News
miart 2019 (aprile 10, 2019 8:51 am)
Il MIA, oltre la fotografia (aprile 1, 2019 2:41 pm)
Tiziana Cera Rosco: la Sposa Uccello (marzo 26, 2019 12:42 pm)
Iaia Filiberti, Cappelline (marzo 20, 2019 10:39 am)
I paesaggi prediletti di Franco Albini (marzo 20, 2019 10:35 am)
Cristina Ruffoni, I miracoli della vita (marzo 20, 2019 10:35 am)
Domani è un altro giorno (marzo 20, 2019 10:35 am)
Croce e delizia (marzo 20, 2019 10:35 am)

“Fin de partie” di Gyorgy Kurtag alla Scala

25 Gennaio 2019
77 Views
di Carlo Schiavoni

“Fin de partie” di Gyorgy Kurtag (nato il 19 febbraio 1926) ha finalmente avuto il suo battesimo sul palcoscenico della Scala. Scriviamo “finalmente” non a caso: l’opera ha avuto una gestazione lunghissima. Sono stati necessari sette anni a Kurtag per comporre la propria prima fatica teatrale. “Finale di partita” si basa sul testo di Samuel Beckett: Kurtag ne mette in musica un quarto del capolavoro di Samuel Beckett. Si sbaglierebbe ad accumunare Kurtag all’avanguardia di Stockhausen, Nono o Boulez. Le sue miniature musicali, o meglio i suoi “aforismi” in musica, rimandano idealmente ad Anton Webern. Kurtag è al contempo profondamente legato alla propria terra d’origine: la sua scrittura contiene echi folcloristici che rimandano a Bela Bartok. Risuonano in orchestra un cimbalom e due fisarmoniche russe. La scrittura di Kurtag conferisce all’opera un colore scuro in un organico orchestrale in cui predominano viole e violoncelli rispetto ai violini: questi ultimi sono dieci in totale. Una lode particolare va rivolta al maestro Markus Stenz, la cui bacchetta mette in luce tutta la ricchezza dell’orchestrazione dell’anziano compositore così come la leggerezza cameristica con cui è trattato l’ampio organico di un’orchestra sinfonica. Un ruolo non meno importante nel successo di questa prima assoluta, lo ha avuto la regia di Pierre Audi, giocata com’è sulla recitazione di quattro inarrivabili cantanti attori. Domina la scena, ideata da Christof Hetzer che firma anche i costumi, il rifugio dei quattro protagonisti. A cambiare è la prospettiva con cui lo spettatore l’osserva in ciascuno dei quattordici numeri che compongono l’opera. Leonardo Cortellazzi e Hilary Summers hanno costituito la coppia Nagg e Nell; Frode Olsen e Leigh Melrose hanno vestito i panni di Hamm e Clov.

La scena è dominata dal rifugio dei protagonisti: in scena, Leigh Melrose e Frode Olsen (crediti fotografici: Teatro alla Scala@Brescia & Amisano)

“Fin de partie” di Gyorgy Kurtag; Teatro alla Scala dal 15 al 25 novembre 2018; direttore: Markus Stenz; regia di: Pierre Audi; scene e costumi: Christof Hetzer; personaggi e interpreti: Nagg:Leonardo Cortellazzi; Nell: Hillary Summers; Hamm. Frode Olsen; Clov: Leigh Melrose; coproduzione Opera Nazionale Olandese, Amsterdam.

Un primo piano dei protagonisti: da sinistra Hillary Summers, Leonardo Cortellazzi e Frode Olsen (crediti fotografici: Teatro alla Scala@Brescia & Amisano)

Lascia un commento