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Oltre la realtà, l’immaginario di Sofia Paravicini

22 Ottobre 2018
2.755 Views
di Vittoria F. M. Dubini

Arancio mattone, verde marcio, giallo ocra, colori desaturati, una scrivania da lavoro disordinata, oggetti e dettagli di diversa natura che catturano l’occhio curioso… entrare nello studio, o meglio, nella tana creativa di Sofia Paravicini è come immergersi nella realtà surreale delle sue suggestive illustrazioni che evocano la dimensione onirica e alimentano l’immaginazione. «Notonlymagazine» incontra la giovane illustratrice milanese, un groviglio di ricci in testa da perdercisi dentro come nell’intrico della sua mente creativa spaziando fra visioni, associazioni di idee, colori, illusioni, esseri fantastici, prospettive e percezioni.

Sofia Paravicini nella sua tana creativa, foto di Vittoria F. M. Dubini

Indecisa sulla scelta universitaria, dopo un’esperienza a San Francisco in uno studio di Architettura e un periodo come assistente dell’artista Tindar con il quale disegna radici su un collage di testi antichi,

“[…] ho deciso di pancia e sono partita per Londra dove ho studiato pittura presso il Camberwell College of Arts. Qui ho appreso la tecnica della serigrafia e dell’incisione che utilizzo ancora in alcuni dei miei lavori e ho avuto modo di approcciare il mondo dell’arte contemporanea. Ho lavorato alla Biennale di Venezia n.55 come assistente di giuria senza condividerne appieno il metodo di giudizio. Ho realizzato lavori che ritengo rappresentino il mio passato più inquieto e li ho esposti in diverse gallerie londinesi. Nel mio rapporto con un’accademia molto improntata all’arte contemporanea, non riuscivo a identificarmi con la costante richiesta di professori e tutor di ricercare un’arte concettuale attraverso l’astrazione dalla realtà. Non appena laureata mi sono sentita persa, ho avvertito l’esigenza di allontanarmi da un mondo che non sentivo mio, per tornare a disegnare raccontando ciò che vedevo attraverso la mia personale osservazione della realtà circostante. Così, ho trovato per caso a Macerata un corso estivo di illustrazione editoriale, Ars in Fabula, dove ho capito subito di aver finalmente trovato il mio, la mia forma di espressione, l’illustrazione. Mi sono quindi specializzata in quel campo frequentando il MiMaster di Milano e parallelamente ho appreso come autodidatta l’uso dei software necessari, senza mai abbandonare la matita, la mia passione”.

Attraverso l’illustrazione Sofia dà libero sfogo alla sua mente creativa e sognatrice, rappresentando ciò che per associazione di idee immagina, in una sorta di automatismo che le permette di sintetizzare le sue visioni, prescindendo dalle norme estetiche e morali.

“L’amico immaginario”, grafite e digitale, ILLUSTRATI Magazine n.48, 2018

“Quando osservo la realtà, cerco di non limitarmi a guardare ma provo ad andare oltre, vedere più in là, trovando sempre quell’elemento surreale che diventa la chiave di svolta. Spesso vengo presa in giro perché guardo un trifoglio e ci vedo una libellula, da una spiga di grano mi immagino nascano dei bruchi… e li disegno su carta. Le idee, gli spunti e gli stimoli sorgono anche attraverso il cinema, le scenografie teatrali, i libri…”.

Le sue visioni surreali, di influenza boschiana, riflettono i giochi del pensiero umano, provengono dai sogni ma anche dalla realtà perturbante degli incubi e prendono forma nelle sue ingegnose creazioni che suscitano stupore, talvolta inquietudine. Le sue illustrazioni sono sofisticate, bisogna guardarle più volte per coglierne l’essenza in quanto sintetizzano concetti, assiomi, idee, immagini, parole, assumendo un sapore ironico, geniale. Quindi una testa di rapa non può che essere un personaggio con un rapanello al posto della testa e perché due ciliegie non dovrebbero ricordare il legame inseparabile di due gemelli siamesi?

“Museo di storia innaturale”, grafite e gouache, 2017

Sofia sviluppa idee e progetti personali come il suggestivo silent book mediante il quale narra, attraverso elaborate illustrazioni, la realtà di un bambino autistico che si identifica con il mondo dell’acqua e dei pesci cercando di mostrarlo e condividerlo con gli altri. Il progetto viene sviluppato autonomamente a partire dal forte interesse che nutre per l’autismo, mondo inesplorato che cerca di esplorare e interpretare.

“Otto, un pesce fuor d’acqua”, grafite e gouache, 2016

Dopo qualche rifiuto difficile da digerire, arrivano le prime soddisfazioni. Le viene affidata l’illustrazione del testo de Il viaggio di Adelia (A. Vivarelli, G. Quarzo), il suo primo libro illustrato, pubblicato lo scorso marzo nella collana Nord-Sud Edizioni di Salani. Nel combinare immagini a parole sintetizzandone e mettendone in luce il significato, il suo talento risiede nell’andare oltre il testo senza rappresentarne una semplice raffigurazione didascalica. Abile e creativa interprete, Sofia amplifica il racconto creando una seconda narrazione con la quale fornisce al lettore più possibilità e dettagli da cogliere, coinvolgendolo in un’esperienza unica. Non manca la componente surreale con la quale Sofia arricchisce la narrazione raccontando, con quella matita che non riesce ad abbandonare, storie fantastiche che lasciano spaziare l’immaginazione.

“Io lavoro a mano, con la matita e gli sfumini, spesso dispongo una base a olio di colore beige su fogli Fabriano cento per cento cotone e poi vado sopra con il gouache, una tempera opaca e acquerellabile, a volte uso il collage per creare i rilievi. Devo toccare la carta, sentirne la texture e intravedere lo sporco che la mia mano trascina lavorando, effetto che ormai si può ottenere verosimilmente con Photoshop. Il digitale permette di diminuire le tempistiche, sbagliare e tornare indietro, modificare continuamente, ma la mia passione è tale da non riuscire a prescindere dalla matita, quindi disegno a mano, scannerizzo, con il computer pulisco l’immagine e intervengo quando richiesto dagli editori”.

Enciclopedia dei pesci, “Otto, un pesce fuor d’acqua”, grafite e gouache, 2016

Colori desaturati, effetto grezzo dato dalla padronanza della matita, dall’imprescindibile manualità, insolito e magico realismo, il suo stile è unico e inconfondibile. Dopo la conclusione del master e un periodo di sperimentazione del proprio segno, Sofia è riuscita a rendere la sua passione un vero e proprio lavoro grazie a collaborazioni con diversi magazine, case editrici, case di moda e festival di illustrazione. Dopo la pubblicazione del libro Il Viaggio di Adelia, usciranno nei prossimi mesi per Salani Editore Le storie di Anna, la bambina che non diceva mai bugie (G. Crespi) e Delfina e il mare (S. Perotti), entrambi illustrati da lei. Inoltre, sarà impegnata nella realizzazione della copertina e dell’interno di «in-Oltre gli Occhi», il giornale delle detenute del carcere di San Vittore.

“Milano e nuvola”, grafite e digitale, Le storie di Anna (G. Crespi), Salani Editore, 2018

Sofia si dedica a tempo pieno al suo lavoro, spesso non ci sono vacanze, lei disegna sempre entusiasta nella sua tana creativa, ovvero il suo colorato bilocale, appoggiandosi allo studio Armadillo e, prossimamente, allo spazio di creativi Lascia la Scia. Ormai da due anni, collabora con la Fondazione Wurmkos, laboratorio d’arte visiva che si occupa di mettere in relazione arte e disagio psichico.

Artista eclettica, oltre alla matita e alla passione per il disegno, realizza incisioni e lavora con la ceramica dando alla luce diverse creazioni, una di queste esposta alla Galleria Affiche di Milano, in occasione della mostra Vasi di Visi diversi. Il suo sogno nel cassetto è quello di aprire un laboratorio tutto suo dove sviluppare il suo lavoro di illustratrice e in parallelo sperimentare la ceramica e l’incisione.

Ci si può solo perdere nelle sue illustrazioni lasciandosi trasportare nell’universo dell’immaginario, andando oltre le forme apparenti della realtà, verso territori inesplorati…

Sofia Paravicini
sofia.paravicini@gmail.com
+39 346 6133590
Instagram/Fb: Sofia Paravicini
www.sofiaparavicini.com
www.timmermancollective.com/portfolio_page/sofia-paravacini/
www.normalimeraviglie.it/vasi-e-visi/

 

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