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PITTI UOMO E L’ESTATE CHE VERRÀ

16 Giugno 2019
308 Views
di Eleonora Attolico

Una congiuntura difficile. Si chiudono i battenti della Fiera della Moda maschile, ventiquattro ore prima della scomparsa del fiorentino più celebre, il regista Franco Zeffirelli. Pitti Bimbo e la festa di San Giovanni, la prossima settimana, saranno segnate da questa perdita che affligge la città. Cerchiamo di volgere lo sguardo indietro e raccontare cosa è successo nei giorni di Pitti Uomo. A Firenze eravamo proiettati sull’estate del 2020. Negli stand della Fortezza da Basso, i compratori hanno fatto i loro ordini di moda maschile. Erano 18.500, in flessione.  L’AD di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone, ha fatto una lucida analisi: “È un anno difficile, osserviamo una frenata dell’economia globale. Alcuni mercati sono in crescita, come Francia, Turchia, Hong Kong, Belgio e Russia. Altri calano, come Germania, Spagna e Giappone”. La speranza sono i consumatori cinesi sempre più attratti dalla moda italiana. E se la Cina era, non a caso, il Paese ospite d’onore di questa edizione, la presenza del CEO di Alibaba, Michael Evans è un segnale sulle potenzialità delle nostre piccole e medie imprese di abbigliamento e accessori. Evans, infatti, ha presentato insieme ai collaboratori, il trampolino di lancio per “bucare” il Dragone. Si tratta della piattaforma di e-commerce Tmall volta a raggiungere chi, magari residente tra Xian e Pechino, in una cittadina piccola, sogna un capo italiano ma non lo trova in boutique.
Tornando agli stand del Pitti Uomo, si notavano parka tecnici, blazer, redingote e giubbotti ma anche costumi da bagno, cappellini da baseball e  completi in lino e cotone beige o tabacco. Le trovate non mancano. Vilebrequin reinterpreta il Casual Friday per passare direttamente dall’ufficio alla spiaggia. Da un pantalone arancione a tubo, si intravede un costume da bagno verde-dentifricio.

Moda e Cultura. E se la moda è cultura, secondo le parole del Ministro Alberto Bonisoli venuto ad inaugurare la kermesse nella Sala dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, le suggestioni artistiche possono nutrire lo spirito: ecco allora i busti di donna scolpiti da Desiderio da Settignano e dal Verrocchio in una mostra a Palazzo Strozzi visitabile fino al 14 luglio. I corpetti di marmo rivelano un bottone, un merletto, un’asola. La sindrome di Stendhal è il minimo che ti possa capitare. Moda e cultura profondamente intrecciate. Come per la sfilata di Ferragamo, in Piazza della Signoria. Un doppio show. Da una parte la collezione disegnata da Paul Andrew con l’utilizzo di colori tenui come giallo banana o rosa. Dall’altra, il restauro della fontana del Nettuno. Tornando alle sfilate, si può considerare avanguardista la prova di Marco De Vincenzo che ha presentato la collezione in una serra Liberty. Seti cangianti, argento e visiere da supereroe.

Moda ecosostenibile. Ne parlano tutti salvo poi spedire inviti di carta grandi come lenzuola, vedi il bigliettone fluo di MSGM per la sfilata uomo al Nelson Mandela Forum. Una collezione fresca, anche se il calzino bianco a mezzo polpaccio abbinato alla ciabatta da piscina è improponibile. Curiosando nei padiglioni della Fiera, si scoprono interessanti novità che riguardano la natura, la fauna e il clima. Chimborazo pensa a costumi da bagno stampati a motivo “animali in estinzione” come rinoceronte, boa o pesce scorpione. L’emergenza climatica ispira un marchio storico come Schneiders Salzburg che ha disegnato un bel 3/4 in microfibra idrorepellente e un interno termico leggerissimo. Spiega il nuovo amministratore delegato Wolfgang Binder: “L’abbigliamento deve riscoprire la vocazione alla funzionalità e rispondere alle esigenze dovute all’instabilità del clima”.
Da non perdere l’esposizione di Salvatore Ferragamo a Palazzo Spini Feroni. Si chiama “Sustainable Thinking” e spiega l’economia circolare in relazione all’arte e alla moda. Dura fino all’8 marzo 2020. Poco lontano, fino al 30 giugno, in via Tornabuoni a Palazzo Larderel la mostra ambientalista della fotografa Anne de Carbuccia. Il titolo dice tutto: “One planet one future”. Immagini che spezzano il cuore e parlano più di tante convenzioni internazionali.

Vintage tra Settanta e Novanta. Resiste il vintage. Le sneakers Lumberjack ricordano quelle di Neil Young e Rod Stewart ma oggi sono prodotte con una tecnologia nuova. Mixare l’antico e il moderno, guardare al passato con una sensibilità diversa. Ci ha scommesso Emilio Pucci con un libro edito da Rizzoli: “Unexpected Pucci” dove si ripercorrono i progetti di interior design dalla fondazione ai giorni nostri. Il volume è stato presentato nei saloni del Palazzo di famiglia. Uno degli appuntamenti più eleganti di questi giorni. E se di vintage parliamo, un occhio rivolto agli anni Novanta è quello della sfilata show di Luisa via Roma, in Piazzale Michelangelo. Abiti storici di Christian Lacroix o Helmut Lang ma anche omaggio a Karl Lagerfeld recentemente scomparso. Ma non si dimentica il lavoro di Gianni Versace, Giorgio Armani e Ermanno Scervino.

A qualcuno piace caldo. Con l’afa di questi giorni il Museo è un luogo ideale dove rifugiarsi. Meglio ancora se ad alto contenuto glamour. Prendiamo Palazzo Pitti dove si può visitare l’esposizione “Romanzo breve di moda maschile”. Curata da Olivier Saillard, ripercorre trent’anni di eleganza. È una occasione per riflettere. Spiega nell’introduzione al catalogo, l’acuta giornalista Suzy Menkes: “Oggi si assiste al ritorno del taglio classico anche se trasformato. Giacche monopetto a un solo bottone, allacciatura laterale, abiti indossati a petto nudo…” Ha ragione. Lenny Kravitz, dopo la sfilata di Luisa via Roma, si è esibito senza Tshirt, un giubbottino gli copriva le spalle e una catena d’oro lavorata a corpetto lasciavano vedere una tartaruga che, a 54 anni, non è da tutti. Mettiamo un punto fermo: il torso nudo, per chi se lo può permettere, è in forte ascesa. Lo dimostra la sfilata di Clare Waight Keller, la designer a capo di Givenchy che, nei giardini di Villa Palmieri, ha interpretato questa visione contemporanea dell’uomo di oggi. Modelli venuti da tutto il mondo, eterei, pantaloni affusolati, giacche che cadono a pennello. Senza camicia. Qualche volta. Con eleganza.

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