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Intervista al cantante lirico Francesco Meli

di Carlo Schiavoni e Carlo Golinelli

Una delle figure di spicco del panorama operistico italiano e internazionale, riconosciuto per il suo timbro luminoso ed il fraseggio ammaliante, Francesco Meli nasce a Genova nel 1980 e studia canto al Conservatorio Niccolò Paganini della sua città con Norma Palacios diplomandosi successivamente. Prosegue i suoi studi con Franca Mattiucci e Vittorio Terranova. Nel 2002 Debutta in Macbeth di Verdi e come solista nella Petite Messe Solennelle di Rossini trasmesse dalla Rai in occasione del Festival dei Due Mondi di Spoleto. Ha inizio così una carriera stellare partecipando a produzioni di successo nei principali teatri italiani e del mondo. Si può citarne alcune quali: una serie di repliche verdiane sotto la direzione di Riccardo Muti al Teatro alla Scala, L’Elisir d’amore al Gran Teatro La Fenice di Venezia, Duca di Mantova nel Rigoletto di Verdi al Metropolitan Opera House di New York. Ha calcato palchi quali il Wiener Staatsoper, l’Arena di Verona, dal Teatro del Festival Baden-Baden al Teatro Nacional de Madrid. Considerato uno dei migliori tenori italiani e del mondo, Placido Domingo lo considera uno dei suoi più diretti eredi. A lui sono state affidate le inaugurazioni delle stagioni 2005/2006 e 2015/2016 della Scala cantando rispettivamente nell’ Idomeneo di Mozart nel ruolo di Arbace e nella Giovanna D’Arco di Verdi nel ruolo di Carlo VII, al fianco di Anna Netrebko. Sono pochi nel panorama operistico italiano che stanno avendo così successo e raggiungendo tali vette di fama e riconoscimento dalla critica.
Notonlymagazine ha la fortuna di fargli qualche domanda

Come è nato il suo amore per la musica e per il canto?

Sono cresciuto con la musica, mio papà è un grande appassionato di musica classica e operistica e di conseguenza fin da piccolo ascoltavo opere e sinfonie con lui. A 8 anni mio nonno mi ha regalato un walkman e la prima cassetta che ho trovato in casa era una raccolta di arie di Pavarotti. Mi ha subito colpito molto, tanto che mi chiudevo in camera e facevo gare di acuti con lui. Poi quando ho raggiunto l’età per studiare canto mi sono iscritto in conservatorio … ed eccomi qua!

Francesco Meli as Don Juan (credits: Bill Cooper)

Quali sono i compositori che apprezza di più?

Senza dubbio Verdi, che è anche il compositore più importante della mia carriera e più vicino alla mia vocalità; anche se, agli inizi, autori come Donizetti, Mozart e Rossini sono stati importanti perché mi hanno insegnato a cantare e a formarmi stilisticamente.

E i ruoli che ama di più?

Ci sono diversi ruoli che amo cantare, Riccardo in Ballo in Maschera, Ernani, Otello anche se ancora non è nel mio repertorio, li amo perché è molto emozionante cantarli e la musica è emozionante. Amo molto anche interpretare personaggi che sono in qualche modo legati alla mia città, Genova, come Gabriele Adorno in Simon Boccanegra e Enzo Grimaldo, mi ricordano la mia storia e cantare frasi che accennano in modo particolare al luogo dove vivo li fanno sentire molto vicini a me. C’è un ultimo ruolo che adoro ed è Nemorino, anche se la parte è molto impegnativa fisicamente io mi diverto tantissimo!

Francesco Meli as Carlo VI

Quali sono stati i direttori d’orchestra più importanti per la sua carriera?

All’inizio della mia carriera è stato molto importante per me la collaborazione con Lorin Maazel con cui ho debuttato nel Requiem di Verdi che è poi diventato uno dei miei cavalli di battaglia; un’altra figura significativa è di sicuro Alberto Zedda per il periodo Rossiniano, fondamentale per la cura con cui ho affrontato il repertorio belcantistico, percorso che poi mi ha aiutato ad arrivare preparato a Verdi affrontandolo in maniera sicura, e al mio incontro con Riccardo Muti. Muti è un punto di riferimento del repertorio verdiano visto che ha riportato l’autore alla sua vera identità, inoltre mi ha insegnato a capire il linguaggio della partitura, seguendo quello che è il vero intento del compositore.

Lei canterà nel corso di questa stagione “Ernani” di Verdi alla Scala ove manca dal 1982. Perché quest’opera è così raramente eseguita? E’ una parte difficile per il tenore e in cosa consiste il fascino del personaggio di Ernani?

C’e un fascino ottocentesco che avvolge il personaggio di Ernani, pur essendo un nobile è un bandito e questa figura borderline risulta molto affascinante per l’epoca.
Non so onestamente perché sia un’opera così poco eseguita, forse perché nell’immaginario comune è un opera meno importante, cosa non vera. La musica , come tutta la musica di Verdi, rimane meravigliosa e la parte del tenore è molto difficile soprattutto dal punto di vista vocale. Si tratta di un primo Verdi ed è proprio per questo che il ruolo è ancora legato al belcanto al contrario di quanto sia storicamente successo è un ruolo adattissimo ad un tenore lirico e non ad un tenore drammatico proprio perché le caratteristiche del personaggio e le sue mille sfaccettature vengono esaltate dalle dinamiche e sviluppate nella particolare tessitura acuta.
Dopo il mio debutto avvenuto con Muti all’opera di Roma nel 2013 e dopo averlo riproposto al Festival di Salisburgo e al Met di New York, tornerò in Scala con questo meraviglioso ruolo che come ho detto prima è uno dei miei preferiti.

Francesco Meli

Come è lavorare con sua moglie che è cantante pure lei?

E’ molto bello, la complicità e l’intesa che ho con lei dà sempre un’emozione in più al mio lavoro, anche se dall’altra parte forse soffro per lei anche di più quando canta passaggi più difficili o quando non sta proprio benissimo ma in scena bisogna andare lo stesso.
Tante volte alla fine di Elisir d’amore, le persone del pubblico che non sapevano che fossimo sposati, venivano a complimentarsi dicendoci: siete stati così bravi e sembravate proprio innamorati sul serio! Quindi forse qualcosa di più arriva sempre anche al pubblico.

Infine una domanda di rito, quali sono i suoi progetti futuri?

In questo momento non ho in programma nuovi debutti, Gioconda è stato l’ultimo debutto per un po’ di tempo. Quest’estate tornerò in Arena con Carmen, e dopo l’Ernani in Scala farò l’inaugurazione dalla stagione alla Royal Opera House di Londra con Simone Boccanegra.

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