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Il Sol dell'avvenire di Nanni Moretti

Il Sol dell’avvenire

tramadi Marta Dore

Il Sol dell’avvenire

Nanni Moretti è tornato, evviva Nanni Moretti! È tornato ed è invecchiato, ma lui lo sa e lo mostra senza sconti, con l’autoironia che gli è propria e una malinconia matura e commovente.

Nanni Moretti Regista

Nanni Moretti è tornato, è invecchiato e non prova a negarlo: non insegue mode cinematografiche (o televisive) contemporanee; anzi, rivendica la sua maturità, i suoi tic da anziano (che per la verità ha sempre avuto), le sue manie, il suo amore per il cinema classico e per la canzone italiana tradizionale.

Il Sol dell'avvenire Nanni Moretti ultimo film

Nanni Moretti è tornato con un film che appartiene al genere metacinema. Il Sol dell’avvenire contiene infatti almeno tre film: questo di Nanni Moretti; quello che gira il suo personaggio Giovanni (alter ego di Moretti stesso come tipico di molti suoi film precedenti, da Ecce Bombo a Caro Diario) e quello che sta producendo Paola, la moglie di Giovanni, interpretata da Margherita Buy. Poi ci sono citazioni di altri vecchi film, suoi (un esempio per tanti: c’è l’identica copertina dentro cui si avvolgeva in Sogni d’oro) e di altri, a partire dalla Dolce Vita di Fellini, che del resto era metacinema pure quello.

Nanni Moretti regista

La trama quindi è complicata: Giovanni è un regista settantenne e di sinistra che sta girando un film ambientato nella Roma del 1956, anno della grande nevicata e dell’ingresso delle truppe sovietiche a Budapest dopo la rivolta ungherese; il protagonista è Ennio, un sempre meraviglioso e dolcissimo Silvio Orlando, giornalista dell’Unità e segretario della sezione romana di Quarticciolo, che dopo aver invitato nel suo quartiere un circo ungherese si trova in grandi ambasce, insieme alla compagna Vera (Barbara Bobulova), a causa dello schieramento del Pci di Togliatti al  fianco alla scelta violenta e repressiva dell’Urss contro i rivoltosi di Budapest. Paola, moglie di Giovanni da 40 anni, sta intanto producendo un altro film, di quelli che piacciono a Netflix, dove una continua tensione e la profusione di violenza (gratuita) tengono attaccati allo schermo gli spettatori. Non solo: Paola, all’insaputa di Giovanni, sta andando da uno psicanalista per trovare il coraggio di lasciare un marito complicato e ingombrante, con cui ha sempre parlato di tutto tranne che del loro rapporto. Intanto la loro unica e giovane figlia Emma (Valentina Romani), compositrice, si fidanza con un ultra sessantenne polacco…

Silvio Orlando

Potrebbe sembrare un film politico, quest’ultimo lavoro di Moretti, una riflessione amara su come sono andate male le cose per il comunismo italiano, e di certo c’è anche questo aspetto. Ma di fatto si tratta di un film d’amore e sull’amore. L’amore frustrato per la politica, certo, ma soprattutto per il cinema e la sua missione narrativa e valoriale (la rappresentazione della violenza deve servire a suscitare rigetto per la violenza, non può essere un elemento di fascinazione).

Silvio Orlando in Il Sol dell'avvenire

E poi è una riflessione sull’amore romantico, sia quello che sta nascendo sia quello maturo, e sull’angoscia esistenziale che produce un abbandono dopo 40 anni insieme. E ancora, il Sol dell’avvenire è anche un inno d’amore per la canzone italiana, che tipicamente parla d’amore: ascoltiamo e cantiamo Lontano Lontano di Luigi Tenco, la Ballata dell’Amore Perduto di Fabrizio De André, Voglio vederti danzare di Franco Battiato, fino a Sono solo parole di Noemi.

Margherita Buy e Nanni Moretti

Infine, c’è l’amore per il ballo e in questo film ci sono balletti indimenticabili, rigeneranti, buffi e tenerissimi.

Nanni Moretti e Margherita Buy

L’amore dunque, ma un tema del film è anche la fine delle cose: di un matrimonio, di un’ideologia in cui tanti avevano tanto creduto, di un certo modo di fare cinema, della vita stessa. E infatti, soprattutto dopo la meravigliosa parata finale, si esce dal cinema con il dubbio che questo sia una sorta di testamento di Nanni Moretti. Se infatti il film inizia su note più leggere, che portano a quelle risate che Moretti da sempre sa far nascere, man mano che le vicende avanzano prende il sopravvento una nota sempre più malinconica, che porta a momenti di vera commozione, e ci si ritrova più volte sulla soglia delle lacrime.

Il Sol dell'avvenire Nanni Moretti

Nanni Moretti è tornato, dicevamo, dopo un lavoro non ben riuscito come era stato Tre Piani, e non solo si è solo riscattato, ma ci ha fatto un regalo dolcissimo e di grande valore artistico e umano.

Nanni Moretti

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