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Tutta colpa di Alfredo, una sera a teatro.

11 Giugno 2018
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di Federica Piergiacomi

Milano, un venerdì sera, un giovane uomo, Alfredo, cammina su e giù in una stanza.
Alfredo si trova in un forte stato di indecisione che gli fa girare la testa, si è offerto di mostrare la città ad una ragazza francese, Loise.

 Milano è una città ricca di opportunità, sia dal punto di vista culturale, sia dal punto di vista ricreativo. Difficile annoiarsi, facile essere combattuti. Quale evento potrebbe essere più interessante?

Ed è esattamente questo il motivo per il quale ad Alfredo tremano le ginocchia.

Sempre più combattuto il nostro amico ha improvvisamente un’idea, il teatro. Grande passione di Alfredo fin da bambino.

Di spettacoli da vedere in città ce ne sono tantissimi, produzioni più o meno grandi, lirica, prosa, monologhi, musical, ma in poco tempo una nuvola si para davanti all’idea luminosa di Alfredo, gettando un’ombra molesta sulla sua serata: la lingua, Loise non parla bene l’italiano e il teatro potrebbe annoiarla.

Alfredo è spiazzato, nuovamente riprende a torturarsi la mente per cercare qualcosa di interessante e rappresentativo da farle vivere. Decide di chiedere aiuto ad un amico, che si rivela sempre molto disponibile, anche se non sempre affidabile, Internet.

Navigando tra le turbinose acque della rete, viene abbordato da un’insolita proposta. Il Teatro Verdi propone una serata in compagnia di Duda Paiva e le sue creature.

Alfredo si ritiene soddisfatto.

 In un’unica mossa è in grado di mostrare Milano con le sue attenzioni alle piccole cose, se stesso attraverso il suo amore per il teatro e la lingua non risulta essere un problema perché lo spettacolo si rivela un incastro di teatro, immagine e danza che arrivano dritti allo stomaco senza la pretesa di un testo lungo e complesso.

La tradizione del teatro di figura e più in generale del teatro visuale a Milano è purtroppo ancora poco diffusa.

Siamo abituati ai pupi e alle marionette classiche dei Colla e spesso inseriamo questo tipo di teatro nel cassetto delle cose noiose da evitare se non vogliamo rischiare la brutta figura di cadere addormentati su una poltrona rossa. Ma sbagliamo. Teatro di figura ce n’è veramente tanto e delle tipologie più svariate, in Europa sono presenti diversi festival sul tema, come quello di una piccola cittadina della Spagna, Lleida.

 

www.titelleslleida.com

Noi in Italia non ne abbiamo ancora acquisito pienamente il linguaggio e le possibilità. È relegato a teatro per i più piccoli, forse per la presenza di pupazzi. Ma esiste un teatro visuale basato sul racconto attraverso l’immagine, in cui spesso la parola è assente o utilizzata molto poco, che lascia libero il pupazzo di interagire con l’attore e l’attore di interagire col pupazzo in una crescente dose di magia.

Ne abbiamo avuto un assaggio insieme ad Alfredo e a Loise durante Blind lo spettacolo di Dudu Paiva che ci ha raccontato il momento molto personale, quello che l’ha portato temporaneamente alla cecità, e che l’ha visto avvicinarsi al teatro e diventare un marionettista incredibile, con una forte dose di poesia mischiata a danza e teatro, che ha, non solo lo scopo del racconto, ma anche una funzione taumaturgica sia per lo spettatore che per chi sale su un palcoscenico e ci permette di mettere le ali alla nostra fantasia.

www.youtube.com/watch?v=QJh3HfCC-nE

Per questa magnifica esperienza dobbiamo ringraziare il Teatro Verdi, piccolo ma delizioso teatro nel quartiere isola. Nato nel 1975, il Teatro del Buratto, che riunisce il Teatro Verdi e il Teatro Bruno Munari, ha sempre dimostrato un’attenzione al “teatro totale” intendendolo come un accostamento di tutti i generi, dalle tradizionali tecniche d’attore alla ricerca di un teatro d’animazione, appunto, dove la parola è assente (o quasi).

Dalla stagione 2007/2008 inoltre porta avanti un festival IF Festival Internazionale di Teatro di Immagine e Figura che dura tutto l’anno incentrato proprio sul teatro di figura, comprendendo anche teatro d’animazione e teatro visuale.

www.teatrodelburatto.it

Un invito a tutti a fare come Alfredo e a scoprire e a far scoprire agli amici un piccolo gioiellino nel cuore di Milano per lasciarsi affascinare e trasportare in un sogno.

 

 

 

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