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Gli anni più belli

20 Febbraio 2020
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di Marta Dore

Chi è nato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta si prepari a un viaggio in un continuo amarcord, attraverso immagini, fatti, musiche, modi di dire che appartengono al percorso di vita di ognuno di loro, dai 13 ai 50 e più anni. Chi è nato tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta si prepari insomma a commuoversi.

I tre protagonisti da ragazzini. Da sinistra, Matteo De Buono (Riccardo), Francesco Centorame (Giulio), Andrea Pittorino (Paolo).

Gli anni più belli racconta le vicende di tre amici fraterni fin dalla pubertà, Giulio (Pierfrancesco Favino), Paolo (Kim Rossi Stuart) e Riccardo (Claudio Santamaria), che si intrecciano con quelle di Gemma (Micaela Ramazzotti), che prima o poi li fa innamorare tutti quanti, e non sempre a turno.

Giulio, Gemma, Paolo

Si inizia pressappoco al Tempo delle mele e si attraversano importanti fatti storici di questi quasi 40 anni: le manifestazioni studentesche, il crollo del Muro di Berlino, Mani Pulite, le Torri Gemelle, l’ascesa di Berlusconi prima e del grillismo poi.

Lungo tutto questo, ci sono i fatti della vita dei quattro protagonisti, i successi, le delusioni, le speranze, gli amori, i fallimenti. Chi da figlio di meccanico diventa un ricco e famoso avvocato a costo del sacrificio dei propri ideali di gioventù, chi faticosamente corona il suo amore per lo studio delle lettere, chi sceglie sempre (o quasi) l’amore sbagliato, chi fa del velleitarismo la cifra della sua vita, chi si tradisce, chi si abbandona, chi non si lascerà mai.

In tutto questo fluire di vita e di vite, Gabriele Muccino realizza un grande affresco dell’Italia degli ultimi quattro decenni e lo fa a modo suo, secondo la sua cifra più tipica: mettendo al centro storie di relazioni, donne, uomini e famiglie, che lui racconta con passionale afflato, la telecamera addosso agli attori che recitano a più non posso, con il corpo e con la voce, e la musica di Nicola Piovani ad amplificare ogni momento di forte valenza emotiva.

Kim Rossi Stuart e Micaela Ramazzotti nei ruoli di Paolo e Gemma

Gli interpreti sono i migliori che abbiamo su piazza: a cominciare da Pierfrancesco Favino, che regala colori espressivi al suo Giulio, a Kim Rossi Stuart, perfetto nel ruolo di Paolo, eternamente malinconico. Brava anche Micaela Ramazzotti, ancora una volta scelta per recitare la parte di una bella, svampita e perduta, che lei però sa connotare di spessore drammatico e di una adorabile dolcezza.

Alla fine, verrebbe da pensare, che gli anni più belli non siano quelli della giovinezza, tormentata e fragile, ma quelli della maturità, quando i quattro amici si ritrovano, forse disillusi, ma anche più pacati e risolti. Certamente di nuovo amici.

Riuniti a Capodanno, lo sguardo verso il futuro. La storia continua

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