati politici – Testimonianze sulle lotte operaie in Italia nella primavera del ’71, realizzato da Mari con il Gruppo di Lavoro, composto da alcuni studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Il documentario sarà visibile durante la mostra grazie al lavoro di recupero e digitalizzazione promosso dall’Archivio Home Movies di Bologna.

Con distanza temporale, dagli anni Settanta ad oggi il lavoro di Enzo Mari sulla percezione del simbolo comunista vive di nuova lettura in linea con il cambiamento di un’epoca, di una società e di una città come Milano.

Il testo programmatico sul senso del lavoro del 1973 viene oggi riportato in luce dal volume edito da Humboldt books a cura di Nicola Pellegrini, con testi di Bianca Trevisan e Riccardo Venturi. Si tratta di una ricostruzione fedele attraverso materiali d’archivio come fotografie, progetti e documenti tratti dalla rassegna stampa dell’epoca.
Ripercorrendo filologicamente il processo di ricerca alla base di questo lavoro, il saggio di Bianca Trevisan costituisce un focus su quegli aspetti finora poco studiati dell’opera di Enzo Mari. In parallelo, lo sguardo di Riccardo Venturi mette in relazione l’opera con il contesto urbano, ampliando la visione di un’epoca.

Enzo Mari
falce e martello
Tre dei modi con cui un artista può contribuire alla lotta di classe

Inaugurazione:
martedì 29 settembre 2020, 16:00-21:00
da mercoledì 30 settembre a sabato 16 gennaio 2021

L’evento si svolgerà secondo i criteri di distanziamento sociale e sicurezza, per questo motivo si chiede di mandare una email per confermare la propria presenza (l’accreditamento è necessario).
L’uso della mascherina è obbligatorio.

Galleria Milano
Via Manin 13, Via Turati 14 – 20121 Milano
02-29000352 
info@galleriamilano.com

Lascia un commento