MUSICA PER CAMALEONTI

12 Febbraio 2016
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di Cristina Ruffoni

 

 
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copertina per LP “Aladdin Sane”

 

“Il Rock e’ la piu’ importante espressione artistica di questo secolo ma io amo creare i personaggi, la narrativa, gli scenari, cosi’ sono attratto da piu’ direzioni..”
David Bowie

 David Bowie, rappresenta in assoluto, una delle rock star, che ha maggiormente influenzato e anticipato lo spirito, i movimenti e i cambiamenti nella musica, nell’arte e nella storia del costume, per intere generazioni, fin dal suo esordio. La sua estrema liberta’ e continua evoluzione, la sperimentazione instancabile e la visione potente, che interpretano le contraddizioni dello star system e della nostra societa’, alimentano e sono il simbolo di ciò che accadrà, dagli anni 70’ ad oggi, come gli stessi artisti e musicisti hanno sempre ammesso.

Con lui, si concretizza la contaminazione degli ambiti e viene abolita la distinzione tra cultura alta e bassa. Teatro e music-hall, avanguardia e cabaret, fantascienza e Psicanalisi, letteratura e fumetto, il mimo e il cinema, la moda e le arti visive. L’evoluzione compositiva dei suoi successi, prende corpo e si evolve nei generi musicali più disparati, dal glam-rock al punk, dalla new wave al dark gothic, dal soul al jazz, fino alla dance.

Il suo percorso creativo e’ strettamente legato alla sua esistenza e a cio’ che succede a Londra, a Los Angeles, a Berlino.

L’adolescente inquieto David Robert Jones ( 8-1-1947) nasce e vive in un sobborgo londinese di Brixton e la madre, cassiera di cinema, ha un figlio da un precedente matrimonio Terry, malato di schizofrenia, che si suiciderà negli anni ’80, ciò contribuisce ad influenzare il lato malinconico e oscuro di Bowie. Il centro di Londra, con i suoi locali notturni, attrae ed accende il ribelle saxofonista di allora, ispirato da gruppi musicali come i Beatles, Rolling Stones, Pink Floyd, Who, Young Birds. David cambia il cognome in Bowie “knife” e compone la prima ballata spaziale, Space Oddity, che due anni dopo, trasformata dagli arrangiamenti sinfonico-psichedelici di Paul Buckmoster, sara’ il suo primo successo, in concomitanza allo sbarco sulla Luna nel 1969.

David Bowie prevede il declino dell’era hippy e grazie agli insegnamenti del mimo e ballerino Lindsay Kemp, dal quale impara a controllare il suo corpo e a stare sul palco, s’ inventa una nuova e ambigua identità, con trucco, zatteroni, cappelli rossi e sete, un essere stellare, ispirato dal teatro giapponese kabuki, quella entità aliena, che con ammirazione John Lennon definisce: “rock’n’roll con Rossetto”.

Nel 1970, si unisce al chitarrista Nick Ronsom e al suo gruppo, ribattezzato: Spiders from Mars. Brani come Life on Mars? e Starman, decretano un successo strepitoso e l’ alter ego di Bowie, Ziggy Stardust, diventa l’idolo glam rock degli adolescenti europei, i neo-frikkettoni, soprannominati dudes.

David Bowie, capisce però, che non può più fermarsi e dopo aver spopolato, in compagnia di Iggy Pop, a Los Angeles, con le sue ballate romantiche e il suo rock’n’roll elettronico al limite del punk, decreta il ‘suicidio’ del suo personaggio, lo scioglimento degli Spider, abbandonando lustrini e paillettes, per fuggire a Berlino Est, allora, la città più controversa e complessa in assoluto.

E’ il momento del cinema espressionista di Lang e del cabaret brechtiano. Dopo l’album Low, in stile new wave, quasi tutto strumentale, giudicato troppo sperimentale, per essere prodotto all’ epoca, è proprio all’ ombra del Muro, che Bowie compone uno dei suoi capolavori senza tempo: Heroes.

“I, I will be King

and you, you will be queen

Through nothing will drive them away

We can be heroes, just for a day..”

Artisti come Andy Warhol, Cindy Sherman, David Hockney, Gilbert&George e Brian Eno, Lou Reed e David Lynch, riconoscono ed elogiano l’ originalità e le intuiztioni di David Bowie, che esplora e svela, l’esaltazione consumistica, l’urgenza della fuga, la distorsione della fama e l’apoteosi del narcisismo, il crollo delle ideologie e l’omologazione artificiale dell’universo in espansione tecnologica.

David Bowie lascia l’Europa, per Los Angeles, dove compone, nonostante una crisi profonda e l’uso delle droghe, Station to Station, che precorre il Rock elettronico d’avanguardia, mentre lui, si trasforma nel Duca Bianco.

Questo cambiamento radicale, coincide con una ricerca sull’ ethno-music e verso la musica dance, anticipando ancora mode e tendenze. China Girl, This is not America, Absolute Beginners e successivamente, Dancing in the Street, ballata e cantata con Mick Jagger, decretano il successo commerciale e mondiale di Bowie, nonostante alcuni pareri controversi della critica, che non è mai riuscita ad inquadrare e incasellare il camaleontico dandy del Rock.

Inizia parallelamente la sua carriera cinematografica, come interprete, il suo primo film: The man Who fell to Earth del 1976, di Nicholas Roeg, al lungometraggio “Just a gigolò” per la regia di David Hemings con Kim Novak e Marlene Dietrich.

Nel 1980, Jack Hofsiss gli offre la parte del protagonista a teatro di “Elephant Man”, un trionfo di pubblico e critica.

“Put your red shoes and dance the blues”, in Let’ Dance del 1983, risuona e si balla negli stadi dei suoi Tour ma Bowie ha già, nel frattempo, immaginato uno scenario differente , per il suo nuovo disco: Ashes to Ashes, un mondo surreale e sospeso tra sogno e apocalisse, con lui che emerge da un lago, come un clown crepuscolare ma attonito, di fronte a un mondo in trasformazione che non comprende. David Bowie è un precursore anche del videoclip, come in questo caso, con uno storyboard, che non è più solo un commento e una promozione del brano ma un vero e proprio nuovo medium, nel quale performance, danza, teatro ed elementi pittorici, si avvicendano e convivono. I suoi più frequenti collaboratori sono il pittore David Mallet e l’italo canadese Floria Sigismondi, con i quali crea veri e propri capolavori, come per i costumi ripresi dal teatro Dada, di Hugo Boll per il Cabaret Voltaire di Zurigo e il video ispirato a Francis Bacon, per il ritmo infernale di Dead Man Walking.

@catwalkyourself

@catwalkyourself

Con i Queen, Bowie registra un successo in tutte le hit-parade mondiali: Under Pressure e si dedica di nuovo al cinema, un cammeo memorabile, in Cristiana F, noi ragazzi dello zoo di Berlino e a fianco di Catherine Deneuve e Susan Sarandon in Miriam si sveglia a mezzanotte. Perfino dopo il successo di Furio, accanto al musicista e compositore Ryuichi Sakamoto per la pellicola di Nagiso Oshima, il pittore Julian Schanabel, lo chiama per interpretare Andy Warhol, nel suo film su Basquiat e Scorzese, lo vuole come Ponzio Pilato, nel film Le tentazioni di Cristo.

Nel 1995, in collaborazione con Brian Eno, David Bowie, attraverso delle sperimentazioni elettroniche, esplora la dimensione cyberpunk, ma con una visione pessimista, che non lascia nessuna speranza, neppure spirituale o religiosa.

Il matrimonio con la bellissima modella Iman nel 1992 e la nascita della figlia, portano una grande gioia ed equilibrio nella vita di Bowie, che celebrato anche in una retrospettiva al Victoria And Albert Museum, sembra essersi trasformato in un abile manager del suo meritato successo, lasciandosi alle spalle i cambiamenti, le metamorfosi e i rischi del passato.

Nel 2004, un intervento chirurgico improvviso, giustifica il ritiro dalle scene e l’interruzione dell’attività live dei concerti. E’ il tempo dei premi e dei riconoscimenti da parte del pubblico e della critica ma che per David Bowie, sono sempre stati considerati effimeri e non pertinenti al processo creativo e immaginifico.

Nel 2013, viene pubblicato a sorpresa The next Day, un folgorante ritorno elettronico sperimentale, che riunisce le melodie e i ritmi dal glam al jazz, tipiche di Bowie.

Per il suo sessantanovesimo compleanno, 8 Gennaio 2016, esce Black Star, ulteriore dimostrazione di come Bowie, trasformi ed interpreti, ogni volta, a livello narrativo, visivo e compositivo, quei linguaggi musicali, che nel passato, lui stesso, aveva sperimentato e amplificato, in realta’, si tratta di un ultimo regalo, prima della sua morte, dopo una dura lotta contro il cancro, il I0 Gennaio del 2016.

Per tutti coloro che lo rimpiangono e amano da sempre, David Bowie rimane un esempio costante e inesauribile di come si può, nelle epoche e senza distinzioni culturali, alimentare e riflettere i sogni degli altri.

 

 

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