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NON SOLO CANZONETTE – EPISODIO 11

26 marzo 2018
76 Views
di Danilo Longano

“ E tutto ciò che riusciamo a sentire

È più importante ”

Una cassa che batte, il disco finito che gira a vuoto sotto le grinfie della puntina. Il suono inutile di una televisione che gracchia da ore. Il mio respiro stanco. La pioggia ha ripreso a battere. Chissà  tra quale di questi suoni si nasconde quello che provo. Chissà quale parola descrive meglio il mio stato d’animo.

Non so come altro potrei descrivere tutte le sensazioni scaturite dall’ascolto di “Cosmotronic”, terzo disco di Cosmo elettro-cantautore di Ivrea.

E pensare che una volta, la cassa in quattro e suoni sintetici non mi piacevano nemmeno.

Cosmo racconta un po’ di se grazie agli arrangiamenti, ai suoni, ma anche tramite i suoi testi, sicuramente poco elaborati, ma molto diretti.

Le sue parole, cito testualmente, arrivano direttamente dal “buco del c**o del cuore”.

Concetto forte, intrigante, dissacrante. C’è spazio per gli omaggi alla vita, all’amore e alla morte in questo disco.

Ho scoperto Cosmo ascoltandolo distrattamente in radio. Non ricordo nemmeno se mi colpì al primo ascolto. E poi una volta metabolizzato il singolo, mi chiesi se non fosse il caso di approfondire e ascoltare tutto il disco. Cominciai da “Turbo”, apprezzando la vena critica nei confronti della società e il ritornello poco convenzionale.

D’altronde per scrivere qualcosa di interessante non è necessario rispettare la forma canzone in toto. Anzi, il ritornello così come lo concepisce Cosmo, spesso fa alzare il mio livello di attenzione, funziona come forma di richiamo e permette di scoprire dettagli e legami unici.

Gli arrangiamenti sono minimali, i beat sono granitici e fermi. Forse un po’ troppo ridondante la velocità e i pattern ritmici, ma la scelta è quasi d’obbligo se ci si vuole addentrare in questi generi.

Cosmo non ha paura di esporre le proprie esperienze e i propri sentimenti. “In sei la mia città“ e “L’amore”, si apre a descrivere ciò che per lui è importante, una dichiarazione dei valori e degli affetti fondamentali nella sua vita.

Mentre ascolto il disco, mi chiedo se i testi avrebbero potuto essere un poco più raffinati, poetici.

Improvvisamente invece, vengo colpito dalla semplicità di parole e storie che potrebbero rappresentare tutti. Spingendosi oltre le banalità, usando un linguaggio semplice e puro, Cosmo arriva facilmente al cuore delle persone.

E non manca di soddisfare neanche quelli che cercano dei contenuti musicali articolati, grazie al secondo disco, di cui dirò solo che è da ascoltare a volume sostenuto, nella serata giusta.


Perché ballare è anche capire senza domandare, mentre la verità è quello che stai provando per scoprire poi semmai di volersi un po’ bene.

Gustatevi questo disco, spolpatelo per bene.

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