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“The Bassarids” di Hans Werner Henze a Salisburgo l’estate scorsa

19 ottobre 2018
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di Carlo Schiavoni

“The Bassarids” o “ Die Bassariden” di Hans Werner Henze (1926-2012) videro la luce proprio al Festival di Salisburgo nel 1966. Vi tornano in una pregevolissima edizione per il Festival di quest’anno. Firmano il libretto, tratto dal “Le Baccanti” di Euripide, Wyston H. Auden e Chester Kallman, che già collaborarono con Henze per l’”Elegia per giovani amanti” ovvero “ Elegie fuer junge Liebende”. Il compositore descrisse la sua opera come “ Le Baccanti di Euripide rilette e presentate da due poeti moderni. Il testo descrive il conflitto drammatico tra eros e repressione e la vittoria di Dioniso, dio vendicativo, sul suo avversario e persecutore, il giovane Penteo, monoteista re di Tebe. La musica per il dramma è stata composta nella forma di una sinfonia in quattro tempi. “ Il primo movimento infatti è in forma di Sonata; il secondo è uno Scherzo, mentre il terzo si compone di una Introduzione, un Intermezzo- Il giudizio di Calliope-, seguito da un Adagio e Fuga; infine il quarto possiede la forma di Passacaglia. Tale ripartizione non è casuale: Henze compose l’opera mentre era impegnato nell’ascolto e nello studio delle sinfonie di Mahler. Della Quinta sinfonia riecheggia una citazione nel duetto tra Dioniso e Penteo. Nella scrittura di Henze si percepisce la grande tradizione di cui egli è erede. L’opera “The Bassarides” è un capolavoro della seconda metà del ventesimo secolo in cui il mito rivive in tutta la sua modernità. La porta al successo la direzione di Kent Nagano, appassionata e analitica nello stesso tempo: i Wiener Philharmoniker si dimostrano inarrivabili anche in questo repertorio; altro pilastro dell’esecuzione è il coro della Staatsoper di Vienna. Sean Pannikar è un sorprendente Dioniso e convince per le non comuni doti di jugendliche Heldentenor così come Russel Braun è un ottimo Penteo dal timbro di Heldenbariton. Il glorioso Willard White ha cantato Cadmo con ragguardevole carisma scenico. Le parti femminili sono state sostenute da due autentiche cantanti attrici quali Tanja Ariane Baumgartner, nel doppio ruolo di Agave e Venere; e da Vera-Lotte Boecker, anch’essa impegnata nei due ruoli di Autonoe e Proserpina. Krzysztof Warlikowsky firma una regia forte, fatta di eccessi ispirati a Pier Paolo Pasolini e al suo “Le 120 giornate di Sodoma”. Scene e costumi sono state affidate alle cure di Malgorzata Szczesniak.

In primo piano Willard White e Tanja Ariane Baumgartner ( crediti fotografici: Festival di Salisburgo@Bernd Uhlig)

Festival di Salisburgo 2018: “The Bassarids”di Hans Werner Henze; Wiener Philharmoniker e Coro della Staatsoper di Vienna; direttore: Kent Nagano; regia di: Krzysztof Warlikowsky; scene e costumi di: Malgorzata Szczesniak; personaggi e interpreti principali: Dioniso: Sean Pannikar; Penteo: Russel Braun; Cadmo: Willard White; Tiresia/ Calliope: Nikolai Schukoff; Agave/Venere: Tanja Ariane Baumgartner; Autonoe/ Proserpina: Vera-Lotte Boecker.

Il protagonista Sean Pannikar (crediti fotografici: Festival di Salisburgo@Bernd Uhlig)

 

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