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Wes Anderson Asteroid City

Asteroid City – Wes Anderson, unico nella sua specie

27 Settembre 2023
615 Views
di Silvia Simonetti

Wes Anderson è una stampa fotografica sull’alogenuro d’argento, un’immagine latente in continua trasformazione laddove in essa si concretizza il suo unico timbro cinematografico.
Inconfondibile, inaccessibile, un archeologo di una realtà anomala, pragmatica dove i suoi personaggi si mascherano con il cinismo macchiettistico, le sue commedie profumano di vero umorismo romantico e a tratti apparentemente sprovveduti.
Il regista crea personaggi che si integrano con i piani sequenza come se lo spettatore riuscisse a guardare ogni parte di angolatura nascosta, con cromature cinematografiche pittoriche in cui vi è sempre un marchio di riconoscimento estetico oltre all’ironico intellettualismo che ricorda le comédies françaises degli anni venti.

Oltre Il treno per il Darjeeling (2007), Fantastic Mr. Fox (2009), Moonrise Kingdom – Una fuga d’amore (2012), Grand Budapest Hotel (2014) o film d’animazione stop-motion L’isola dei cani (2018). Spesso usa attori riconoscibili nei suoi film, una collaborazione in fidelis come Jason Schwartzman, Adrien Brody, Natalie Portman, Bill Murray o come la camaleontica Tilda Swinton che partecipa come scienziata in Asteroid City (in uscita il 28 settembre nelle sale cinematografiche italiane).
Quest’ultimo film, ha un team d’avanguardia come Tom Hanks, Edward Norton, Liev Schreiber, Scarlett Johansson, Willem Dafoe, Margot Robbie e altre presenze attoriali di grande rilievo interpretativo.

Asteroid City

Asteroid City, da una scena del film. Fonte Facebook

Anderson per la prima volta ci introduce in una città desertica, simile al deserto del Chihuahuan, il tutto si svolge in questo paese vuoto laddove i visitatori si confondono tra attori e persone, tra convegni di astronomia e studenti con i genitori alla ribalta, entrambi un ruolo importante: assistono a un incontro ravvicinato con extra terrestre che sorprendentemente spezza i piani illusori tra realtà e immaginazione, i pseudo turisti come ritorneranno a casa? Cominceranno a credere nelle presenze aliene sulla nostra terra e cosa vogliono da noi? Che siamo soltanto comuni mortali. Il regista statunitense analizza il nostro tempo e lo fa usando lo scetticismo degli adulti mentre i bambini diventano già consapevoli e meno impauriti dell’immaginario alieno. Con un retroscena esclusivo si alternano le sequenze in bianco e nero, come celebrazione del cinema muto laddove la verità pervade attraverso lo sguardo empatico e diretto tra lo spettatore e l’attore come in Asteroid City.

Asteroid City

Asteroid City. Fonte Facebook

Le carrellate panoramiche cambiano scenario a seconda dei personaggi che riserbano dialoghi stupendamente poetici e magnetici come nella sequenza in cui Midge Campbell, attrice insoddisfatta con il copione in mano, gli dice al fotografo Augie Steenbeck, padre delle due gemelline: “ricordami come un’ombra sullo specchietto retrovisore”.
Wes Anderson si contraddistingue della rappresentazione The French Dispatch (2021) che ha una visione più memoriale e antologica riguardante al tema del giornalismo, in questo caso nell’ultimo film in uscita vuole omaggiare la diversità, il sentimento oscillante non solo del mondo occidentale ed odierno ma vi è una rappresentazione atipica della società, una sorta di accettazione assoggettata dal proprio tempo e spazio, è uno specchio rovesciato di ciò siamo, disinteressati di fronte alla vita che si muove, alcuni preferiscono rimanere congelati dalla propria attività quotidiana ma forse possiamo essere come William Dafoe nel suo personaggio, mentre guarda in modo spudorato e fiero la telecamera senza esitazioni, afferma con voce rassicurante: “Cercate l’inerzia e poi sognate.”

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