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Coralla Maiuri

4 Luglio 2016
3.946 Views
di Miki Solbiati
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Nasce in Messico, il papà italiano, sceneggiatore, e la mamma, polacca, l’attrice Iserma Dilian. Coralla cresce nella campagna laziale, e frequenta il liceo classico a Roma. Fin da piccola maneggia argilla e colori a olio, e anche durante il suo periodo da attrice, non smette mai di dipingere. Le sue opere sono piene di colore, iridescenti, sembrano paesaggi dell’anima: hanno una luce pure e intima. Porcellane, tessuti, sete, applicazioni in metalli preziosi, un intrecciarsi di un mondo visionario, che mette in contatto moda, arte e design.

Prima di fare l’artista, è stata attrice, giornalista e autrice televisiva. Poi nel 2000 la sua prima mostra a Roma. Nelle sue opere, dalle installazioni alle porcellane si intravede sempre una nota di campagna, di natura, di terra: daini, mucche, pecore, compaiono qua e la, quasi evanescenti, leggeri. I colori pastello, impreziositi da accenti dorati e opalescenti, irradiano una luminosità lattiginosa e fresca.

Le tue creature sono frutto di studio o sei un autodidatta? Autodidatta. Ho sempre sognato di appartenere a un gruppo,ma ho camminato sempre sola. Il lavoro generato in solitudine, è meno catalogabile ma provoca diffidenza.

Giare, piatti, ciotole. Un universo di oggetti stupendi. In una telefonata mi dicesti che è stata difficile definirla arte, ma secondo la redazione della rivista sei un’ artista a tutti gli effetti. E’ stato un approdo difficile? Per passare dalle installazioni e i video  ai “piatti” ho percorso un lungo cammino. Non è stato facile liberarsi dai dictat del sistema dell’arte .

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Com’ è nata la collaborazione con i tuoi splendidi oggetti e la stilista Luisa Beccaria a Milano? Con Luisa Beccaria siamo amiche da quando abbiamo vent’anni .
Quando dalle foto delle ceramiche e porcellane, ho stampato sete e velluti era inevitabile una collaborazione. “Visioni” è stata la nostra avventura al salone del mobile. Ho fatto due giare in porcellana che esplodono in un eccesso barocco, una celeste e una azzurra, da questa due print con cui Luisa ha creato un’elegantissima e incisiva limited edition.

L’ oro sembra dominare la tua produzione per le Sirenuse a Positano, quanto tempo durerà questa tua mostra/vendita nella suggestiva costiera amalfitana? L’oro m’ innammora, aprire un forno di lustri luccicanti, è come da bambini spacchettare i regali sotto l’albero di Natale.
La vendita all’hotel Sirenuse a Positano spero che duri il più a lungo possibile , e che i miei asini che fluttuano nel mare tra meteoriti e coralli si radichino per sempre nella costiera Amalfitana!

Come hai fatto a conciliare un lavoro così impegnativo con la tua famiglia? Lavoro e amore per fratelli, animali, amici, marito e figli, convivono tutti nella stessa stanza. Si mescolano e compenetrano in un’unica forte passione.

Vivi a Roma. Quali sono i monumenti, le piazze, le vie che più ti affascinano per creare un’opera d’arte firmata Coralla Maiuri? Roma mi continua a struggere per quanto è bella, come mi tocca in inverno un certa brutta periferia a Milano, ma non ci sono luoghi precisi da cui attingo, il lavoro è la restituzione della vita che mi  attraversa.

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Quali sono nel tuo lavoro i tuoi colori preferiti? Rosa alba, celeste cielo, giallo cadmio e rosso squillante.

Da quanti anni fai questo tipo di attività? Da sempre. Quando avevo 5 anni, vivevo in campagna a Ceprano, andavo giù al fiume a prendere l’argilla e ne facevo animali e ciotole. Adesso sono tornata esattamente lì.
Sorrido perché ora per il grande magazzino di New York, Bergdorf Goodman, dovrei fare delle porcellane ispirate al “Bosco Incantato”. Questo è quello che più amavo dipingere da bambina.

Lavori anche con l’estero? L’aspirazione di un’artista è lavorare per il mondo intero, forse anche per gli altri pianeti. Io varchicchio le Alpi e raramente scavallo l’oceano…. Chissà!

Quali saranno e dove i tuoi progetti futuri?  I progetti futuri  sono nell’intimità, rendere il mio lavoro, oltre che scintillante e dorato, anche silenzioso .

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