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Le voci sole

di Francesca Bianchessi

chi sono le voci sole

Chi sono le voci sole? “Voci sole” è il termine che viene associato a quegli utenti in rete che urlano i loro commenti crudeli, quei commenti da ignorare. Da questa definizione prende il nome il film “Le voci sole” uscito nel 2022 per la regia di Andrea Brusa e Marco Scotuzzi, che è il film di cui parliamo oggi.

un film con Giovanni Storti, Alessandra Faiella e Davide Calgaro

A dire la trama, sembra fin troppo semplice: Giovanni (Giovanni Storti; “Chiedimi se sono felice” 2000; “Tre uomini e una gamba” 1997) è costretto a partire per la Polonia perché là ha trovato un lavoro. A casa lascia la moglie, Rita (Alessandra Faiella), e un figlio dell’età del liceo (Davide Calgaro). Alle difficoltà di stare da solo, lontano da casa e problemi linguistici (in tempo covid, per giunta) se ne aggiunge un’ulteriore: Giovanni è un pasticcione in cucina. Rita allora, preoccupata, gli insegna a fare una pasta al sugo in videochiamata, il figlio carica il video su internet e da lì il successo. Non sono più solo “Rita e Giovanni” ma diventano “Rita e Giovanni di internet”, quelli che fanno i video di cucina.

Oltre alla trama del film

Ve l’ho detto che la trama la faceva semplice. Se però vi è caduto l’occhio sulla locandina o avete visto il trailer, avrete già capito che tipo di film è: un film estraniante, in cui c’è poco da ridere. Il rapporto tra i due, bisticciato ma tenero, diventa una rincorsa al video, alle visualizzazioni, agli sponsor. Adesso è quello che fa guadagnare da vivere alla famiglia. Pian piano, il solo contatto umano che Giovanni aveva con la famiglia, diviene un guinzaglio troppo stretto, anche perché è lui il principale bersaglio di queste voci sole.

Le voci sole Giovanni Storti

Nieminen Film

Se già la sua solitudine e lontananza non fosse abbastanza, il montaggio fa pesare il tutto, caricando il senso di straniamento alternando la storia principale alle immagini della fonderia dove lavora Giovanni. Panoramiche sull’acciaio, i forni, le pile di rottami e operai piccoli piccoli e irriconoscibili, inquadrature accompagnate da un’ottima scelta di colonna sonora e suoni. Non solo: dominano i colori freddi in questa pellicola, con la sola eccezione di Rita quando sono nel “periodo d’oro” dei loro video.

Non c’è una vera sorpresa del finale (comunque adesso dico come finisce e, se non volete saperlo, andate dritti al prossimo paragrafo). Quando la distanza umana tra i due si fa troppo pesante, Giovanni smette di fare i video. Rita continua da sola ma, ben presto, non trova più le motivazioni per continuare a fare questi video, diventa anche lei vittima delle voci sole e scappano, lei e il figlio, verso la Polonia.

Nieminen Film

Di nuovo, la trama non riserva grandi sorprese ciononostante dà dei bei spunti di riflessione. Ad esempio non c’è nessuna demonizzazione di “internet”, cosa niente affatto scontata. Grazie alla rete Giovanni trova lavoro e grazie ad un’app dialoga con i suoi colleghi, perché non sa il polacco, ma non conosce nemmeno l’inglese. Spesso in questo genere di film il World Wide Web diventa il nemico principale, invece qui no. È un dramma totalmente umano e l’ho molto apprezzato.

Un altro spunto che offre la pellicola, e che in parte si ricollega a quello precedente, è il “non dialogo”. Gli unici due personaggi che parlano tra di loro senza mediazione tecnologica sono Rita e il figlio. Tutti gli altri dialoghi sono chiamate, videochiamate, trasmissioni radiofoniche o intermediate da un app linguistica.

È straniante come film perché realistico. Non si perde in frivolezze e non aggiunge nulla alla trama che non sia necessario. Un film asciutto che vede tanti personaggi intrecciati in una trama ma che non si intrecciano tra di loro. Tanto che viene da chiedersi, come all’inizio di questa recensione: “Chi sono le voci sole?”

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