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Taxi driver

Taxi Driver

15 Novembre 2023
424 Views
di Marta Dore

Ventisei: è il numero di film girati da Martin Scorsese in 56 anni di carriera come regista di lungometraggi. Oltre a questi, Scorsese ha firmato 20 documentari e 14 corti, compresi spot pubblicitari (per Armani, Chanel, Dolce & Gabbana) e video clip musicali (per Michael Jackson e Robbie Robertson). Poi c’è il suo lavoro di produttore e quello di attore. E ci sono i riconoscimenti e i premi ricevuti, troppi per elencarli qui. Una vita artistica decisamente piena e per una volta non si ha paura di usare espressioni enfatiche come ‘monumento della cinematografia americana’, o simili.

Taxi Driver

Il suo ultimo film, Killers of the Flower Moon, in sala in queste settimane, è stato un ennesimo enorme successo di questo infaticabile ottantunenne (il 17 novembre), il racconto epico della violenza su cui sono nati e poi sono stati costruiti gli Stati Uniti d’America. Nel cast, come co-protagonista insieme a Leonardo DiCaprio, c’è Robert De Niro.

Taxi driver

Taxi Driver (1977) è stato invece il primo lungometraggio importante di Martin Scorsese, premiato a Cannes con la Palma d’Oro come miglior film. Anche qui il centro tematico è la violenza, ma è una violenza molto diversa da quella raccontata in Killers of the Flower Moon, e anche qui c’è un gigantesco Robert De Niro, che aveva appena vinto un Oscar come miglior attore non protagonista per il film Il Padrino – Parte II, grazie all’interpretazione di Vito Corleone da giovane.

robert de niro

In questo periodo si può vedere (o rivedere) Taxi Driver su Netflix ed è un’occasione da non perdere per chi volesse godersi un capolavoro, legandolo magari alla visione dell’ultimo film di Scorsese. È sempre interessante osservare l’evoluzione di un regista, di un monumento, dicevamo; è interessante individuare che cosa è rimasto, che cosa è cambiato.

taxi driver robert de niro

È rimasto De Niro, appunto, che ha lavorato con Scorsese moltissime volte, ogni volta come un gigante (pensiamo a Toro Scatenato!), e che nel film del 1977 interpretava Travis Bickle, un reduce del Vietnam vagamente disadattato, a suo modo dolcissimo e romantico, che a causa della sua insonnia decide di impiegare le notti per lavorare: diventa tassista, poi un vendicatore delle violenze metropolitane e infine, paradossalmente, un eroe (perché gli States devono trasformare tutto in epica). In questo film, De Niro dà vita ad alcuni cammei che resteranno per sempre, come la famosa scena davanti allo specchio: ‘Dici a me?’.

taxi driver

È rimasto anche il tema della violenza, ma in Taxi Driver è sì una violenza agita, ma soprattutto strutturale (forse proprio perché gli Stati Uniti sono nati sulla violenza, come Scorsese denuncia in Killers of the Flower Moon) e Travis in fondo ne è la prima vittima.

jodie foster

Tutta diversa è l’ambientazione: qui una New York notturna e sporca, e popolata da prostitute anche giovanissime (una Jodie Foster di 13 anni), magnaccia, piccoli teppisti, grandi delinquenti, ricconi con le escort. La fotografia è impastata e morbida, stupenda, in totale armonia con il motivo jazz che torna e ritorna, composto da un altro monumento, Bernard Herrmann, e diventato anch’esso un grande classico.

taxi driver martin scorsese

Ho visto Taxi Driver con mio figlio di 15 anni, che lo ha trovato meraviglioso. A volte i film, anche quelli più osannati, invecchiano e non riescono più a parlare alle nuove generazioni. Taxi Driver no, esercita ancora pienamente il suo fascino perfino sugli adolescenti. Un capolavoro, davvero.

taxi driver

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