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Ritorno al crimine

di Noemi Stucchi e Miki Solbiati

Eccoli ancora lì, Alessandro Gassman, Marco Giallini e Gianmarco Tognazzi nelle vesti del tipico trio del buono, del brutto e del cattivo. Ve li ricordate? Li avevamo lasciati così, immischiati con la Banda della Magliana e viaggi nel tempo tra il 2018 e il 1982.

poster locandina del fil "Ritorno al crimine"
Sì, perché di quel film Non ci resta che il Crimine (una ripresa che cita quel “Non ci resta che piangere” di Massimo Troisi) è uscito il seguito: Ritorno al Crimine.
Oltre a Giallini, Gassman, Tognazzi e Edoardo Leo questa volta al cast si aggiunge Massimiliano Bruno (regista e attore), Carlo Buccirosso, Giulia Bevilacqua, Gianfranco Gallo, con la partecipazione di Loretta Goggi.

Dopo il successo del primo film (ne abbiamo parlato qui nell’articolo di Marta Dore), lo stavamo aspettando con impazienza. Avremmo voluto vederlo al cinema, poi il lockdown e il rinvio dalle sale cinematografiche per ben due volte: è così che il 12 luglio lo abbiamo visto in streaming su Sky (Now TV).
Una sfida per il regista (e attore) Massimiliano Bruno:

«Era indispensabile che venisse trasmesso, stiamo montando il terzo capitolo della serie.»

Cosa fareste se potessimo tornare indietro nel tempo? Probabilmente volgeremmo le cose a nostro favore per fare una valanga di soldi. Oltre ai propri interessi, questa volta i protagonisti dovranno tornare indietro nel tempo per sistemare il corso degli eventi. Il film mischia gag comiche al genere dell’action movie. In un confronto con il primo film Non ci resta che il crimine, il secondo capitolo della trilogia Ritorno al Crimine porta avanti la stessa linea calcando la mano sull’aspetto comico. Sì alla spensieratezza, unica parola d’ordine del film. Una firma, quella del regista Massimiliano Bruno, che cita lo stile della commedia degli anni ’70 cavalcando l’onda del “neorealismo della risata”.

una scena del film con Marco Giallini

Photo credits: Sky

Anche per Ritorno al crimine i cattivi sono i malavitosi, questa volta camorristi di periferia. Tutti super cattivi, tranne Carlo Buccirosso con la parte del buono. A cambiare è l’ambientazione che si estende da Roma a Napoli, in uno scambio di tempi tra passato e presente.

Tra frivolezze e super cattivi di periferia, la commedia calca la mano sulle battute comiche fino all’esagerazione strizzando l’occhio a quei film polizieschi fatti di inseguimenti e sparatorie.
Senza svelare la storia, dal comunicato stampa si legge che:

«Per inseguire una donna che scappa possono esserci varie ragioni, o è la donna della vita oppure è una che ha trafugato un sacco di soldi. E così Sebastiano, Moreno, Giuseppe e Gianfranco si ritrovano a Monte-Carlo sulle tracce della dirompente ragazza che aveva rapito il cuore di uno e i soldi di tutti.»

Questo l’incipit delle svariate disavventure che porterà Giallini, Gassman e Tognazzi a scontrarsi con Ranieri (Claudio Buccirosso) il mercante d’arte che ha fiuto per gli affari, la figlia contesa Lorella (Giulia Bevilacqua), e un boss, Renatino De Pedis (Edoardo Leo). Quest’ultimo viaggerà nel “futuro” fino ad approdare nel nostro presente, tra tecnologie mai viste e gag divertenti.

Come finirà la trilogia? Ecco un’anticipazione: sono terminate le riprese dell’ultimo terzo capitolo della trilogia dal titolo C’era una volta il crimine. La trama? «Andiamo nel 1943 e la Banda della Magliana sconfigge sonoramente i nazisti», preannuncia Massimiliano Bruno.
Dovrebbe uscire questo inverno e Non ci resta che… aspettare di vederlo!

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